Intervista – Evoluzione e crescita: OBI

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 558 di #LFMConsiglia del 9 aprile 2024.

Mattia Strafile, in arte OBI, nasce a Torino il 31 maggio 2001. Approccia la musica hip hop all’età di 11 anni con il disco “Controcultura” di Fabri Fibra, solo qualche anno dopo scopre il mondo del freestyle rimanendone folgorato. Inizia quindi una lunga e faticosa gavetta nei contest di freestyle rap partecipando a vari concorsi vincendo nel 2018 il contest Flexin Battle che gli permetterà di aprire Noyz Narcos al Brixton Jam di Londra. Non sarà l’ultimo personaggio d’importanza a cui OBI aprirà il concerto, Luchè e Vacca ad esempio. Nel 2020 viene notato da Tommaso Colliva, produttore discografico (Grammy Award con i Muse) e artefice di svariate produzioni nazionali ed internazionali (Calibro 35, Diodato, Afterhours, Nic Cester, Night Skinny etc..) che lo convince a realizzare i primi brani. OBI comincia inizia a scoprire nuove sonorità che variano dal soul al jazz, dall’ r&b al funk, suoni presenti e ricorrenti anche nei prossimi brani che saranno pubblicati da OBI che parallelamente inizia a collaborare anche con altri produttori della scuderia Sound To Be. Con il brano “Attimo” vince il premio Amnesty – Voci per la Libertà 2023 nella sezione emergenti.
Disponibile dal 22 marzo 2024, “Pezzi Miei EP 2” e la sua ultima uscita.

Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ne è venuta fuori una interessante intervista in cui l’artista si è raccontato con grande disponibilità.

Ciao OBI. Grazie per averci concesso questa intervista.
Partiamo dal principio. Ci racconti come, quando e perchè hai deciso di iniziare a fare musica?
Ciao amici! Grazie a voi! Il mio percorso musicale inizia principalmente per via di un amore incondizionato per le 4 discipline della cultura hip hop. Inizialmente infatti, ero un b-boy, breaker o, meno tecnicamente, ballerino di break dance.
Fu proprio in quel periodo (avevo circa 12 anni) che dopo aver visto 8mile, vedendo quello sconosciutissimo tizio di Detroit di nome Eminem, mi avvicinai al mondo del rap e del freestyle.

Quali tappe, del tuo percorso, hanno significato più delle altre, per la tua crescita artistica e personale?
Non voglio avere la presunzione di stravolgere la domanda ma, nella mia esperienza, credo non esistano tappe più importanti di altre anzi, secondo me non esistono proprio: vivo la mia vita, personale e artistica, come un esperienza continua e unica in cui, ogni attimo che scorre può essere importante per la produzione. In questo enorme oceano ricordo con emozione particolare il mio incontro con Tommaso Colliva. Lavorare con una persona di tale esperienza mi ha sicuramente dato un sacco di strumenti che porterò con me per tutta la vita!

Esiste un artista, un album o un brano che ha influenzato, più di tutti, il tuo avvicinamento a questo mondo?
Ci sono sicuramente tanti brani che mi hanno avvicinato non tanto alla musica (non ricordo un momento in cui io ne sia stato lontano) quanto più al modo di farla. “Soul of Supertramp” di Mezzosangue durante la prima adolescenza e “L’indiano” di De André sull’avvenire dei miei 20 anni sono sicuramente due pilastri.

Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
Ho vari santini di Faber nel mio home studio. Diciamo che mi ricorda di approcciarmi alla scrittura talvolta con umiltà e sensibilità, talaltra con senso critico, in “direzione ostinata e contraria”.

Veniamo a “Pezzi Miei EP 2“. Cosa rappresentano, per te, i brani che vanno a comporre questo progetto?
Mi ricollego alla seconda domanda. I brani di “Pezzi Miei” rappresentano sicuramente varie sfaccettature artistiche e argomentative ma non solo; il progetto ha visto anche il mio primo brano scritto insieme ad un altro cantautore: Folcast, persona di una caratura artistica e umana che ringrazio immensamente così come tutti i musicisti che hanno partecipato al progetto. Ecco, un lavoro di questo tipo rappresenta tutti quei nuovi stimoli che cerco ogni giorno nel mio percorso artistico, tutti quei piccoli mattoncini che rappresentano il castello dell’esperienza.

A proposito dei tuoi brani, come nascono? Qual è il tuo approccio alla scrittura?
Come ho detto in precedenza, la parola chiave per descrivere il mio modus operandi durante la scrittura di un nuovo brano è la sensibilità. Quando scrivo, infatti, cerco sempre di essere sensibile con me stesso e con il mondo che andrò a creare all’interno di una determinata canzone. Cerco sempre di dare un taglio e un significato chiaro e soprattutto sincero. Attingo ad ogni evento che mi capita intorno per poi, magari, sposarlo con un altro e con un altro ancora. Così credo nascano le mie canzoni.

Più in generale, come descriveresti la tua musica?
Potrei descriverla come un esercizio di evoluzione e crescita personale infinito. Un percorso tramite il quale cerco di cogliere ogni volta una delle migliaia di sfaccettature della realtà che ci circonda. Questo spero arrivi agli ascoltatori che a loro volta, facendo propria una mia canzone, possano aggiungere un pezzo del loro mondo.

Esiste una canzone di un altro artista che avresti voluto scrivere tu?
Credo che mi sarebbe piaciuto scrivere “A muso duro” di Pierangelo Bertoli. Amo infinitamente la sincerità e il coraggio con il quale il cantautore si mette a nudo. Un brano senza tempo e infinitamente attuale.

Progetti futuri? Quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
In un mondo così sdrucciolevole come quello della musica emergente, parlare di progetti futuri è un’impresa infinita. Diciamo che insieme al team di Soundtobe cerchiamo sempre di muoverci a piccoli passi, godendosi ogni risultato e obiettivo che riusciamo a centrare. Del resto possiamo dirvi con tranquillità che abbiamo altra musica pronta!

Prima di salutarci, ti poniamo una domanda che facciamo a tutti gli artisti intervistati all’interno del nostro portale: feat dei sogni?
Ho sempre un po’ paura dei featuring con gli artisti preferiti perché non vorrei rovinare l’iconicità che va a crearsi quando si ama l’idea che ci siamo fatti del nostro idolo. Fatto questo breve preambolo, vi direi Brunori Sas ,Willie Peyote ma anche Marracash!

Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a tutto il team de La Freddezza Music! Ci si vede.

Profilo Spotify dell’artista.

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