Intervista – Omär

Omär

Tratto da La Freddezza Music MAGAZINE n.5

Omär è sicuramente uno degli elementi più interessanti e misteriosi del panorama emergente italiano. Se da una parte è certamente vero che il fatto che la sua identità sia (per ora) ignota intrighi parecchio, lo è altrettanto che quanto di buono si è detto e scritto dopo l’uscita di Ricominciare (il suo brano di esordio), riguarda ben poco la sua decisione di celarsi, ma l’altissima qualità della sua musica.
Ricominciare è piaciuto tantissimo, ha messo d’accordo praticamente tutti; anche in redazione il brano è stato molto apprezzato, tanto da portare Omär ad aggiudicarsi il Premio della Critica del mese di Aprile, praticamente con un plebiscito.
Potremmo stare qui ancora molto ad elencare i motivi per cui quest’artista piace molto ora e, ne siamo sicuri, piacerà ancora di più in futuro, ma lasciamo la parola proprio a lei, la misteriosa Omär, che ci ha concesso (con grande disponibilità) questa interessante intervista.

Omär, dalla pubblicazione del tuo primo pezzo si parla tanto, ma si sa ben poco della tua identità. Cosa puoi/vuoi dirci di te?
La cosa che posso dirvi è che faccio musica da tanto tempo e che in questo progetto ci sto mettendo l’anima. Non sto più improvvisando e andando a tentoni, ho avuto molti progetti ed esperienze musicali prima di Omär, ma mi sono resa conto che alla fine conta solo come comunichi con il tuo pubblico. Se sei sincero, le persone lo capiranno, se provi a far cose che non ti appartengono, lo noteranno subito. Ho scelto quindi di essere al 100% me stessa, e devo ammetterlo, il viso coperto quasi mi aiuta in questo senso.

Volto coperto, dunque, e musica in primo piano. Ci spieghi questa scelta?
L’hai detto, musica in primo piano.
La cultura del personaggio non mi appartiene, non lo sono. Sono una normalissima ragazza che fa musica, ne esistono anche di questo tipo, anche se ultimamente sembra che bisogna per forza essere dei personaggi televisivi per fare carriera in questo mondo.
Mi piace l’idea che le persone mi ascoltino veramente, senza alcun tipo di pregiudizio.

Da dove nasce la scelta del nome?
È una lunga storia ma è stato uno dei miei produttori a chiamarmi così, per scherzo. Ci abbiamo riso su, poi però ho scelto Omär proprio perché mi divertiva l’idea di creare un po’ di confusione.

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