Intervista – Il “sogno americano” di JeBel

Intervista al protagonista dell’episodio 501 di #LFMConsiglia del 16 ottobre 2023.

JeBel è un giovane artista classe ’97. Nato a Catania, vive gli anni universitari tra Roma e Milano: questo gli permette di crescere e approfondire il suo bagaglio artistico attraverso gli incontri nell’underground musicale delle metropoli.
Si intitola “AMERICA” il suo primo progetto discografico uscito per Pioggia Rossa Dischi l’1 dicembre 2023, un EP di 7 tracce, vivo e ricercato, alternative R&B ma pieno di dettagli soul, hip hop, dance e rock.

Il titolo sintetizza i topic portanti dei brani raccolti: sogno, ambizione, partenza, addii e distanze. Il “sogno americano” simboleggia nell’immaginario collettivo quel obiettivo talmente lontano da sembrare quasi irraggiungibile, ma che racchiude il successo. In questo modo, all’interno dell’EP, “America” diventa identificativo di quello scopo che l’artista vuole .

AMERICA” è stato anticipato dai singoli “Vienna”, “Come fai” (che ha superato i 79.000 stream), “Goodbye”, “Un’altra festa” (brano inserito nell’episodio 501 di #LFMConsiglia del 16 ottobre 2023, a lui dedicato) e “Ma non adesso”, entrato subito nelle playlist New Music Friday, anima R&B e Caleido.

CREDITI
Scritto da Gabriele Baglio
Eseguito da JeBel
Composto e arrangiato da 
Rachid Bouchabla,Giovanni Valenti, Gabriele Baglio e Mattia Cominotto
Prodotto da Rachid Bouchabla
Registrato, mixato, masterizzato da Mattia Cominotto al Greenfog Studio

DESCRIZIONE TRACCIA PER TRACCIA, A CURA DI JEBEL

1. “COME FAI
Ho scritto “Come fai” pensando a una storia finita, ma quello che è uscito fuori è un manifesto esistenziale mascherato da canzone d’amore. Vi è mai capitato di chiedervi cosa spinga qualcuno ad amarvi nonostante abbiate l’impressione di non riuscire a ricambiarlo? Questo pezzo per me rappresenta la sintesi delle infinite domande che mi sono posto nel corso degli anni.

2. “VIENNA
È uno di quei pezzi che scrivi quando sei consapevole di star cantando sotto una doccia di malessere, ma non sai bene a che punto sei: se ne stai uscendo o se ci sei appena entrato. Allora ti aggrappi ai ricordi e spesso non puoi fare a meno di combinare un di tristezza in sottofondo.

3. “NEBBIA
“Nebbia” racconta di una resa. Trovarsi all’interno di una nebbia fitta può farci sentire persi, soli e confusi, e quando ci arrendiamo rischiamo di paralizzarci, perdiamo il senso dell’orientamento e non vediamo più la via d’uscita. Questo brano è dedicato a chi ha perso la voglia o la forza di guardarsi attorno, o spesso indietro, per ritrovare il coraggio di ricominciare a camminare, così da uscire dalla densa e fitta foschia e pian piano rivedere di nuovo una strada da percorrere.

4. “GOODBYE
È un brano dalla matrice malinconica, mascherata dal sound, dal groove e dal flow. In questo pezzo ho riversato gran parte di quelle sensazioni che mi accompagnano fin dalla prima , la voglia di scappare, la paura di non essere abbastanza, né per me né per le persone che mi amano e a cui tengo. Tutto questo contrastato solo dalla speranza di un futuro migliore, nel quale trovare “la casa che mi spetta” e la forza di ritornare da dov’ero partito e dire “ce l’ho fatta”.

5. “UN’ALTRA FESTA”
In “Un’altra festa” non si parla d’amore; si parla di rammarico, di frustrazione e di incapacità di lasciarsi andare a vicenda. Il pezzo racconta di una relazione agli sgoccioli. Ciò che resta è solo il sentimento, sepolto sotto una montagna di inadeguatezze, incompatibilità, disagi e malesseri. Parla di chi ha tentato di abbandonarsi all’amore, raccontandosi di avercela fatta, ma non è riuscito a fare i conti con il fatto che amare, a volte, può significare dover accettare la libertà, la lontananza e l’addio.

6. “MA NON ADESSO
Non è un brano di cui vado fiero. O meglio, non vado fiero del vissuto che mi ha portato a scriverlo: è la rappresentazione didascalica del concetto di “prendere la scelta più facile”. “Adesso” è la risposta che non sono riuscito a darmi quando ho avuto l’occasione di cambiare e crescere. Forse è anche l’averlo scritto che mi ha permesso finalmente di farlo. Non vado fiero di questo, ma spero di riuscire ad esserlo per quello che ne ho fatto.

7. “COSA SEI
Parla di una storia passionale e travolgente. Una di quelle attrazioni magnetiche che a volte diventano quasi dannose, che bruciano talmente forte da ustionarci. Una tensione a pelle che scoppia in un attimo, senza dare a chi ne è preda il tempo di capire cosa stia accadendo. Ecco che da qui nasce la domanda: cosa sei? Spesso, quando veniamo travolti da sensazioni così forti, fatichiamo a comprenderne la natura e l’entità, perché vorremmo solo abbandonarci alla passione e dimenticarci del resto; e a volte questo ci basta.

Proprio in occasione di questa importante uscita, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda, e conoscere ancora meglio lui e la sua musica.

