“Matricole” è la rubrica di “La Freddezza Music” che ripercorre i primi passi di artisti che, oggi, sono tra i più seguiti ed amati del panorama musicale italiano (e non solo), quando anche loro erano degli “emergenti”.

Protagonista di oggi, Dargen D’Amico. Ormai da anni uno degli elementi più amati del panorama musicale italiano, l’artista milanese classe ’80 può vantare svariati grandi successi, nella sua fantastica carriera. Tra gli ultimi, la più che positiva partecipazione al Festival di Sanremo 2022, con l’ormai iconico brano “Dove si balla” (classificatosi nono), giunto ad oltre 70 milioni di stream su Spotify e certificato pluri-platino. A questo, si aggiungono l’uscita del suo ultimo album “NEI SOGNI NESSUNO È MONOGAMO” (certificato disco d’oro), un tour in giro per l’Italia di grande successo e la partecipazione come giudice alle ultime due edizioni di X Factor.

Tuttavia, il suo percorso artistico, pur traendo grande linfa da queste ultime tappe, pone le sue basi tra la fine del secolo scorso ed i primi anni 2000. Già in questo periodo incontra Gué Pequeno (suo compagno al Liceo Ginnasio Giuseppe Parini) e Jake La Furia, con cui fonda i Sacre Scuole e pubblicando l’unico album in studio 3 MC’s al cubo nel 1999. Dopo l’esperienza delle Sacre Scuole (terminata nel 2001), intraprende la carriera solista pubblicando nel 2006 “Musica senza musicisti“, album contenente “Corallo e vespe”, brano con cui oggi facciamo il nostro viaggio indietro nel tempo.

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