Intervista – Arrivare alle persone: Rokas

Foto di Leandro Manuel Emede

Intervista all’artista protagonista dell’episodio nell’episodio 31 di #LFMConsiglia (gennaio 2020), in occasione di due nuove importanti uscite.

Rokas, al secolo Alberto Sanlazzaro, è un artista classe ’92 origianrio de La Spezia.
Da sempre legato al mondo della musica, muove i suoi “primi passi” nell’ambito del panorama rap per poi aprirsi, nel corso degli anni, a più generi.
Urban, punk e R&B vanno progressivamente a compenetrarsi tra loro dando vita ad uno stile personale e ricercato.

Negli anni il suo percorso, dopo l’esordio ufficiale nel 2018 con l’album “Nemico del cuore“, va avanti spedito tra importanti traguardi raggiunti e nuove uscite tra cui “Brutte cose“, brano (tratto dall’ep “Mostri”, pubblicato nel gennaio 2020) con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale (episodio 31 di #LFMConsiglia, gennaio 2020) . Altra traccia a spiccare, all’interno della sua discografia, è “Giorni Stupidi” (dicembre 2020), campionata ed inserita in “NOI LORO GLI ALTRI” (album di Marracash uscito nel novembre 2021) e da oltre 2 milioni di ascolti su Spotify.

Anche gli sviluppi più recenti lo vedono molto attivo con tanta nuova musica pubblicata nell’ultimo periodo.
Disponibile, infatti, dal 24 maggio “Ci sono dei bambiniè il ultimo nuovo ep mentre, in uscita proprio oggi (7 giugno 2024) “Cattiva” è il suo nuovissimo singolo (entrambi  per Digitale 2000).

Proprio in occasione di queste due importanti uscite, l’abbiamo contattato per farcele raccontare direttamente da lui e per entrare ancor più all’interno del suo mondo.

Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.
Veniamo all’attualità. Cattiva” è il tuo nuovissimo singolo, appena uscito. Ti va di raccontarcelo?
Grazie a voi, per me è sempre un piacere averne la possibilità.
Cattiva” è molto viscerale, nasceva come un duetto, tra me e una cantante, ma non essendosi creata la situazione ho deciso di interpretarla da solo. Parla di una dinamica molto comune, l’amore e il conflitto.
Il brano si apre con un Easter egg, EDONiCO apre la composizione e ritorna nel ritornello con i controcanti.
È un brano che amo molto, di pancia, semplice.

Cattiva” arriva dopo il progetto Ci sono dei bambini”. Cosa rappresenta per te questo EP?
È un EP molto importante per me perché sto cercando di lavorare su questo progetto e su quelli a venire con diversi layer di lettura. Per quanto il titolo sia molto didascalico e comunica appunto un bisogno di fare attenzione al proprio comportamento e a quello che si dice, cerco sempre di mantenere leggerezza sulla composizione e il suono del brano, in modo tale che per chi vuole ci sia un messaggio, senza essere necessariamente politici.

Tra i tre brani che lo compongono, ce n’è uno che, più degli altri 2, rappresenta al meglio l’intero progetto?
Uno dei brani più significativi del disco è probabilmente “Paura di non farcela”. È una sorta di dialogo, con destinatari diversi e molto palesati. Nelle strofe parlo a mia madre, parlo a lei, con lei e per lei, di me e del nostro rapporto e di ciò che mi riguarda.
Nel ritornello parlo all’ansia, alle aspettative e alle paure.
Ho sempre cercato di trattare argomenti che mi toccavano o che mi hanno sfidato nella vita con leggerezza e propositività.
Penso che sia importante e essenziale il dolore e lo stare male, così come sia importante abbracciarlo, comprenderlo e lasciarlo andare.
Quello che vorrei raggiungere negli anni, a livello di scrittura, è avere la capacità di trattare di argomenti e temi scomodi o difficili, con una prospettiva non dico risolutiva, ma positiva e di speranza.

Qual è per te, invece, la barra più significativa dell’intero EP?
Ci sono tante frasi a cui sono legato, una a cui tengo molto è nel brano “Paura di non farcela”, riferita a mia madre e alla grande differenza della nostra infanzia che spero aver riassunto bene in queste parole:
“Tu sei cresciuta dentro a una casa di vetro
Non ti hanno mai detto come lanciare un sasso”.

Più in generale, come descriveresti la tua musica?
Senza peccare di presunzione, posso rispondere con un “bella?” [ride].
Più semplicemente è la musica che vorrei ascoltare io, quindi automaticamente quando per me diventa adatta ad essere pubblicata è bella.

Esistono artisti, italiani o internazionali, a cui ti ispiri?
Molti, tanti sono miei amici e ne sono grato, è un continuo scambio umano e di stimoli. E tanti altri non li conosco personalmente ma musicalmente, ed è lì che c’è magia.

All’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuto per la prima volta nel gennaio 2020 (nell’episodio 31 di #LFMConsiglia, la nostra rubrica più), con il brano “Brutte cose“. Cosa è cambiato, in questi anni, in te e la tua musica e cosa, invece, è rimasto invariato?
Voglio i soldi infiniti / dammi il trucco
Sono ovviamente cambiato io, non so mai se in meglio o in peggio, siamo cattivi giudici di noi stessi.
Mi sento più deciso su quello che faccio, perché più diventi grande più selezioni.
Però una cosa bella che pensavo in questi giorni è che quando mi guardo indietro sono sempre contento di quello che ho fatto, senza congetturare troppo. Certo, il brano poteva suonare meglio o avrei potuto farlo diverso, ma non sarebbe più per me la fotografia perfetta di quel momento.

Guardando il tuo percorso, quali sono le tappe che hanno significato di più per te e per la tua crescita artistica e personale?
Tutti i momenti in cui ho pensato di prendere altre direzioni ma ho deciso di continuare.
Così come tutte le persone che ho incontrato e ho ascoltato e loro hanno avuto la pazienza di ascoltarmi e nel bene e nel male essere cattivi e buoni esempi.

Chi è Rokas oggi?
Dovreste chiedermelo tra un anno, come ero oggi. Ora sarei molto influenzato, un po’ come fare la spesa da affamati.
Credo di essere innamorato di quello che faccio e della musica, finché sarà così esisterà Rokas.

Dove, invece, vuole arrivare?
Ho sempre avuto un solo desiderio per tutte le candeline soffiate, che non posso dire altrimenti non si avvera.
Quello che mi interessa davvero è arrivare alle persone perché mi sento di dover dare in cambio qualcosa per tutto quello che mi arriva da chi mi conosce e da chi mi ascolta.

Prima di salutarci, una domanda che ci piace porre a tutti gli artisti che intervistiamo: feat. dei sogni?
Tra gli italiani, Gino Paoli o Moroder; internazionali, il mio sogno sarebbe un feat. con The Weeknd e Sade.

Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi un abbraccio.

Profilo Spotify dell’artista.

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