Intervista al protagonista dell’episodio 468 di #LFMConsiglia del 23 giugno 2023.
STRATI è Gabriele Privitera, giovanissimo cantautore catanese classe 2003.
Il progetto che mescola indie pop, rap e cantautorato, racconta l’amore e i problemi familiari per cui spesso i gen z si abbattono giornalmente.
Dopo i primi buoni riscontri su soundcloud pubblica il primo singolo “I MIEI OCCHI“ (inserito da Spotify nella playlist editoriale “Scuola Indie”) seguito da “OH BELLA”, brano con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale.
Disponibile, invece, sui canali social dell’artista, “sbaglio solo io” è la sua ultima uscita.
Di tutto questo, e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa interressante intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Per iniziare, ci racconti chi è Strati?
Strati è un ragazzo classe 2003, nato a Catania.
Mi reputo una persona molto introspettiva e piena di vita, riesco a dare molto agli altri.
Non ho mai avuto problemi a relazionarmi e la musica mi ha aperto delle strade caratteriali che non avevo mai del tutto compreso.
Quando e perchè hai deciso di entrare nel mondo della musica?
Ascolto musica da sempre, lo facevo fin da piccolo con l’mp3 di mia mamma e con le cuffiette sempre alle orecchie.
Inizio a passare dal solo ascoltarla a pensare di farla a 16 anni circa, durante i mesi del covid.
Ascoltavo molto indie, era un periodo particolare per me come lo era per tutti, decisi di acquistare online il primo microfono e cominciai fin da subito a guardare dei tutorial di mixing e mastering per poter fare tutto da solo.
Ad oggi, a parte per le canzoni uscite ufficialmente con Aurora Dischi, le mie canzoni sono sempre state mixate e masterizzate da me.
Cosa vuol dire, per te, fare musica?
Per me fare musica significa sfogarmi, è il modo in cui mi esprimo meglio.
Riesco a raccontare storie, guarire dalle ferite o parlare di vicende di cui normalmente non riuscirei a parlare.
Riesce a farmi pensare, riflettere e migliorare. Quando mi siedo e scrivo entro in un mondo tutto mio.
Ci parli di “sbaglio solo io“?
“sbaglio solo io” parla di un loop in cui mi trovo da tanto, troppo tempo. Rappresenta la convinzione costante di essere preso in giro, di non essere abbastanza. “Quante volte parlo, mi sento solo io … ma sbaglio solo io … le mie paranoie sono vere“.
Cosa ci dici, invece, di “OH BELLA“, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale?
“OH BELLA” parla di una vecchia relazione, in particolare del periodo finale di una relazione di cui c’era ormai ben poco da salvare.
Vorrei che le persone entrassero all’interno dei testi delle mie canzoni e si ritrovassero con ciò che dico, è per questo che cerco sempre di parlare di situazioni abbastanza comuni ma intensificate dalla mia empatia e dalla voglia di non cadere mai nella banalità.
Più in generale, quindi, quali sono le sensazioni che vuoi trasmettere, le emozioni che vuoi far provare, le immagini che vuoi raccontare, con la tua musica?
Più in generale, vorrei raccontare di me stesso, cercare di non far sentire gli altri soli e quindi raccontare delle storie dove tanti possono ritrovarsi. Questo è quello che avrei voluto io nei periodi più brutti della mia vita ed è anche uno dei motivi che mi spronò ad iniziare a scrivere all’inizio.
Qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
Scrivo per esigenza o, a volte, solo per passare del tempo e viaggiare un pò con la testa, mi fa staccare dai problemi di tutti i giorni.
Non ci sono canzoni, tra quelle uscite, con questa tipologia di scrittura ma mi capita spesso di scrivere delle storie verosimili che io non ho vissuto; una volta, per esempio, scrissi una canzone, una lettera alla “cugina” che non ho mai avuto, parlando del bellissimo rapporto che si ha da bambini con i propri cugini.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi del tuo cammino?
Non mi sono mai dato tanti obiettivi, per quanto riguarda la musica soprattutto, perchè quando ho cominciato, avevo solo tanta passione, non avevo niente in testa a parte aver voglia di sfogarmi e di potermi esprimere al meglio. Oggi le cose sono un po’ diverse. Rispetto a prima è tutto molto più serio e non sono più solo con me stesso. Dovrò ricalibrare i miei obiettivi anche in base a questa consapevolezza.
Ma di sicuro pensando al prossimo futuro l’obiettivo è quello far uscire al più presto il nuovo pezzo e di essere sempre fiero del mio lavoro.
Quali, invece, i sogni?
Musicalmente parlando, il mio sogno è ovviamente quello di riuscire a fare un pezzo capace di entrare nel cuore delle persone, un brano che possa farmi conoscere e che permetta di aprirmi strade nuove e importanti.
Sogno di poter migliorare ogni giorno e che la passione che ho dentro non si spenga mai.
A proposito di sogni, con quale artista ti piacerebbe collaborare, in giorno?
Il sogno più grande sarebbe fare qualcosa di internazionale ma, a livello “nazionale”, mi piacerebbe poter collaborare con artisti come Bresh, I Pinguini Tattici Nucleari o comunque un artista grande che faccia Indie Pop.
Un altro artista che ascolto molto e con cui sognerei di poter collaborare è Naska.
Fatti un augurio per il futuro.
Il mio augurio è di continuare a vivere la vita come già faccio, spaccare e impegnarmi sempre di più. Continuare a scrivere ogni giorno e non smettere mai di credere in quello che faccio.
Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti e alla prossima.
Grazie mille a voi per le domande, è stato divertente e stimolante rispondere.
Alla prossima!
Profilo Spotify dell’artista.
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