Partiamo dal principio. Ci racconti come, quando e perchè ti sei avvicinato al mondo della musica?
Il mio rapporto con la musica nasce grazie alle influenze di mio padre, che era un cantautore; è da lui che ho imparato ad apprezzarne il fascino. Aveva una bellissima Marina nera, una chitarra acustica di cui mi ero innamorato, che dopo un po’ iniziai a strimpellare e con la quale scrissi i miei primi testi; la conservo ancora con cura. Una volta cresciuto mi sono avvicinato alla cultura hip hop, prima con la street dance e poi con il rap, e è stato proprio grazie al rap che ho fatto i miei primi passi sui palchi.

Quali sono state, fino a questo momento, le tappe del tuo percorso artistico?
Se dovessi disegnare un percorso, credo che la prima tappa sarebbe di sicuro il palco nel cortile del mio liceo, sul quale ho conosciuto anche Giovanni Valenti, che oltre ad essere diventato una delle persone che amo di più, da quel momento mi ha accompagnato sui moltissimi dei palchi che ho calcato, e continua a farlo tuttora. La seconda tappa sarebbe sicuramente rappresentata dai portici sotto i quali da ragazzino passavo i miei pomeriggi, ballando con gli amici: alcuni di questi adesso sono la mia famiglia. La terza tappa sarebbe il Teatro Ambasciatori di Catania, la mia città natale: grazie a quel palco – e a quello che rappresenta – ho conosciuto una parte importante di me, e alcune delle persone più importanti della mia vita. Per finire c’è Genova, la quarta tappa: la città che mi ha dato asilo. Non ho mai abitato a Genova, ciò nonostante mi sembra di sentirla un po’ casa ogni volta che ci torno. 

Quali i momenti più significativi per la tua crescita?
Credo che coincidano con le tappe del mio percorso artistico. Ho sempre lasciato che la mia crescita personale ed emotiva – in positivo così come in negativo – influenzasse la mia parte artistica. Ho difficoltà ad immaginare di vivere delle esperienze che la mia mente non trasformi in qualcosa di funzionale ed impattante rispetto a ciò che scrivo e compongo.

Come descriveresti la tua musica?
Quando penso a come descrivere la mia musica, sento sempre un dissidio. Cerco sempre di applicare una ricerca sia in termini autoriali, che nel sound e nello stile; questo perché magari tendo a creare una percezione del prodotto che poi viene generato come qualcosa di complesso, raffinato, ricercato e “non semplice”. Ma spesso, d’altra parte, il feedback che ricevo è che molta gente apprezza i miei brani proprio perché riesce a rispecchiarcisi, come se parlasse di qualcosa che ha vissuto. Forse è proprio in questo dissidio che si posiziona l’identità della mia musica, e l’idea non mi dispiace affatto.

Esistono degli artisti, italiani o internazionali, da cui trai ispirazione?
Le mie ispirazioni vanno un po’ a periodi; dipende da quello di cui sento di aver bisogno in quel momento. Da un po’ di tempo sto cercando di interiorizzare un po’ di influenze provenienti più che altro dalla scena R&B internazionale: Daniel Caesar, Mac Miller, Anderson Paak.

Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
In Italia ci sono diversi artisti che stimo tantissimo sia musicalmente che personalmente: Davide Shorty, Johnny Marsiglia, Mezzosangue, Nayt e altri; per me sarebbe sicuramente una splendida esperienza poter collaborare con loro. Se invece devo parlare di “collaborazioni da sogno”, credo che farei di tutto per condividere il palco anche solo per un brano con John Mayer.

Progetti futuri?
Sicuramente tanti live. “America” è appena uscito e di certo faremo di tutto per portarlo in giro per l’Italia quanto più possibile. Non smetterò di pensare a nuova musica, ma al momento abbiamo tutti tantissima voglia di suonare dal vivo e goderci un po’ il pubblico.

Sogni nel cassetto?
Al momento sogno di poter vivere di musica. Purtroppo sta diventando sempre meno scontato riuscire a costruirsi un percorso all’interno di questo mondo, quindi sogno di poterne avere l’opportunità. Dopodiché, magari, penserò al Madison Square Garden.

Dove ti vedi, tra 5 anni?
In tour su un furgone, insieme a quelle persone che mi accompagnano da una vita.

Grazie per la disponibilità. Un saluto e alla prossima.
Grazie a voi, è stato un piacere. Ciao a tutti!

Profilo Spotify dell’artista.

ULTIMI ARTICOLI…

#LFMConsiglia ep. 758 – “scemo”, solamente

Appuntamento di oggi de “La Freddezza Music Consiglia” dedicato a solamente, artista calabrese classe ’01. Solamente, artista classe ’01, nata sulla punta dello stivale, a Reggio Calabria, si trasferisce a…

Intervista – Trovare le persone giuste: Moris

Intervista al giovane e talentuoso rapper classe 2004, Moris. Stiven Moriseni, in arte Moris, classe 2004, è originario di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Cresciuto tra i silenzi della provincia e…

Sigarettewest: “Addio, mon amour”, il mini EP

Sigarettewest è tornato sulla scena musicale il 30 gennaio per Artist First con “Addio, mon amour”, un mini EP composto da due brani profondamente significativi per l’artista: “Incontrollabile” e “C’est La Fucking Vie”. In un panorama musicale…

Sunken: fuori il nuovo singolo “Blackout”

“Blackout”, disponibile dal 28 Gennaio, è il nuovo singolo di Sunken. “Blackout” è un singolo dal sound electro-clash e witch-house, ispirato al sound dell’elettronica anni ’90, ’00 rivisitato in chiave dark…

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *