Intervista all’artista classe ’96 Lorenzo Passamonti, in arte Drko.
Drko, al secolo Lorenzo Passamonti, è un artista classe ’96 di a Tarquinia.
Cresce in un contesto famigliare che sin da subito intrappola la sua passione nella musica: la sua prima chitarra gliela regala papà.
Durante l’adolescenza frequenta il Saint Louis College of Music a Roma, dove cade nelle grinfie del mondo del blues. Insieme al fratello batterista fonda la band Le Riserve, esperienza che lo porta a calcare palchi in tutta Italia e in Europa.
Nel 2019 decide di camminare in solitaria con il nome d’arte Giraffe. Dopo una serie di singoli pubblicati DIY, con Marta Venturini (produttrice di Calcutta, Emma Marrone, Paola Turci e molti altri) intraprende un percorso in casa Honiro, terminato con l’uscita dell’Ep “Horror Blando” (2023).
In quel periodo si spoglia del manto di Giraffe per mettersi abiti nuovi, quelli di Drko, omaggio al suo personaggio cinematografico preferito Donnie Darko. Si dedica così a un progetto che unisce il folk al pop e ad un indie dal sapore internazionale. Nel 2024 un nuovo percorso alle porte insieme a La Crème Records.
Primo passo di questo nuovo percorso è “Pleiadi”, il suo ultimo singolo.
CREDITI
Testo: Lorenzo Passimonti
Produzione: Drko, Matteo Costanzo
Mix: Aldo Pantaleoni
Master: Claudio Gruer
Di tutto questo ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa interessante intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Partiamo da “Pleiadi“, il tuo ultimo singolo. Ti va di raccontarcelo?
Ciao ragazzi! “Pleiadi” nasce 3 anni fa in un momento di cambiamento della mia vita dove ho cercato di ricordare a me stesso chi ero, attraversando quelli che sono stati i sentimenti più forti fino a quel momento. Troppo spesso, durante il corso della vita, ho visto persone crescere ed ingrigirsi troppo presto, scavare dentro ai sentimenti di quando ero piccolo mi aiuta a non farlo; così mi sono immerso nella prima relazione adolescenziale, quella di pancia e ne ho fatto una canzone.
Questo brano segna l’inizio di un nuovo capitolo. Cosa ti aspetti da questa fase del tuo percorso artistico?
Vorrei continuare a dedicarmi alla musica come unico fine, più cresce il mio progetto artistico più capisco il ruolo che ha la musica ha nella mia vita e non è quello di vendere. il mio obiettivo è raccontarmi e fare musica che mi rappresenti per la persona che sono e poi per l’artista.
Guardando indietro, quale altra tappa del tuo cammino reputi essere importante per la tua crescita personale ed artistica?
Fin qui è stato un percorso molto dinamico, mi sembra di non essermi fermato mai un secondo e mi rendo conto che, ad aver segnato il mio percorso artistico, sono state soltanto le esperienze personali. Le delusioni artistiche mi hanno segnato sempre e soltanto superficialmente. Per quanto riguarda i traguardi sento che tutto quello che ho fatto in questi anni a livello di scrittura deve ancora vedere la luce, quindi non riesco a trovare dei riferimenti su cui appoggiare i piedi e fare un salto; è tutto ancora in divenire.
All’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuto con il brano “RUOK” (uscito nel luglio 2020) sotto lo pseudonimo Giraffe. Cosa è cambiato da allora e cosa, invece, è rimasto invariato?
È cambiato il nome e sono maturato io come persona. Ora vivo da solo ho più chitarre ed ho conosciuto persone che si sono affezionate al progetto e stanno facendo la differenza. Giraffe è ancora lì che osserva il processo.
Oggi come descriveresti la tua musica?
Pop con varie influenze che arrivano dalle esperienze musicali che ho fatto nel corso degli anni. Se dovessi definirla con un aggettivo: istintiva.
Guardando avanti, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Sicuramente l’album, ho molto materiale pronto da anni che non vedo l’ora di presentare. Mi mancano i live, le persone e i grandi palchi, la paura di sbagliare, le critiche e i messaggi all‘una di notte.
Quali, invece, i sogni?
I live, le persone e i grandi palchi, la paura di sbagliare, le critiche e i messaggi all‘una di notte. Letteralmente i miei obiettivi. Mi piacerebbe suonare al Primo Maggio, un giorno. Sogno impossibile invece ricevere un messaggio da Patrick Watson con scritto: good job mate.
A proposito di sogni, con chi ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Sogno un feat con il Morgan di “Altrove”.
Dove ti vedi, tra 5 anni?
Sempre qui ma con una casa più grande e molte più chitarre.
Che augurio ti fai, per il futuro?
Di essere felice con la musica e per la musica.
Grazie per la disponibilità, è stato un piacere.
Piacere mio ragazzi. Un abbraccio
Profilo Spotify dell’artista.
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