Intervista al giovane cantautore campano, uno degli elementi più interessanti del panorama emergente italiano .
Federico Di Napoli è un cantautore classe 1994, originario di Aversa (Caserta).
Il suo stile pone le radici nella musica R&B degli anni 2000. Il primo “passo ufficiale” del suo percorso discografico si consuma nel Novembre 2017, con l’uscita di “Macigno“, il singolo d’esordio .
Successivamente, nel biennio 2018-2019, rilascia 6 singoli prodotti da Max D’Ambra (“You Drive Me Crazy”, “Da mezzanotte In poi”, “Viandanti Persi”, “Un Amore Di Città”, “Ad Ogni Passo”, “Hangover”) che ottengono crescente riscontro sia nel pubblico che negli addetti ai lavori e lo portano in breve tempo a calcare importanti palchi e ad aprire concerti di affermati artisti ottenendo il supporto pressoché unanime della scena napoletana.
A questo si aggiunge l’esperienza nel programma Rai 2 Made In Sud , come cantante e performer con i Radio Rocket (2019-2020).
Il 17 dicembre 2021, poi, a distanza di un anno dal singolo “Hangover” pubblica “Maneki Neko” un singolo dalle sonorità futuristiche, che miscela sapientemente le influenze R&b e Pop con una scrittura fluida con riferimenti e contaminazioni della cultura giapponese.
Il suo percorso va avanti spedito anche nel 22, con la pubblicazione di 5 brani tra cui una versione acustica proprio di “Maneki Neko” (uscita l’11 febbraio 2023).
Disponibile, invece, dal 19 maggio 2023, “Mare ‘e Bucìe” è il suo ultimo singolo.
Il brano, prodotto da Simone Bayle e KeyDB, vede la prestigiosa collaborazione di Livio Cori, uno degli artisti più amati della scena partenopea.
“Mare ‘e Bucìe” rappresenta un nuovo importante passo, nel cammino di Federico, nuova e chiara espressione del suo talento e di un sound tanto personale quanto coinvolgente, tanto da arrivare a conquistare la copertina della playlist editoriale di Spotify “Anima R&B”.
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda. Ne è venuta fuori questa interessante intervista.
Vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Ciao Federico. Grazie mille per averci concesso questa intervista. Partiamo dal principio. Ci racconti il tuo avvicinamento al mondo della musica?
Ciao ragazzi e grazie mille a voi. Il mio avvicinamento alla musica lo devo principalmente a mia madre, appassionata come poche, nonostante non sia né una cantante né una musicista. In casa non sono mai mancati dischi, walkman, cassette e musica ad alto volume di ogni genere. Quando c’era Sanremo era appuntamento fisso: tutti davanti alla TV. Diciamo che non è stato difficile innamorarmi della musica, per fortuna.
Chi e/o cosa ti ha portato a voler iniziare questo cammino?
L’inizio da protagonista di questo cammino invece lo devo ad una mia insegnante delle scuole elementari, che intuì la mia propensione naturale per la musica e mi invitò a partecipare al progetto teatrale scolastico. Era il musical di Pinocchio e a 9 anni cantai per la prima volta a teatro. Da quel momento non ho più smesso, le emozioni del palco non le ho trovate da nessun’altra parte.
Quale tappa del tuo percorso reputi essere, ad oggi, la più importante e significativa per la tua crescita?
Citando la mia saga preferita, “Rocky”, ti dico: “un passo alla volta, un pugno alla volta, un round alla volta” (non so se l’ordine sia corretto). Con questo voglio dire che ogni tappa del percorso, ogni passo è importante e fondamentale. Non ho mai bruciato le tappe e ho sempre ottenuto qualsiasi cosa con sacrificio e a piccoli passi, gradualmente. Forse la tappa decisiva non è ancora arrivata, ma sento che manca poco.
Veniamo a “Mare ‘e Bucìe“, il tuo ultimo brano. Ti va di raccontarcelo?
Certo, “Mare ‘e Bucìe” è un pezzo di cui sono veramente felice, come tutti i miei pezzi del resto, ma di questo forse un po’ di più per una serie di motivi. Perché è in napoletano, perché ho ottenuto la mia prima copertina in playlist editoriale Spotify “Anima R&B”, perché ho collaborato con Livio Cori, uno degli artisti campani che mi ha ispirato di più. Sono felice anche di essere riuscito in un qualcosa che mi sembrava impossibile: mantenere il mio senso di musica, il mio valore, dando comunque un colore estivo e fresco. In questo KeyDB e Simon Bayle, i produttori del pezzo, sono stati fondamentali. Così come Stefano Chello, mio manager e co-autore, sempre decisivo e importante in ogni scelta. Non ha un ruolo preciso perché sarebbe riduttivo attribuirgliene solo uno, io lo chiamo “Chèf”, come Steph Curry.
Come è nata la collaborazione con Livio Cori?
La collaborazione con Livio si concretizza con “Mare ‘e Bucìe” ma il “corteggiamento” nasce anni fa, la stima reciproca va avanti da tempo. Ha ascoltato per caso la “demo” di “Mare ‘e Bucìe“. Un giorno mi videochiamò per complimentarsi ed io gliela buttai lì: “’o vulimme fa’ ‘nsieme?”. Lui ha accettato ed abbiamo aperto il cantiere ultimando la collaborazione.
Quali sono i prossimi passi del tuo percorso?
Proseguire sempre più forte senza mai perdere la curiosità, l’energia, la bussola e la fantasia. Singolo dopo singolo, video dopo video, concerto dopo concerto. Nuovi pezzi sono in arrivo, sperando di lasciare sempre più emozioni positive a chi li ascolta.
Quanto è importante, per te e per l’espressione della tua arte, la dimensione dei live?
I live sono una parte fondamentale per la mia arte, ma soprattutto per la mia persona. Io solo sul palco riesco ad essere veramente me stesso. Ricordo il periodo del lockdown durante il quale i live e i concerti, per anni, sono rimasti spenti. Stavo malissimo, avevo paura di aver dimenticato tutto, avevo perso l’energia, non vedevo più luce e futuro, credevo mi avessero tolto il talento… un po’ come in “Space Jam”. Per fortuna ora mi sento bene e sto suonando di nuovo da un po’ di tempo. Per quanto riguarda il talento non mi sbilancio, non so se sia rientrato, venite ai live e ditemelo voi.
A proposito di questo, su quale grande palco sogni di esibirti, un giorno?
Risposta secca: SANREMO.
Poco fa abbiamo parlato dell’importante collaborazione con un grande artista come Livio Cori; riguardo questo, con quali altri artisti del panorama musicale italiano, ti piacerebbe collaborare?
Beh, domanda difficile perché gli artisti con cui collaborerei sono tanti. La musica è condivisione e non apprezzo tanto chi collabora poco avendo la presunzione di credere che non serva farlo. Contaminarsi, con musicisti di cui si ha stima, è importante. Tornando agli artisti con cui farei un feat. purtroppo qualcuno tra questi non c’è più… Pino Daniele, Mango, Alex Baroni. Questa cosa aiuta a scremare la scelta, ma non aiuta il mio cuore.
Ve ne dico 3: Marco Mengoni, Giorgia e Gigi D’Alessio. Ma ci sarebbe una lista più lunga.
Dove ti vedi tra 5 anni?
In giro per il mondo a creare valore per e con la mia musica. Con le persone di sempre al mio fianco.
Grazie ancora per la grande disponibilità. In bocca al lupo per tutto.
Grazie mille a voi e viva il lupo.
Profilo Spotify dell’artista.
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