Intervista all’artista protagonista dell’episodio 485 di #LFMConsiglia del 21 agosto 2023, e vincitore del Premio della critica del mese di Agosto 2023.
Meta, nome d’arte di Marcello Flamini, è un artista romano classe 2002.
Legato da sempre al mondo della muscia, a quindici anni decide di muovere i primi passi “ufficiali”, realizzando i primi beat, spinto dall’ascolto delle strumentali di Sick Luke.
Continua il suo percorso da autodidatta fino al compimento dei suoi diciotto anni, momento in cui decide di iniziare a posare su carta anche i suoi pensieri, facendo così culminare la sua passione per la produzione a quella per la scrittura nella stesura di veri e propri brani. In seguito, incontra il producer KASP, diventando così membro di OLLARAUND, collettivo di giovani artisti che si stanno facendo strada nel panorama musicale romano e non solo, dando vita ad un insieme ci cifre e identità stilistiche reciprocamente molto diverse che, unite in un unico progetto, vanno a comporre un quadro simbolo della loro generazione.
Disponibile dal 14 luglio 2023, “Ora No” è il suo ultimo brano, pezzo con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale, nell’episodio 485 di #LFMConsiglia del (21 agosto 2023) e che l’ha portato a vincere il Premio della Critica del mese di Agosto 2023, assegnato dal nostro staff.
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Quando, come e perchè hai iniziato a fare musica?
Mi sono avvicinato alla musica da piccolo, suonando la chitarra. Poi mi sono appassionato al beatmaking, prima di iniziare a scrivere durante gli anni del liceo. Inizialmente pensavo di essere più portato per la produzione, poi ho cominciato ad avvertire l’esigenza di esprimermi anche tramite le strofe.
Chi o cosa ti ha portato ad avvicinarti al mondo della musica?
In famiglia abbiamo sempre ascoltato molta musica, spesso mamma sentiva pezzi di Fabri Fibra, questo è stato sicuramente il mio approccio al rap. Papà era più orientato verso la musica elettronica, io invece sono rimasto particolarmente colpito da Michael Jackson, quando a 5 anni ho visto per la prima volta una sua esibizione in tv.
Ci racconti il tuo percorso artistico, fino a questo momento?
Ho iniziato a fare da beatmaker al liceo, ma poi, nel 2017, ho cominciato ad appuntare le prime idee di testi, fino a quando, nel 2019 ciò che producevo iniziava a prendere più forma, dato che accompagnato anche da parole, formando così i primi brani. Dopo il periodo di stop dovuto al covid, è uscito “Fotogrammi”, l’album di Kasp. Ho conosciuto Kasp al liceo, un giorno abbiamo iniziato a parlare di musica e da lì in poi ho preso parte al collettivo Ollaraund. Questo ha dato vita ad un susseguirsi di esperienze che non avevo mai pensato di vivere: il nostro primo disco, il nostro merch, il nostro primo live, l’uscita del singolo “Ora No” e tanto altro.
Quale la tappa più significativa?
Sicuramente l’entrata nel collettivo Ollaraund e la partecipazione a “Fotogrammi”.
Veniamo proprio a “Ora No“, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale e che ti ha portato a vincere il Premio della Critica del mese di Agosto 2023. Ti va di raccontarcelo?
“Ora No” è un brano prodotto da me, nato qualche mese prima della sua pubblicazione, ispirato da un riff di chitarra. Ho arricchito il beat con dei suoni anni ’80, la presenza della batteria e la chitarra che, anche se si distanzia dal sound caratteristico di quel periodo, credo ci stia bene.
Nel ritornello parlo di un’immagine femminile. Questa, più che una persona specifica, rappresenta qualcuno o qualcosa che possa farmi sentire meno solo. Forse una figura che devo ancora incontrare o, metaforicamente, potrebbe rappresentare anche l’ascoltatore del brano. Nelle strofe invece racconto un anno di grande cambiamento: “chiediamoci spesso se il futuro a volte ci spaventa più del previsto”.
Più in generale, come descriveresti la tua musica?
Credo che siano proprio le mie canzoni a descrivere a pieno la mia musica. Mi è difficile dare una definizione di ciò che faccio o che farò, la mia musica rappresenta la mia ricerca artistica, che va di pari passo alla mia ricerca nella vita.
Esistono degli artisti a cui ti ispiri?
Ascolto veramente qualsiasi genere, in particolare pop e rap. Come artisti, quindi, passo da Caparezza a Michael Jackson, da Gemitaiz a Noyz e tanti altri.
Guardando avanti, quali saranno i prossimi passi? A cosa stai lavorando?
Continuare a fare musica, sia con il collettivo Ollaraund sia per quanto riguarda i miei progetti da solista. Ora sto lavorando a dei singoli, ma per il futuro mi piacerebbe l’idea di un EP.
Feat. dei sogni?
Direi Caparezza per i suoi testi e lo stile di scrittura, The Weekend per le sonorità.
Palco dei sogni?
Sinceramente non saprei, sicuramente il Rock In Roma sarebbe un sogno, e vista la mia passione calcistica direi anche San Siro!
Fatti un augurio per il futuro.
Per il futuro mi auguro di non smettere mai di creare, di non smettere mai di trasformare ciò che vivo in un qualcosa di sempre nuovo. Mi auguro di non ripetermi mai.
Grazie mille per la disponibilità, è stato un piacere.
Grazie mille a voi per l’intervista, è stato un piacere rispondere alle vostre domande!
Profilo Spotify dell’artista.
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