Intervista – Enula si racconta…

Intervista alla giovane e talentuosa artista classe ’98, Enula.

Enula Bareggi, in arte Enula, è uno degli elementi più interessanti del panorama musicale italiano emergente (e non solo).
Sin dall’infanzia coltiva la sua passione per la musica attraverso lo studio della teoria e della pratica musicale, sviluppando una tecnica vocale raffinata e unicità nelle sue liriche. La svolta nella sua carriera avviene nel 2020, quando decide di presentarsi ad un provino Amici di Maria De Filippi. Durante il corso del programma, Enula mostra vari lati del suo talento, conquistando sempre più il pubblico grazie alle sue esibizioni, e presentando brani inediti di successivamente inclusi nel suo album di debutto del 2021 intitolato “Con(torta)” (album che riscuote un notevole successo, totalizzando oltre 30 milioni di stream sulle piattaforme digitali). 
Nel corso degli anni collabora con vari artisti di rilievo nel panorama musicale italiano, come Franco126, Dardust, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, Katoo, Mr. Rain e Ibisco.
Un momento significativo della sua carriera è segnato dalla collaborazione in “Due Rose” dei Tiromancino, brano che resta più di cinque mesi nella top 100 delle classifiche radiofoniche dopo essere entrato in top 10. 
Nel 2023, Enula viene scelta come voce protagonista della colonna sonora del film “Addio al nubilato 2“, diretto da Francesco Apolloni. Questa esperienza segna anche il suo debutto cinematografico, interpretando il ruolo di Sofia accanto ad attori come Laura Chiatti, Chiara Francini, e altri.

Dopo aver partecipato quest’estate a numerosi festival in giro per l’Italia, Enula è tornata venerdì 6 settembre, in radio e in digitale con “DOMENICA”, il suo nuovo singolo prodotto dai ROOM9 (già al lavoro su tutti gli ultimi lavori di The Kolors, Alfa, Michele Bravi e moltissimi altri) per un back to school dai ritmi dance e con la sua inconfondibile voce.

Per parlare di questa ultima uscita, e di tanto altro, l’abbiamo contatta per porle alcune domande a cui ha risposto con grande disponibilità, dando vita a questa ampia ed interessante intervista.

Ciao Enula. Innanzitutto, grazie mille per averci concesso questa intervista.
Partiamo subito da “Domenica“, il tuo nuovo singolo appena uscito. Ti va di raccontarcelo?
Domenica” è stata scritta in un momento di ispirazione improvvisa, durante una doccia. La canzone riflette sulla natura della domenica, giorno che segue spesso un sabato trascorso in modo spensierato, a volte superficialmente, per distrarsi. Tuttavia, la domenica porta con sé un senso di malinconia e ansia, poiché anticipa il lunedì e la ripresa delle responsabilità settimanali. È un giorno di riflessione, in cui si fanno bilanci su ciò che si è fatto e su ciò che ci aspetta. La domenica può essere vissuta come un momento di vuoto, ma è anche un’opportunità per riscoprire il valore del tempo. È importante dedicarsi del “tempo di qualità”, piuttosto che un “tempo di plastica”, fatto di attività che non arricchiscono realmente. Imparare a prendersi del tempo autentico, che nutre l’anima, diventa fondamentale. Domenica, però, è usata in senso metaforico, rappresentando uno stato d’animo che può emergere in qualsiasi momento.

Quale frase presente all’interno del testo indicheresti come fulcro dell’intero brano?
La frase “c’è un sole che nevica” è una delle mie preferite nel pezzo, perché esprime l’idea che, indipendentemente da ciò che accade all’esterno – come una bella giornata di sole – se dentro di noi non stiamo bene, questo non cambia il nostro stato d’animo. Questo verso sottolinea che tutto parte dal nostro mondo interiore: anche se siamo circondati da bellezza o in un luogo meraviglioso, se non siamo in armonia con noi stessi, nulla di esterno potrà davvero influenzare il nostro benessere. La frase simboleggia il contrasto tra ciò che appare all’esterno e ciò che si prova dentro: anche se c’è il sole, dentro di noi può nevicare.

Domenica” arriva dopo una estate che ti ha visto protagonista di numerosi concerti in giro per l’Italia. Cosa ti sei portata dietro di bello, da questi mesi?
Spesso dimentico questa incredibile sensazione, ma ogni volta che torno sul palco mi ricordo quanto sia importante per me. Quest’estate è stata significativa perché ho dedicato tempo alla cosa che amo di più: cantare, farlo dal vivo e connettermi con le persone.

A tal proposito, quanto reputi importante, nell’ambito del tuo percorso artistico, la sfera dei live?
Mi piace moltissimo esibirmi dal vivo, anche se a volte questo pensiero mi mette un po’ d’ansia, soprattutto quando non so chi sarà il pubblico davanti a me. C’è sempre la sensazione di dover conquistare le persone, un peso che però poi si dissolve quando salgo sul palco. Lì accade la magia. Quest’estate ho fatto molte date e partecipato a vari festival, ed è stato meraviglioso. Mi rendo conto di quanto la musica riesca a unire le persone, creando un legame tra tutti. Adoro stare sul palco e vedere la gente felice, ed è in quei momenti che mi ricordo perché ho scelto la musica. Anche se è diventato un lavoro, la musica per me è prima di tutto una passione, quasi come il mio primo amore, una sensazione simile al primo bacio.

Tornando alla tua musica, nella sua determinazione attuale, come la racconteresti?
La mia musica è sempre stata in evoluzione, soprattutto dopo essere uscita da un talent show, che mi ha catapultato in un mondo per me sconosciuto e sorprendente. In questo percorso ho fatto molti errori, ho scritto canzoni di cui poi mi sono pentita o che non mi sono piaciute. Tuttavia, è normale provare e sperimentare, anche in base a ciò che funziona e alla reazione del pubblico. Se qualcosa non va bene, né per me né per gli altri, è giusto cambiare direzione. Non credo che la musica debba rimanere immutata. L’artista cambia, la persona cambia, e di conseguenza cambia anche ciò che esprime. La mia musica è cambiata parecchio nel tempo, e sono ancora in una fase di ricerca su cosa posso offrire al pubblico. Ci sono stili e canzoni che non ho ancora condiviso, ma che fanno parte di me. Credo che sia importante lasciare spazio all’errore, perché spesso sembra che dobbiamo arrivare subito al risultato, ma in realtà abbiamo tempo. Tempo per sbagliare, per riuscire e per capirci. Non vedo l’ora di realizzare un album che includa quelle parti di me meno “costruite”. Non che le altre canzoni non siano autentiche, ma alcune sono state più influenzate da ciò che poteva funzionare. Tuttavia, rimangono sempre canzoni sincere e intense.

Dove, invece, pensi possa condurti, la tua musica, prossimamente?
Non so esattamente dove mi porterà la mia musica, ma sono consapevole che questo percorso è un viaggio che mi conduce a una radice profonda dentro di me, una radice che mi ha sempre accomunato. Spesso facciamo un lungo cammino per tornare all’inizio, riscoprendo chi siamo realmente. Anche se potrei allontanarmi da me stessa a livello di sound e stile, alla fine credo che questo viaggio mi porterà a scoprire ciò che ho sempre sentito di essere. Attualmente, mi sto avventurando in sonorità diverse e sto esplorando nuovi stili musicali. Anche se mi ci ritrovo, non lo faccio completamente. Questo viaggio è anche un modo per conoscermi meglio. Sono sicura che, in futuro, arriverà un momento in cui tornerò alle mie radici e realizzerò che quella è sempre stata la risposta giusta. Tuttavia, per arrivarci, è necessario affrontare anche il distacco da queste radici.

Nel tuo processo di evoluzione e crescita, ci sono degli artisti che occupano un ruolo importante, come modelli di ispirazione?
Non sono una cantante che parla di musica tutto il giorno. È un po’ come chi svolge altri lavori: ci sono persone, come i surfisti o gli avvocati, che parlano sempre del loro ambito. Io, invece, parlo poco di musica e la faccio solo quando mi va. Anche se sono molto legata all’arte, nella pratica mi mantengo un po’ distante, e questo può sembrare particolare. Non so quanto faccia bene, ma cerco di restare lontana dalle influenze della musica contemporanea, anche se inevitabilmente siamo immersi negli input che ci circondano. Dovrei ascoltare più musica per evitare di essere influenzata da quella che mi arriva involontariamente, ma non mi viene naturale. La mia esigenza principale è esprimermi, e lo faccio attraverso diverse forme d’arte: oltre a cantare, dipingo, scrivo un libro e mi piace molto anche la recitazione. Ho scelto la musica come prima forma d’arte perché è immediata: puoi scrivere e urlare con la tua voce. Vivo l’arte più che ricercarla, e anche se non mi interesso molto a fondo di pittura, cinema o altre discipline, sono tutte cose che amo e di cui sento il bisogno di fare.

