Intervista – Alla scoperta de Gli Occhi Degli Altri, e del loro album “Scartaggi”

Cosa vuol dire, per te, fare musica?

Alessandro
Fare qualcosa di mio, in totale libertà, senza ascoltare il giudizio degli altri.

Pietro
Non ha un significato preciso, perlomeno non riesco a dargli una codifica chiara. Quando faccio musica lascio che mi trasporti il flusso creativo, senza troppi paletti o preconcetti; spesso mi do una chiave di lettura banalissima, come potrebbe essere una suggestione momentanea, e da lì inizio a suonare/programmare/ registrare cose che poi tre quarti delle volte rimangono archiviate nel mio hard-disk, sono un grandissimo fan degli errori in corso d’opera.

Stefano
Lo abbiamo descritto bene in un testo di una nostra canzone (“La Stanza“) e penso che anche se può suonare un po’ filosofico, è il fine ultimo del motivo per cui facciamo quello che facciamo. “Scriviamo canzoni per non morire lentamente. Per fissare nella mente ogni ricordo, ogni caduta, ogni sguardo. E la consolazione che insieme si può andare oltre

Giorgio
Fare musica significa esplorare il mio mondo interiore e condividerlo con il pubblico. È un modo di comunicare emozioni, pensieri e storie in un
linguaggio universale.

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