Intervista – Modi nuovi di raccontarsi: Nick Sick

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 477 di #LFMConsiglia del 19 luglio 2023.

Massimo Bolasco, in arte Nick Sick, nasce a Roma il 4/02/1992.
Comincia il suo percorso musicale nel 2012 con un disco col suo gruppo rap “ILL MOVEMENT” insieme a Mostro e Yoshimitsu il Producer.
Dopo il rilascio nel 2015 di un album in free download dal 2017 al 2019 pubblica vari singoli inediti di genere Emo-Trap che attirano l’attenzione del pubblico e che lo portano a giugno 2019 a pubblicare, sempre in maniera indipendente, il suo primo disco ufficiale “Musica per stare male” (che ad oggi conta più di 2.200.000 streams totali su Spotify).
Nel 2020 pubblica il singolo “Un minuto alla fine del mondo” col featuring di Blue Virus, brano fortunato dalle sonorità più “rap/pop”che dà inizio alla sua svolta artistica verso un suono più leggero.
Fra il 2021 e il 2022 pubblica “Sottotitoli Sotto” e “Tutta Pratica”, due brani dal sound indie che lo portano, nel 2022, a pubblicare il 29 ottobre “ROMANTICA”, un brano che segna la svolta verso un sound Dream Pop/anni 80. A distanza di un mese e mezzo rilascia “PIÙ DI PRIMA”, altra canzone dalle sonorità nostalgiche che risalta per la contrapposizione fra una base leggera e dai synth analogici e un testo profondo dal sapore agrodolce.
A chiusura anno il 22 dicembre 2022 viene rilasciato “Non mi passi mai” feat. Blue Virus, brano dal sound Dream Pop come gli altri ma che va a porsi come manifesto dell’evoluzione artistica di Nick Sick.
Disponibile dal 29 giugno 2023, “MANCANZE” è il suo ultimo singolo.

Di questo, e di tanto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui.

Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.
Veniamo all’attualità. “MANCANZE“, nuovo importante capitolo della tua carriera. Cosa rappresenta per te questo brano?
MANCANZE” per me rappresenta il “tirare tutto fuori”. A volte, nella vita e nelle relazioni, si arriva a sopportare incessantemente ogni cosa che ci capita senza mai fermarci a riflettere se per noi va bene; in questo brano ho voluto sfogarmi per quelle situazioni, che riguardano più ragazze in questo caso, in cui eventi e comportamenti mi stavano facendo esplodere senza saperlo.  È uno sfogo rivolto a più persone che non fanno più parte della mia vita, ma a cui in un certo senso avevo ancora qualcosa da dire.  

Più in generale, quali sono le sensazioni che vuoi trasmettere, le emozioni che vuoi far provare, le immagini che vuoi raccontare, con la tua musica?
Nella mia musica c’è la sofferenza interiore che è un aspetto ricorrente. Questo perché probabilmente nella vita quotidiana non riesco o non sono sempre in grado di (come dicevo prima) tirare fuori quello che ho dentro. Il tutto, ovviamente, per portare a stare meglio, a motivare e a cercare il lato positivo anche nei momenti peggiori.
Spesso mi capita che dei fan mi scrivano dicendo di sentirsi capiti e di rispecchiarsi in quello che scrivo e questo è un altro punto focale per me molto importante.  

Qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
Le mie canzoni nascono dal voler raccontare qualcosa di personale analizzandone ogni aspetto. Le esperienze personali sono sempre presenti ma, a volte, una semplice parola fa scattare in me l’idea di un brano. Gli input che mi danno la scintilla sono tanti ma ogni volta la scrittura parte comunque dalla mia vita personale e dal voler raccontare una storia.  

Quale brano, al momento, rappresenta più degli altri te e la tua musica?
Non saprei rispondere a questa domanda citando unicamente una canzone. Fra gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato ci sono i Nirvana, gli Oasis, i My chemical romance e potrei continuare con una lista infinita. Ti cito le mie tre canzoni preferite:

1) “Knockin’ On Heaven’s Door” di Bob Dylan;
2) “Live Forever” degli Oasis;
3) “I’m Not Okay” dei My Chemical Romance.

Ognuna di queste canzoni mi ha accompagnato per la maggior parte della mia vita simboleggiandone un momento diverso, ci sono molto legato e le ascolto ancora molto spesso.  

Quale brano di altri artisti, invece, avresti voluto scrivere tu?
Non so dirti, penso che ogni artista abbia una propria predisposizione alla scrittura e alla stesura di un brano.
L’unica risposta che posso trovare è “Creep” dei Radiohead, che si rifà molto a quello che scrivo e riesco a rivedere me stesso in quel brano.

Facendo un passo indietro, quando e perchè hai deciso di iniziare a fare musica?
È stato tutto molto automatico, ho iniziato ufficialmente con un gruppo di amici nel 2012 ma scrivevo già canzoni per ridere da quando avevo 12 anni, registrate in modo molto amatoriale. La voglia di farmi ascoltare e di voler dire la mia in un modo diverso dagli altri è stato sicuramente il motivo più importante per cui ho iniziato questo percorso.

Quali sono le tappe del tuo percorso, che hanno significato di più per te e per la tua crescita artistica e personale?
Posso delineare le tappe più importanti con i 3 progetti per ora più influenti nella mia carriera. Il primo è sicuramente il disco fatto col mio primo gruppo “ILL MOVEMENT”, perchè mi ha fatto capire che avrei potuto davvero fare musica per qualcuno che l’ascoltava.  
Il secondo è il mio primo disco solista autoprodotto e autodistribuito “MUSICA PER STARE MALE” che mi ha fatto rendere conto di poter mettere davvero tutto me stesso in un album. E il terzo è un nuovo progetto a cui sto lavorando, che mette in luce un metodo di scrittura per me più maturo e consapevole e con una conoscenza maggiore di me stesso, ma riparleremo fra qualche mese.  

Nuova musica in vista, quindi?
Sì, sto lavorando a tanta nuova musica e a un nuovo progetto, la mia “nuova wave” come piace dire a me. Sto sperimentando sonorità nuove ma sempre coerenti col mio percorso, con brani più maturi e personali.  

Chi è Nick Sick oggi?
Uno che ha sempre voglia di fare nuova musica 24 su 24 e di sperimentare nuove sonorità, trovando sempre modi nuovi di raccontarsi.  

Dove, invece, vuole arrivare?
Vuole arrivare a sentirsi realizzato e soddisfatto di tutto quello che ha fatto finora.

Prima di salutarci, ti poniamo una domanda che facciamo a tutti gli artisti intervistati all’interno del nostro portale: feat dei sogni?
Liam Gallagher.

Grazie mille per la disponibilità, è stato un piacere.
Grazie mille a voi è stato un vero piacere, spero ci risentiremo quando ci saranno novità sul mio nuovo progetto perché avrò tanto da parlarne.

Profilo Spotify dell’artista.

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