Intervista all’artista classe ’97 John Peaterson.
Mattia, in arte John Peaterson, è un giovane e talentuoso artista classe ’97.
Originario di Bassano del Grappa, si avvicina alla musica dapprima grazie al mondo del freestyle per poi iniziare a scrivere i primi brani, insieme agli amici e colleghi del collettivo SRC.
I suoi brani, iscrivibili all’interno filone indie/alternative, sono chiaro esempio del suo processo di continua ricerca dipigendo, pezzo dopo pezzo, un profilo ed un suono sempre più riconoscibile ed unico.
Disponibile dal 12 gennaio 2024, “COLORI” è il suo ultimo singolo. Dal momento della sua uscita il brano ha messo insieme decine di migliaia di stream, ottenendo un riscontro più che positivo.
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ne è venuta fuori questa interessante intervista.
Partiamo da “COLORI“, il tuo ultimo brano. Ti va di raccontarcelo?
L’ idea di questa canzone c’era da un bel po’, solo che non avevo ancora trovato il beat giusto. Nasce per voler esprime ciò che si prova, che io personalmente
ho provato, quando si conosce la persona giusta, dopo aver passato un brutto periodo. Quella persona che ti fa finalmente aprire gli occhi e vedere a “colori”.
Dal momento della sua uscita, “COLORI” ha ricevuto un buonissimo riscontro. Ti aspettavi questi ottimi risultati?
Io credo veramente in quello che faccio, e credo anche che la musica sia imprevedibile. La canzone che credi sia la tua migliore magari non sarà ascoltata come vuoi e viceversa. Cerco sempre di far arrivare la mia musica li dove deve arrivare e questa volta ci sono riuscito più delle altre .
Esiste un brano, edito o non, che senti ti rappresenti al meglio?
Sto ancora cercando il mio stile; per adesso è “COLORI“, ma tra qualche mese potrebbe essere il prossimo o il prossimo ancora. Con il prossimo che si chiamera’ “MINUTO” sarò
sulla buona strada per capire veramente il mio stile, e farlo capire anche agli altri.
Come si svolge il processo creativo che porta alla creazione dei tuoi pezzi? Come nascono?
I miei pezzi principalmente nascono cantati in inglese, costruendo prima il ritornello e poi tutto il resto. Ci deve essere sempre quel giro di note con la voce che mi faccia
dire che il pezzo sia diverso dagli altri e che funzioni, altrimenti lo metto da parte e ne comincio uno nuovo. Non ascolto molto musica, anzi forse per nulla, mi influenzerebbe troppo .
Facciamo, ora, un viaggio indietro nel tempo. Ci racconti i tuoi primi passi anzi, “le tue prime note”?
Ho cominciato a fare “freestyle” prima di fare canzoni nel 2017, con un gruppo di amici, solo per divertimento , ma sentivamo tutti la necessità di fare di più.
Così abbiamo iniziato a fare i primi progetti, a imparare ad usare i programmi, a comprare tutto il necessario per registrare e per buttare fuori le prime canzoni.
Dal farlo per divertimento siamo passati, mano a mano, a crederci sempre di più e abbiamo continuato a buttare fuori canzoni, una dopo l’altra. Tuttora questo gruppo è ancora
attivo e si chiama “SRC”.
Esiste un artista, un album e/o semplicemente una canzone, che ha contribuito al tuo avvicinamento a questo mondo?
Non penso di aver cominciato a fare musica perchè andava di moda, ma piuttosto perchè era un passatempo che mi piaceva e mi piace tuttora (e sempre di più).
I primi artisti italiani che abbia mai ascoltato seriamente erano i “Machete” (Salmo, Nitro, Enigma, Jack The Smoker e molti altri) ma, appunto, non posso dire di aver cominciato per merito loro.
Ad oggi, quale reputi essere la tappa più importante, del tuo percorso artistico?
Sicuramente il fatto di aver cantato davanti a migliaia di persone allo Sherwood, ha fatto il suo effetto, e anche tutte le altre volte che sono salito su un palco; ma, la tappa più importante, per me sarà sempre quella dopo.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi?
Il mio prossimo passo sarà sempre continuare a fare musica varia e creare un immaginario diverso dalla solita cosa. In poche parole creare il mio “spazio” all’interno di questo
settore.
Quali, invece, i sogni?
Diventare un artista a 360 gradi. E non sto intendendo solo di scriverlo sulla pagina Instagram o firmare con un etichetta grossa, ma di esserlo davvero a livello di
idee e fatti.
A proposito di sogni, con chi ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Uno più di altri è Flume” poi con artisti come James Blake, Travis Scott, Frank Ocean .
Su quale palco, invece, vorresti esibirti?
Non mi importa del palco, basta che la gente si ricordi le mie canzoni.
Prima di salutarci, che augurio ti fai, per il futuro?
Mi auguro di riuscire a superare tutti i miei obbiettivi senza perdere me stesso
Grazie per la grande disponibilità, è stato molto interessante. In bocca al lupo e alla prossima.
Grazie a voi per le bellissime domande e buon lavoro.
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