Intervista – Il mondo di Doriah

Foto Andrea Ferrarello

Intervista al protagonista dell’episodio 440 di #LFMConsiglia del 14 aprile 2023.

Doriah, all’anagrafe Federico Doria, è un cantautore siciliano, bolognese d’adozione, classe 1987, già attivo dalla fine degli anni Zero con il moniker El Señor Pablo.
È stato vincitore di Italia Wave Sicilia nel 2015, anno in cui ha pubblicato l’EP interamente in siciliano “Comu si nun t’havissu vistu mai”; fa inoltre parte insieme a Luca Minelli del duo Gente Vergine, con cui ha pubblicato nel 2021 il singolo “Bologna Batticuore”.
Definisce se stesso come “il gesto apotropaico che faresti se un dio ti dicesse che il senso della vita è che la vita non ha senso”.
Sospese tra cantautorato classico e (post)post-moderno, le sue canzoni, spesso dissacranti e surreali, sanno anche essere insospettabilmente romantiche e, a loro modo, indubbiamente “pop”.
Immerse in un mare fluttuante di sintetizzatori, oscillando tra riferimenti più disparati (da Lucio Dalla ai CCCP, dalla trap alla techno commerciale anni ’90) e in costante bilico tra iconografia e iconoclastia (da Hemingway a Sartre, da Maradona a Gesù Cristo, da PornHub a Non è la Rai).

Disponibile dal 31 marzo 2023 “Trenitalia“, una collaborazione Freak&Chic e Giungla Dischi, è il suo ultimo singolo

Per conoscerlo ancora meglio, l’abbiamo contattato per prorgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato, catapultandoci all’interno del proprio mondo.

Iniziamo dal principio. Ci racconti il tuo avvicinamento al mondo della musica? Come, quando e perchè è avvenuto?
Mi sono avvicinato alla musica a circa 10 anni, ho iniziato a studiare tromba per entrare nella banda del paese, già ci suonava mio fratello maggiore quindi era un po’ un rito di iniziazione da fare. La banda musicale di un paese della provincia di Agrigento è un contesto sociale e musicale sghangherato e bizzarro, una vera scuola di vita, in cui al sacro di processioni religiose di origine pre-cristiana, quasi tribali, si sovrappone il profano di una socializzazione ingenuamente inadeguata e disfunzionale, appunto tra i membri della banda e in generale tra gli esseri umani, una socializzazione fatta di cameratismo, nonnismo, bullismo, omofobia. Poi cresci e ti sembrano tutti scemi.

Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
Sono siciliano, faccio il cantautore, sono abbastanza triste da avere una grande senso dell’umorismo e un amore verso l’umanità che fa il giro completo e rasenta la misantropia, quindi direi che il mio modello è Franco Battiato.

Come descriveresti la tua musica?
Ma sto tutto sommando cercando a modo mio di colmare il vuoto valoriale della mia generazione; ho 35 anni e vivo a Bologna, dove mi giro mi giro parlo con gente che ha visto il capitalismo decadere, non credere più in tutte quelle cose a cui credevano i nostri genitori, tipo alla proprietà privata, al posto fisso, al matrimonio. Cosa ci rimane se non cercare di connettersi in qualche modo con le persone a noi affini, e questo cerco di fare, cerco di parlare, la mia musica ti parla se la vuoi ascoltare parlare.

Artista preferito?
Attualmente Mac DeMarco perché ha avuto la forza di stabilire un nuovo paradigma musicale, ha praticamente definito un genere ed è completamente pazzo.

Canzone preferita?
Segnali di vita” di Franco Battiato, perché quando mi sento un po’ perso è la canzone che mi indica la via da seguire, il modo come oltrepassare la siepe della paura, della vergogna, eventualmente del biasimo.

Veniamo a “Trenitalia“, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale. Ti va di raccontarcelo?
È una canzone uscita di getto in un particolare momento della mia vita in cui ribollivo e non stavo nemmeno capendo perché, è estremamente emotiva e traspira tutta l’urgenza delle mie intenzioni.

Prossimi passi? A cosa stai lavorando?
A breve uscirà il mio prossimo singolo, il quarto tratto dal mio primo album come Doriah. Spero di riuscire a pubblicare l’album entro l’autunno e di portare in giro il live.

Sogni nel cassetto?
Mi piacerebbe poter fare semplicemente il produttore e l’autore, senza espormi troppo.

A proposito di sogni, con quale artista ti piacerebbe collaborare un giorno?
Mi piacerebbe collaborare con qualcuno di vicino a livello culturale e generazionale, penso a Calcutta, a Giorgio Poi, a Cosmo. Ma anche qualcuno di più giovane, per ora ho grande ammirazione per i Post Nebbia.

Dove ti vedi tra 5 anni?
Spero di riuscire a fare la scuola di specializzazione in psicoterapia, essere uno psicoterapeuta, e di poter fare uscire tutto il materiale musicale che ho da tirare fuori, ho tantissimo materiale e continuo a lavorarci, vorrei essere nelle condizioni di poter comunicare con dei mezzi più poderosi. Vorrei pure essere libero come artista da non dover per forza dipendere da un senso e da una forma, vorrei diventare più astratto.

Profilo Spotify dell’artista.

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