Intervista – La musica di Nashley

Foto di Enrico Luoni

Intervista ad uno dei giovani talenti più amati e seguiti del panorama musicale italiano: Nashley.

Nashley Rodeghiero, in arte Nashley, nasce nel 2000 in provincia di Vicenza.
Coltiva la passione per la scrittura cimentandosi in poesie fin da piccolo, per poi dedicarsi alla stesura di rime, strofe e ritornelli. Ama il rap perché “descrive i pensieri di noi giovani che passiamo la maggior parte della giornata per strada“. Con il compagno di crew MamboLosco, nel 2017, pubblica i brani “Come se fosse normale”, “Me lo sento” e “Piano Piano Way”, ottenendo milioni di ascolti ed affermandosi tra le più interessanti promesse della scena Trap italiana.
Ad Ottobre 2018 esordisce con l’album “Real” che vede tra gli ospiti artisti del calibro di MamboLosco e Guè Pequeno. Il singolo estratto “Nuovi Jeans” raccoglie i favori del pubblico e della critica, raggiungendo in pochi mesi la sua prima certificazione FIMI/GfK Italia come disco d’oro, fino ad arrivare al disco di platino.
All’inizio del 2019 pubblica il nuovo singolo “Cenere”, certificato disco di platino (dati diffusi da FIMI/GfK Italia), che si attesta tra i brani più ascoltati dell’artista. Dopo aver concluso il 2019 con l’uscita di “Quanto freddo fa” in collaborazione con Giaime, nel 2020 pubblica l’Ep “Ancora in piedi”.
Apre il 2021 con il singolo “Giovane e triste” (certificato disco platino nel mese di febbraio 2024), seguito da “Soli Assieme” e i progetti “Iside” e “Seth”.
A marzo 2022 pubblica l’album “OSIRIDE”, che ottiene 40 milioni di stream totali. A settembre è stato premiato con il “Premio Lunezia Menzione Speciale” per il valore musical-letterale di “Giovane e triste”. Torna nel 2023 con i singoli “Per starci in due” e “Amelie”. A novembre firma la sigla della nuova serie Rai “Noi siamo leggenda” con il suo brano “Uno come noi”.

Disponibile, invece, da venerdì 26 gennaio, “Ruggine” (Ventidiciotto, under exclusive license to M.A.S.T./Believe) è il suo ultimo singolo.

Attualmente è impegnato in un tour che lo sta portando in giro per l’Italia.
Di tutto questo, e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa intervista che ci ha concesso con grande disponibilità.

Partiamo facendo un viaggio indietro nel tempo, fin dove tutto è iniziato. Quando e perché decidi di avvicinarti alla musica?
Sono nato ascoltando musica di ogni tipo, dal rock all’hiphop, dal reggae al punk.
Ho deciso di avvicinarmi in prima persona alla musica attorno ai 13 anni, quando ho iniziato a suonare la chitarra e scrivere.

Chi e/o cosa ti ha portato a voler intraprendere questa strada?
Sicuramente gli inizi di Sfera Ebbasta hanno influito.

Quando, invece, nasce “Nashley”?
Quale Nashley? Il Nashley più vero e più completo è nato nel momento esatto in cui ha finito di scrivere ”Nuovi Jeans”.

⁠In questi anni, tanti i momenti di grande rilevanza, nel tuo percorso artistico. Tra questi, ad oggi, quali reputi essere i più significativi per la tua crescita artistica?”
Giovane e triste” è sicuramente il punto di completezza artistica personale che più mi ha soddisfatto e reso felice. Ha tutto ciò che voglio abbia la mia musica: sentimento, rap, contenuti e ritornelli da cantare allo stadio.

A proposito di tuoi brani,  da qualche settimana è uscito “Ruggine“. Ti va di raccontarcelo?
Ruggine” è un brano che strizza l’occhio ad un Nashley più vecchio, ha delle sonorità più trap come ai vecchi tempi. Racconta di un amore ormai finito, marcio, proprio come la ruggine sul ferro

Tra i tuoi pezzi passati, invece, ne esiste qualcuno a cui sei particolarmente legato e/o che significa, per te, più degli altri?
Probabilmente una delle mie ultime uscite: “Per starci in due”. Credo sia stato un po’ sottovalutato perché in realtà ha un testo scritto davvero con il cuore.

Più in generale, qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
I miei brani nascono principalmente in studio, mi faccio ispirare direttamente dalla musica, dallo strumento giusto, dal suono giusto. Nel momento in cui il pianoforte tocca la nota che cerco, le parole escono come da sole.

Tornando all’attualità, è in corso il tuo tour che ti sta portando in giro per l’Italia. In tal proposito, quanto reputi importante la sfera dei live?
È importantissima. Purtroppo non sto ancora facendo ciò che avrei davvero voglia di fare come potrebbero essere i festival o i tour con la band, ma tempo al tempo.

⁠Guardando al futuro, a breve e lungo termine, quali saranno i prossimi passi?
Habemus album!

⁠Prima di salutarci, nel tuo percorso hai avuto modo di collaborare con tanti grandi artisti. Tuttavia, se dovessi sceglierne uno con cui ancora non hai avuto modo di far qualcosa ma con cui ti piacerebbe collaborare, chi indicheresti?
Marracash, per me non esiste un liricista migliore di lui. Riesce ad esprimere dei concetti enormi con una semplicità invidiabile.

⁠Grazie di cuore per la grande disponibilità, è stato un grande piacere. In bocca al lupo per il tour e a presto.
Grazie ragazzi! Ci sentiamo per il disco.

Profilo Spotify dell’artista.

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