Intervista – La “Stagione Nuova“ di Jacopo Bagorda

Intervista all’artista classe ’98, protagonista dell’episodio 522 di #LFMConsiglia, del 12 dicembre 2023.

Jacopo Bagorda, è un giovane cantautore genovese classe ‘98. La sua carriera inizia nel 2018, con le prime pubblicazioni, dimostrando fin da subito una scrittura molto personale che ben si adatta bene al genere pop.
Negli anni sperimenta diverse sonorità, passando da brani più intimi e acustici, come il suo singolo “Come Mio Papà” una prima dedica alla Sampdoria, che lo ha portato a realizzare un’intervista sul canale ufficiale della squadra.
Nel 2021 pubblica l ‘EP “29 Agosto” avvicinandosi a sound più urban in diverse collaborazioni che vedono protagonisti Olly nel singolo “La Chiave” e Matsby nel brano “Va Bene Così“.
Nel 2023 lancia il progetto “Stagione Nuova“, che prevede il rilascio di un singolo per ogni stagione dell’anno.
I primi due singoli sono “Abitudinario” e “Luna Rossa” rappresentano rispettivamente l’Inverno e la Primavera e sono usciti con RooM Studio e ADA Music Italy, mentre “Dieci” rappresenta l’Estate.
Il ciclo delle stagioni si conclude con “Cielo Grigio” (BOC Music Group), singolo autunnale disponibile dal 24 novembre 2023 (testo e voce di Jacopo Bagorda, musiche di Daniele Celli e Francesco Musante, produzione di Dab e Francesco Musante).

Di tutto questo e di altro ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa ampia ed interessante intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Partiamo da “Stagione Nuova“,  progetto che ha scandito il tuo 2023. Come è nato?
Stagione Nuova” è nato da un brano che avevo scritto sulla strumentale di Kids degli MGMT dall’omonimo titolo, pubblicato sul mio profilo Instagram il 18 gennaio 2023.
La canzone è un flusso di coscienza, risale a quando mi stavo per trasferire da Genova a Bologna, andando incontro, per l’appunto, a una stagione nuova, intesa come nuova fase della vita.
Nel frattempo stavo lavorando ai singoli che hanno composto il progetto e, collegandomi a questo concetto, ho seguito anche letteralmente il significato del termine “stagione”, scandendo le pubblicazioni con la calendarizzazione dei brani in modo che corrispondessero a livello cronologico ciascuno a una delle quattro stagioni dell’anno. La divisione è stata fatta in alcuni casi seguendo le sonorità del pezzo, come con “Dieci” per l’estate, e in altri seguendo il testo, vedi “Cielo Grigio” per l’autunno. Inoltre, i singoli, seppur diversi tra loro, hanno come costante un contrasto tra una strumentale spesso energica e uptempo, a significare la voglia di andare incontro a delle stagioni nuove, e un testo malinconico e introspettivo, per non scordarsi chi si è e da dove si proviene. È una sorta di Ep itinerante.

Ti va di portarci ancora più dentro questo progetto, raccontandoci ognuno dei quattro brani?
Certo.

Partiamo con “Abitudinario“.
Abitudinario” è stato il primo dei quattro singoli in questione, è uscito a gennaio e quindi ha rappresentato l’inverno. L’ho scelto come primo anche perché parlo di un lato di me che ahimè mi ha contraddistinto molto, ossia il brutto vizio di autosabotarmi, e lo fa in maniera autorironica, altra mia caratteristica che ho mostrato in tutto il progetto, oltre che nelle canzoni stesse anche nei contenuti video pubblicati sui social che le hanno comunicate, ai quali tengo molto in quanto ulteriore forma di espressione che mi piace oltre la musica.
Il brano è nato dalla produzione synth pop, con forti richiami anni ’80, di Fin e le chitarre di Francesco Musante. Nella canzone è ben marcato il contrasto a cui facevo riferimento in precedenza, all’ascolto risulta leggera e con un ritornello catchy ma al suo interno ci sono frasi come “a farmi del male ci penso da me”. È anche il pezzo che preferisco fare live.

