Intervista – Musica personale: Michael Sorriso

Intervista al protagonista dell’episodio 465 di #LFMConsiglia (20 giugno 2023) e vincitore del Premio della Critica del mese di Giugno 2023.

Michael Sorriso (1990) inizia la sua carriera firmandosi Lince.
Nel 2015 è finalista al concorso per autori “Genova per voi” e nel 2016 debutta con “Lincertezza”. Nel 2017 fonda con Woc il collettivo ITALIA90, che si occupa di moda e arte.
Nel 2020 firma la sua prima canzone da co-autore, “Algoritmo” di Willie Peyote con il featuring della star giamaicana Shaggy e la produzione di Don Joe.
Nel frattempo affina la sua tecnica di scrittura a cui abbina dei testi personali, politici e sociali senza scadere in stereotipi.
Nel 2021 cambia il nome d’arte in Michael Sorriso in cui il suo vero nome, accostato al cognome d’arte, suona “mai col sorriso”. Nel 2022 si dedica molto a ITALIA90 – fashion brand ma anche promoter di eventi che fondono musica, moda e arte –, pubblica il secondo album, “L’incendio” (Dogozilla / Sony), e apre il tour estivo di Willie Peyote.

Disponibile dal 19 maggio 2023,  “Parole sante” (per ITALIA90 distribuito da ADA) è il suo nuovo EP. Sette brani con le produzioni musicali di Luke Beats (anche noto come Bassista Sabaudo, stretto collaboratore di Willie Peyote) e la direzione artistica di Frank Sativa.

Anticipato da 4 singoli, “Parole sante” è un EP pieno di sostanza e sentimenti, in cui il rap è al centro del progetto, valorizzato dalla cura del flow, dalla qualità della scritturae dal significato di alcuni versi. Nei testi emergono un tagliente spirito critico verso certe derive della musica e della società contemporanea ma anche una spiccata vena introspettiva. Oltre a brani in cui si fa sentire un deciso antagonismo, infatti, ci sono anche pezzi personali, come “Paradosso”, il più intimo dell’EP, come spiega l’artista: “È un brano che racconta le esperienze dolorose che ho vissuto nella mia famiglia, dalla scomparsa di mio padre alla malattia di Alzheimer che ha colpito mia madre e con cui ho convissuto e fatto i conti durante il lockdown”.

Di questo importante progetto, e di molto altro, ne abbiamo parlato con lui, in questa interessante intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.
Veniamo all’attualità. “Parole Sante“, nuovo importante capitolo della tua carriera. Cosa rappresenta per te questo Ep?
Grazie a voi per lo spazio. “Parole Sante” è come se fosse il mio biglietto da visita. Nonostante abbia diversi anni di gavetta alle spalle e diversi progetti ufficiali, credo che questo Ep sia il mio primo step fatto in modo corretto. Non che prima non abbia mosso dei passi, ma è come se con queste tracce abbia fatto un corso posturale e trovato il giusto equilibrio.

Quale, tra quelli presenti in tracklist, reputi essere il “brano manifesto”?
Di primo acchito direi “Paradosso” per la profondità del tema, ma quella che racchiude meglio tutte le sfaccettature dell’EP è sicuramente “Pro e Contro“, dove il racconto personale si intreccia ad argomenti di portata più ampia. 

Qual è per te, invece, la barra/strofa più significativa dell’intero Ep?
Difficile sceglierne una in particolare, ma forse la quartina “La realtà è anche fatta di attacchi di panico / è sofferenza artefatta se è dentro un film di Wes Anderson / La disfatta son cose che non accadono / e il gusto più amaro che puoi provare è il rammarico” contenuta nella traccia omonima “Michael Sorriso“.

Più in generale, come descriveresti la tua musica?
L’aggettivo più adatto credo sia “personale”, per temi trattati e modalità di scrittura. Per me la musica è spesso catartica ed essendo lontano dalle logiche di business aggiungerei anche l’aggettivo “disinteressata”. Sicuramente appartiene al macrogenere del rap, ma in quanto a contenuti penso di essere meno autoreferenziale. Mi piacerebbe definirla di “rottura”, ma in questo periodo storico è già tutto rotto e non vorrei risultare anacronistico.

Qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
Dipende molto dal periodo e dal contesto, ma solitamente quelli riusciti meglio nascono di getto e li scrivo nell’arco di un’ora. Scrivo spesso sul beat, ma appunto anche pensieri e barre in momenti casuali della giornata, che poi riutilizzo nel momento di stesura definitiva. A volte parto da un tema che voglio trattare e sviluppo il testo su quell’argomento, altre volte l’ispirazione arriva dalla strumentale e il tema viene fuori da sé durante la scrittura.

Esistono artisti, italiani o internazionali, a cui ti ispiri?
Sinceramente non ho mai avuto role model o riferimenti importanti a cui ambire. Crescendo ho ascoltato molta musica francese e probabilmente sono stato ispirato più dal rap d’oltralpe che da quello americano, così come sono stato influenzato anche dal cantautorato nostrano. Dovendo fare un paio di nomi direi Orelsan e J Cole per la versatilità e la profondità dei loro testi, per quanto le similitudini siano più nelle tematiche affrontate che nel sound.

Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare?
In Italia Marracash e Tedua su tutti, ma il sogno nel cassetto è un featuring con il rapper francese mio coetaneo Nekfeu.

Volgendo lo sguardo indietro ed analizzando “quello che è stato”, tra i tanti momenti di grande rilevanza quale tappa della tua carriera reputi essere, fino ad oggi, la più importante?
A livello di live ho fatto delle bellissime esperienze in apertura al tour di Willie Peyote e ad artisti del calibro di Fabri Fibra, quindi ho testato l’adrenalina da palco con qualche migliaio di persone sotto, ma dal lato discografico ritengo questo Ep come il primo vero progetto portato a termine nel modo corretto. 

Riguardo i prossimi passi, invece? A cosa stai lavorando?
Sto lavorando a delle canzoni che spero possano avere una portata più ampia e uscire dalla nicchia del rap underground cittadino.

Chi è Michael Sorriso oggi?
Michael Sorriso è un trentaduenne con parecchie cose a cui pensare, con un brand di vestiti indipendente fondato con amici artisti, con una quindicina d’anni di gavetta alle spalle e con la consapevolezza di voler essere un unicum nel genere, a prescindere dal riscontro numerico e discografico.

Dove, invece, vuole arrivare?
Mi sono accorto di aver visto il mio primo concerto in un palazzetto quest’anno. Credo sia difficile ambire a ciò che non si conosce, sicché sto ricalibrando le mie ambizioni sulle nuove esperienze fatte. Che poi mi basterebbe partire con un tour di una decina di date e poter portare le mie canzoni davanti a qualche centinaio di persone appassionate, ma per quanto non mi ritenga una persona particolarmente ambiziosa, non voglio limitare la mia fantasia.

Grazie mille per la disponibilità, è stato un grandissimo piacere. Un caro saluto e alla prossima.
Grazie ancora a voi per lo spazio e l’interesse dimostratomi. È stato un piacere. Alla prossima.

Profilo Spotify dell’artista.

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