Ad oggi, nel tuo percorso hai avuto modo di collaborare con moltissimi artisti. Per il futuro, invece, con chi ti piacerebbe lavorare?
Le collaborazioni che ho avuto fino ad oggi sono state davvero incredibili e sorprendenti. Un esempio è l’ultima con Federico Zampaglione e Pietro Mancino, che mi ha colpito molto. Ricordo che durante un viaggio ho ricevuto una chiamata da Federico, ed è da lì che è iniziata questa “magia”. Oltre all’aspetto artistico, ci siamo trovati molto bene anche a livello personale, diventando amici. Lui è diventato un po’ il mio consigliere, e ci sentiamo ancora ogni tanto. Abbiamo passato tre mesi insieme, facendo trenta date, ed è stata un’esperienza davvero speciale. Per quanto riguarda le collaborazioni future, mi piacerebbe tantissimo lavorare con Elisa, perché nutro un grande affetto e stima per lei.

Tornando ai tuoi pezzi, tra quelli pubblicati in passato, quale indicheresti come “brano manifesto” di quello che è Enula e la sua idea di arte?
Al momento non credo esista una canzone che possa rappresentare completamente la mia idea di arte, perché questa è in continua evoluzione. Tuttavia, c’è un brano, “Contorta“, che ha un significato speciale per me. Parla della mia nascita, sia come artista che come persona, perché è il primo pezzo in cui mi sono aperta con sincerità, senza paura di mostrare anche aspetti di me che mi mettevano a disagio. Quando la canto sul palco, mi chiedo quanto questa canzone rappresenti ancora chi sono oggi. A volte penso di essere cambiata, ma mi rendo conto che, nonostante alcune ferite si siano rimarginate e io sia diventata più consapevole, ci sono sempre delle sfumature che fanno parte di me. Una frase del brano, “Io non so mai dove andare“, è quella che sento più vicina, perché esprime il mio continuo senso di smarrimento. Anche se non so mai esattamente dove sto andando, trovo sempre una direzione dentro di me, continuando a camminare nonostante le paure. “Contorta” è una canzone che porto nel cuore, e credo che rimarrà sempre importante per me.

Guardando avanti, invece, quali saranno i prossimi passi del tuo cammino?
In realtà, non sono solita organizzare troppo i miei passi futuri. Ho imparato che le cose accadono da sole. Certo, ho dei desideri che segno nella mia lista, ma non mi preoccupo di pianificare tutto nel dettaglio, perché in qualche modo ciò che desidero arriva. Questo non vuol dire che non mi impegni o non lavori duramente: quando le opportunità si presentano, bisogna lavorare sodo. Tuttavia, non pianifico molto, e ogni cosa che ho fatto finora è successa in modo spontaneo, sorprendendomi ogni volta. Nel breve termine, però, ho alcune cose che voglio realizzare: sicuramente un album e un incontro intimo con i miei fan, una cosa che non faccio da tempo e che mi piacerebbe organizzare per condividere musica e dialoghi insieme. Un altro progetto che sto completando è il mio libro, un romanzo che non è autobiografico ma che contiene parti di me in ogni personaggio. Il libro parla di evoluzione, crescita e sincronismi, ed è psicologico, con uno stile che si avvicina al realismo magico. Non vedo l’ora di vederlo nelle librerie. Dopo questi progetti, aspetto con entusiasmo le prossime sorprese che la vita mi riserverà.

Prima di salutarci, che augurio ti fai per il futuro?
L’augurio che mi faccio per il futuro, e che a volte registro anche in piccoli messaggi vocali, è che la me del futuro abbia sempre coraggio. Il coraggio di essere il più possibile autentica, e di affrontare le scelte che richiedono coraggio, anche quando fanno paura, se quelle scelte rappresentano la verità. Inoltre, spero che continui a credere profondamente, perché c’è sempre un motivo per cui credere.

Profilo Spotify dell’artista.

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