Proseguiamo con “Luna Rossa“.
Luna Rossa” è uscito a fine marzo, identificando la primavera. La parola primavera è menzionata nel testo, ma questa scelta è stata fatta anche perché viene vista come una stagione di rinascita e di migrazione, ed è in sintonia con ci  che dico nel brano, il quale riflette su quando sia giusto partire e quando sia giusto restare. Descrivo la visione della luna rossa come un evento raro, conseguenza di un momento di felicità, sottolineando come non ci sia una formula uguale per tutti per trovarla: la si può vedere andando via, in cerca di nuovi stimoli e nuove conoscenze, così come decidendo di restare dove si è. La produzione la definirei energica e sentimentale, alternando momenti più intimi ad altri più movimentati, in linea con il concept di “Stagione Nuova”, ed è curata dall’altro produttore di riferimento di questo progetto: Dab, genovese classe 2000, insieme alle chitarre di Francesco Musante già menzionato in precedenza. Per concludere, è stato particolare il video con cui ho annunciato il singolo, ho scritto e realizzato, insieme al mio videomaker di fiducia Filippo Castagnola (che ha curato anche le copertine dei brani e segue tutta la mia parte visiva) un mini  cortometraggio comico in cui abbiamo finto un telegiornale, che a sua volta dava la linea alle previsioni del meteo in cui il conduttore annunciava l’arrivo della luna rossa, con tutti i ruoli interpretati da me.Tengo a specificarlo perché rappresenta a pieno quello che ho detto in precedenza riguardo ai contenuti video pubblicati sui social, che considero parte della mia espressione artistica e una sfumatura importante del mio progetto.  

È la volta di “Dieci“.
Dieci” è uscito a inizio giugno diventando il singolo estivo a tutti gli effetti. È stato scelto per l’estate principalmente per la produzione molto pop e ballabile realizzata da Fin, che ha lavorato anche ad “Abitudinario”, e Alex Bartok. Il pezzo consiste in un dialogo fittizio tra me e una ragazza che mi piaceva circa dieci anni fa, alla quale non mi ero per  mai dichiarato. Nel testo mi rivolgo a lei come se la rincontrassi ora, facendole domande sulla sua vita e riassumendo a mia volta i miei ultimi dieci anni. Questo concetto è stato fedelmente restituito dal corto, sempre dal tono ironico, pubblicato per presentarlo, in cui ho simulato un incontro con il me di dieci anni fa, al quale comunicavo che finalmente ci saremmo dichiarati a questa ragazza proprio con la canzone.  

Infine “Cielo Grigio“, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale.
Cielo Grigio” è stato l’ultimo brano scritto e infatti è quello più a fuoco riguardo alla stagione che identifica, ossia l’autunno. Nel brano racconto le sensazioni che ho provato dopo i primi mesi vissuti a Bologna, allargando la mia esperienza a quella dei miei amici e non solo, con una visione generazionale riguardo alla paura del futuro e la necessità a volte di distrarsi per non pensarci. Il video della canzone pubblicato su YouTube è infatti una raccolta dei momenti passati insieme al mio gruppo di amici che si è formato a Bolo, con la speranza che in tanti coetanei possano identificarsi in noi e nel pezzo.
È stato prodotto da Dab, che ha fatto 50 e 50 con Fin nella produzione diquesti quattro brani, e nuovamente Francesco Musante. La canzone in poco più di 2 minuti e 30 cambia diversi mood, dalla cassa dritta, al pop rock a uno special piano e voce in cui apro una parentesi diversa con uno spoken; un’altalena di emozioni proprio come è la vita adolescenziale e post adolescenziale. Per presentarlo ci siamo spinti a realizzare una mini web serie di 3 episodi che mette in scena il processo creativo che ha portato alla sua scrittura e ha chiuso il cerchio aperto con “Abitudinario”, facendo dei riferimenti al fatto che dovessimo trovare la canzone che chiudesse il progetto “Stagione Nuova”, mettendo l’ultimo tassello per coprire l’autunno, la stagione mancante.

Stagione Nuova“, ma non solo, nel tuo 2023. Facciamo riferimento all’uscita del brano “Nessuna Come Te“. Ci racconti la nascita e l’evoluzione di questo pezzo?
Nessuna Come Te” ha una gestazione molto lunga, penso che le prime bozze del brano risalgano addirittura alla prima quarantena nel 2020. Ma solo la scorsa estate, spinto anche negli anni da alcuni miei amici tifosi come me della Sampdoria a portarla avanti, l’ho chiusa, con un lavoro che ha coinvolto molti più musicisti rispetto alle mie solite produzioni. Questo perché la canzone vuole essere un omaggio non solo alla Sampdoria e a quello che per me rappresenta, ma anche alla discografia dedicata alla Sampdoria stesa già esistente, per la quale nutro molto rispetto. Per farvi capire, ho scoperto che mi piaceva cantare da piccolo intonando “Lettera da Amsterdam”, canzone realizzata dai fratelli De Scalzi che viene riprodotta prima di ogni partita in casa per la Samp e che reputo molto bella musicalmente. Quindi per me non è stata una cosa leggera fare uscire un mio pezzo per questa squadra e i suoi tifosi. La mia volontà era di provare a fare un brano senza tempo. L’ho fatto uscire a settembre spezzando il percorso di “Stagione Nuova” in quanto la Sampdoria è sempre stata da sfondo in ogni momento della mia vita. Una costante che mi porto dietro e che ha nutrito il rapporto con mio padre e alcuni dei miei amici più cari. Dentro di me avevo sempre saputo che prima o poi avrei fatto una canzone per lei e spero di averle reso onore. Ho avuto anche l’emozione di sentirla riprodotta allo stadio durante un pre-prartita, ma sogno che possa prendersi ancor di più un piccolo spazio nel cuore di chi ha il mio stesso mio trasporto verso i colori blucerchiati.

Guardando al futuro, quali sono i progetti a cui stai lavorando?
Per quanto riguarda il futuro imminente, nei prossimi mesi, “Stagione Nuova” diventerà un disco a tutti gli effetti, con l’aggiunta di inediti e altre sorprese al suo interno. Nel frattempo sto già scrivendo e gettando le basi per quello che verrà dopo. Stiamo anche organizzando due date per dopo l’uscita del progetto, rappresenteranno i miei primi piccoli concerti e non vedo l’ora.    

Sogni nel cassetto?
Il mio sogno nella vita è riuscire a essere sereno e avere meno rimpianti possibili. Da qualche anno a questa parte fare musica è quello che più mi piace e il mezzo di espressione preferito, quindi al momento per cercare di raggiungere le condizioni che ho citato prima sto dando tutto me stesso per fare sì che diventi il centro della mia vita. Vorrei riuscire a costruire il mio percorso, con il mio pubblico e vivere di questo.

A proposito di sogni, con quale artista ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Come collaborazione dei sogni ti dico Daniele Silvestri, è stato colui che mi ha aperto al cantautorato italiano e che negli anni non mi stanca mai, sia nell’ascoltare i suoi brani storici che i nuovi dischi. L’ho già visto quattro volte dal vivo e sicuramente riaccadrà, sarebbe un onore immenso per me collaborarci.

Su quale palco, invece, vorresti esibirti?
Più che un palco in particolare sogno di fare dei tour, non ho in mente un posto specifico. Certo, come tutti sogno dei concerti grandi o manifestazioni importanti ma al momento, senza alcuna ipocrisia, vorrei solo raggiungere l’obiettivo di avere delle persone che vengano a cantare con me le mie canzoni, poche o tante che siano.  

Grazie, è stato molto interessante. Un caro saluto da tutta la redazione e alla prossima.
Grazie davvero a voi per le domande e per l’interesse dimostrato al mio progetto. Un abbraccio a tutti

Profilo Spotify dell’artista.

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