Intervista – “È una giornata di sole, ma piove”: Nico Arezzo

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 567 di #LFMConsiglia del 6 maggio 2024.

Nico Arezzo è cresciuto sui palchi come fonico, raccoglitore di cavi, tecnico luci, batterista evolvendo infine nella sua vera natura, quella di cantautore.
Nel 2017 partecipa a Festival Show con il suo primo inedito, vincendo il primo premio, ritirato all’Arena di Verona. Nello stesso anno è tra i primi 5 under uomo d’Italia ad X Factor.
Qualche anno dopo, nel 2019, è tra i 6 artisti emergenti di Sanremo Giovani con il brano “Volo”.
Nel 2020 pubblica “Gorilla”, a cui seguono “Polline”, “Il mio vero nome”, “Fossi nato gemelli”, “Casa nuova” e infine “Spazzolino”, presentato quest’anno a Musicultura, insieme al brano “Nicareddu”.

Disponibile, invece, dal 17 maggio 2024,   “Non c’è mare” (Artist First) è il suo album d’esordio. A comporlo 13 brani, accompagnati da alcuni importanti feat. (Emma Nolde, Pr0ve, Moregrè e Davide Shorty), frutto di anni di sperimentazione sia sul palco che nella vita, tra cui troviamo pezzi già editi che ci hanno mostrato squarci di Bologna e della classica vita da fuori sede, come “Fossi nato gemelli” e “Casa nuova”, frammenti di giovinezza e amici incontrati lungo la strada, nottate fuori dai bar a parlare per ore, “tour di divani”, case nuove da riempire, flirt e mille accenti diversi ormai facili da indovinare; in “Non c’è mare” incontriamo le esperienze di vita quotidiana che danno spazio ad un excursus più profondo e malinconico, mostrandoci come da una cosa piccolissima, ad esempio uno “Spazzolino”, si possa far viaggiare l’immaginazione per scoprirci dentro un milione di altre cose.

Di questo, e di tanto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa intervista.

Ciao Nico. Grazie per averci concesso questa intervista.
Partiamo dal principio. Ci racconti come, quando e perché hai deciso di iniziare a fare musica?
Grazie a voi per avermi invitato.
Nasco da papà pianista e mamma ballerina, sono cresciuto praticamente dietro le quinte e la voglia di salire sul palco è cresciuta con me. Inizialmente serviva uno che raccoglieva i cavi, poi serviva un tecnico luci, poi un batterista, poi mi sono scoperto cantante e cantautore. Non ho deciso di fare musica ma era come se non mi servisse nient’altro.

Esiste un artista, un album o un brano che ha influenzato, più di tutti, il tuo avvicinamento a questo mondo?
Senza dubbio Pino Daniele, non capivo ancora cosa volessero dire i suoi brani ma c’era qualcosa nella sua voce, nelle sue melodie che mi incantava. La vicinanza alla chitarra arriva con John Mayer che la suona come fosse voce.

Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
In realtà ne ho tantissimi, da quando ho iniziato scrivere mi piace capire come ragionano gli autori e perchè prendono determinate scelte, ci sto molto attento. Spesso i progetti che mi piacciono di più sono artist* che nessuno conosce, con pochissimi ascolti ma che mi mostrano semplicemente un altro modo di vedere le cose.

Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Il mio sogno è conoscere I Cugini di Campagna.

Veniamo a “Non c’è mare“, il tuo album. Cosa rappresenta per te?
Praticamente la mia cartella clinica. Tutta la mia storia e tutti i pensieri che ci abitano dentro, dalle cose piccole che dentro hanno un mondo, alle cose grandi che spesso non lo sono così tanto. Parla di un viaggio che parte dalla Sicilia, arriva a Bologna e in Sicilia torna. Sono convinto che se non mi conosci e ascolti l’album capisci cosa mi passa per la testa.

Quali sono le immagini che vuoi raccontare e le emozioni che vuoi trasmettere, con questo progetto?
Vorrei far capire l’importanza di fermarsi ogni tanto, capire che ci sono delle cose che richiedono poca poca più attenzione, magari basterebbe solamente prendersi del tempo e rimanere a guardarle.

Ad impreziosirlo, la presenza di fantastici feat. Cosa regalano, al progetto, queste collaborazioni?
Aggiungono sfumature, profondità e nuove prospettive. Tutti i feat di questo album sono amic*, sono persone che stimo e a cui voglio bene.

Dal punto di vista stilistico, invece, dove collocheresti questo album?
Direi che è un incrocio tra un cantautorato intimo e un indie moderno. Ci sono influenze elettroniche, accenni di folk e un’anima soul funky che sgroova in sottofondo. È una giornata di sole, ma piove. La linea comune spero sia il modo che ho di vedere le cose.

Guardando al futuro, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Sto lavorando su nuovi brani, esplorando suoni e tematiche diverse. Ho in mente anche un progetto visivo che accompagni la mia musica e, ovviamente, voglio suonare il più possibile perchè tutto ciò che facciamo io e la mia band ha solo questo come obiettivo.

Più a lungo termine, quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato?
Non sono solito pensare così lontano, quasi mi spaventa. Ho dei sogni chiaro, ma dirli li fa diventare di tutt* e ne sentirei la pressione. Se le cose andranno come spero sicuramente ve ne accorgerete.

Prima di salutarci, fatti un augurio per il futuro.
Mi auguro di non perdere mai la curiosità e l’entusiasmo che mi hanno portato fin qui. Mi piace ciò che faccio e ogni volta che trovo le parole dei miei brani sulla bocca del pubblico sono sempre più convinto che prima o poi qualcosa accadrà.

Grazie, è stato molto interessante. In bocca al lupo e alla prossima.
Grazie a voi, è stato un piacere.

Profilo Spotify dell’artista.

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