Intervista – “Ripartire da me”: Antonio Langone

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 538 di #LFMConsiglia dell’8 febbraio 2024.

Antonio Langone è un cantautore lucano nato a Potenza il 2 aprile del 1988. Si avvicina alla musica iniziando a prendere lezioni di tromba, inizialmente privatamente per poi proseguire gli studi al Conservatorio Statale di Musica Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza. Successivamente, oltre a intraprendere gli studi privati di chitarra e pianoforte che lo avvicinano al mondo della canzone d’autore, decide di iscriversi alla facoltà di “Storia e conservazione del patrimonio artistico e archeologico” all’Università di Roma 3, dove consegue la laurea nel 2015. A partire dallo stesso anno, oltre a portare avanti il suo progetto musicale, inizia a lavorare come bibliotecario presso la Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana. Nel 2018 viene pubblicato il suo disco d’esordio “Oltre gli alberi ci sono le stelle” (Billy Records), prodotto presso lo StudioNero di Roma con Giovanni Pallotti (Basso e synth), Valerio Motta (Mix e Master), Davide Sollazzi (Batteria e Synth) e Massimo Colagiovanni (Chitarre elettriche). Con questo disco d’esordio gira l’Italia e apre numerosi concerti (Niccolò Fabi, Brunori Sas, Dimartino, James Senese & Napoli Centrale, Ex-Otago, Franco126, Concato etc).

Disponibile dall’1 marzo 2024, invece, “Abitare” (etichetta Billy Records, edizioni Asino Dischi) è il titolo del suo nuovo EP.
Il progetto, anticipato da “Trasloco anima”  e da “La felicità è una scelta” (brano con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale, nell’ambito dell’episodio 538 di #LFMConsiglia, del 8 febbraio 2024) è composto da cinque brani in cui il cantautore si scopre per riuscire ad abitare se stesso.
I testi e le composizioni musicali dell’EPsono di Antonio Langone, mentre l’arrangiamento è di Massimo Colagiovanni, Davide Sollazzi e Antonio Langone. Il disco è stato registrato presso lo Studio Nero di Roma.

Di tutto questo ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa interessante intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Iniziamo da quella che, ad oggi, rappresenta la tappa più recente del tuo percorso artistico: l’uscita di “Abitare“. Cosa rappresenta, per te, questo progetto?
Abitare” è per me un nuovo punto di partenza: ripartire da me, da ciò che sono e da ciò che desidero. Era un desiderio far ascoltare questo mio ultimo lavoro ed eccolo qui.

All’interno di “Abitare” è presente anche “La felicità è una scelta“, brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuto con il brano. Ti va di raccontarcelo?
La felicità è una scelta” è la consapevolezza che la felicità non va cercata, ma va colta.
Attraverso le nostre scelte possiamo crearci le condizioni ideali per poter cogliere questa felicità, per poterla respirare e non ritrovarci un domani a dover raccontare con un tono malinconico qualcosa di cui non si è goduto abbastanza.

Tra quelli presenti in tracklist, c’è qualche brano che, più degli altri, rappresenta al meglio l’intero ep?
Io mi sento molto legato a “Scheletri”, una canzone che ha messo a nudo tutte le mie fragilità e che le rivendica e invita a mostrarle con meno paura e ancora più coraggio. Mostrarsi per come si è è la più alta forma di libertà e, alla fine, il coraggio sarà sempre prevalente sulla nostra paura.

Qual è per te, invece, la frase più significativa dell’intero Ep?
Non mi pare vero, sincero, un cuore intero in un corpo solo”, estrapolata dal testo di “Cuore a metà”. In questa canzone rivendico il valore fondamentale e assoluto della condivisione. Condividere gioie, dolori, attimi! Senza condivisione non ci sarebbe confronto e senza confronto non c’è dibattito, sentimento, vita.

In quanto ultima uscita, i pezzi che vanno a comporre “Abitare”  varranno sicuramente molto, per te e per il tuo percorso artistica. Tuttavia, guardando indietro, a quale altro tuo brano (pubblicato in passato) sei particolarmente legato?
Indubbiamente sono molto legato a “Mostri” un brano nato di getto, sincero e diretto e credo che questo lo percepisca molto bene chi lo ascolta. Osservare l’espressione di chi mi ascolta mentre canto questa canzone mi dà sollievo e mi fa percepire che non sono solo in quella difficoltà.

Facciamo un passo indietro. Ci racconti i tuoi inizi nel mondo della musica?
Ho iniziato intorno ai 7 anni a suonare la tromba, studio che ho proseguito in Conservatorio. A 17 anni ho ricevuto in dono una chitarra e da lì mi sono avvicinato alla canzone d’autore iniziando a vivere la musica sotto un altro punto di vista e dando un senso differente anche alle mie personali esperienze. La musica (e la forma canzone in particolare) sono diventate una normale estensione della mia vita.

Cosa e/o chi ti ha portato ad avvicinarti alla musica?
I miei genitori mi hanno accompagnato nei primi anni di musica, poi la passione per la scrittura mi ha permesso di continuare e dare alla musica tutt’altro ruolo nella mia vita.

Quali sono i tuoi modelli di ispirazione?
Amo in generale le canzoni che mi parlano, che mi raccontano, che sanno capirmi e prendersi cura di me. Questo mi permette di avere infiniti modelli di riferimento a seconda del periodo della mia vita.
Se proprio devo fare un nome sento di dire che tutti i dischi di Damien Rice riescono ad essere presenti in ogni fase della mia esistenza.

Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Sicuramente avrei piacere a conoscere Damien Rice e Samuele Bersani, artisti che per motivi differenti sento vicini alla mia sensibilità. Mi piacerebbe però fare qualsiasi tipo di collaborazione purché quest’ultima abbia un senso artistico e sia occasione di condivisione ed arricchimento.

Chi è Antonio Langone oggi?
Oggi Antonio Langone è un bibliotecario che continua a scrivere e a raccontare di come, oltre la paura, ci sia sempre la consapevolezza di una vita serena.

Dove, invece, vuole arrivare?
Vorrei che chi si avvicina alla mia musica possa riconoscersi nelle mie parole, nelle vibrazioni delle mie melodie e possa a quel punto non sentirsi solo.

Grazie mille per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi per la chiacchierata. A presto!

Profilo Spotify dell’artista.

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