Intervista all’artista protagonista dell’episodio 580 di #LFMConsiglia, del 12 giungo 2024.
Classe 2002 e di origine italo-spagnola, Saintess nasce a Vicenza, dove vive la sua infanzia immersa in realtà melodiche del R&B, Soul, Pop e Jazz.
Fin da bambina è sempre a contatto con la musica, prendendo ispirazione da Alicia Keyes, Rihanna, Beyoncé, Erykah Badu, Whitney Houston e altro.
A 16 anni inizia il suo percorso cantautorale registrando i suoi primi pezzi in studio, spinta dalla necessità di condividere il suo mondo interiore vuole riuscire a toccare il cuore di chi l’ascolta. Dopo anni di ricerca e sperimentazione a Giugno del 2022 esce “Con Me” la sua prima testimonianza della sua evoluzione artistica, emotiva e spirituale.
Nel 2023 inizia a collaborare con aura6am, che le permettono di definire maggiormente la sua estetica musicale.
Saintess continua il suo percorso artistico insieme all’etichetta discografica catanese Pulp Entertainment ed inaugura il suo 2024 con la canzone “Nuda”, scritta anche da MARGHERITA PRINCIPI, seguita (il 23 maggio) da “Bebè”, brano con cui l’abbiamo conosciuta all’interno del nostro portale.
Disponibile, invece, dal 18 luglio 2024 (con video ufficiale pubblicato il 24 luglio) “No Me Llames” è il suo nuovo singolo.
In “No Me Llames”, la giovane cantautrice esordisce con i primi versi cantati totalmente in spagnolo e successivamente passa all’italiano, continuando ad alternare le due lingue. Saintess si contraddistingue nel panorama degli artisti emergenti italiani per l’utilizzo sia dello spagnolo sia dell’italiano, infatti, tutto ciò le consente di avere uno stile che non si sente spesso e, inevitabilmente, rappresenta una novità per la musica targata Gen Z.
In occasione di questa nuova uscita, per conoscere meglio lei e la sua musica, l’abbiamo contattata per porle qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo dal principio. Come ti sei avvicinata al mondo della musica?
Non ho un ricordo preciso del mio primo approccio alla musica, ha sempre fatto parte della mia quotidianità fin da quando ero piccolissima. Quando avevo 4 anni ho iniziato a suonare la batteria, poi la chitarra e il pianoforte. Ascoltavo e cantavo ininterrottamente canzoni di altri, poi a 16 anni mi sono trovata in studio per la prima volta e ho iniziato a scrivere e a cantare i miei brani.
Quale reputi essere, ad oggi, la tappa più importante del tuo percorso?
Ho sempre avuto un blocco gigante dentro di me che mi impediva di esprimermi davvero. È cambiato tutto quando ho registrato per la prima volta, finita la rec sono scoppiata a piangere, mi sono sentita libera, a casa, era una sensazione che ho cercato disperatamente per tutta la vita. In quel momento è scattato qualcosa dentro di me, da all’ora so di dover fare solo questo, di dover stare davanti a un microfono perché condividermi e toccare il cuore di chi mi ascolta è la mia missione.
Esiste un artista, un album o un brano che ha influenzato, più di tutti, il tuo avvicinamento a questo mondo?
Di sicuro l’album a cui sono più legata è “17” di XXXTentacion. Mi ritrovo in ogni singolo suono, testo e tecnica libera, istintiva e super sperimentale che ha usato.
Musicalmente mi ha ispirata tantissimo, essere veri, connessi e viaggiare dentro di sè, è essenziale per trasmettere emozione e l’emozione è la cosa più importante. Questo disco, ad esempio, è un vero pugno nello stomaco. Mi ha accompagnata per infiniti periodi della mia vita, rappresenta una vecchia parte di me che ho imparato ad amare e mi porto sempre dietro perché mi da tanta forza.
Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
Mi ispiro molto a XXXTentacion, Jorja Smith, Tems, Bon Iver e a moltissimi artisti, album e brani in varie lingue e generi diversi. Mi piace molto la musica alternativa e sperimentale, che sia r&b, pop, indie, soul o funk, tutta la scena emergente spagnola, latina, brasiliana e sud africana.
Come descriveresti la tua musica?
La mia musica è eterea, fresca e giovanile. È luce, è magia.
Ha note spirituali e sperimentali. È di sicuro il mezzo più potente che ho per diffondere il mio mondo.
All’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuta con il brano “Bebè“. Ti va di raccontarcelo?
“Bebé” l’ho scritto una sera in pochi minuti acciecata dall’amore. Amo tantissimo questo pezzo, è così spontaneo. È il primo brano dove canto in spagnolo, l’altra mia lingua madre, e per me rappresenta il punto di partenza di un nuovo stadio della mia musica.
Parla della speranza che si trova negli occhi di qualcun altro, racconta di un amore ingenuo e spontaneo.
Racconta il desiderio di condividersi profondamente con chi ti fa vivere la sensazione di avere dentro di se una parte della tua anima.
In quanto ultime uscite, “No Me Llames” e “Bebè” è sicuramente due pezzi che valgono molto, per te e per il tuo percorso artistico. Tuttavia, guardando indietro, a quale altro tuo brano (pubblicato in passato) sei particolarmente legata?
Sono molto legata a “Brava”, nasce su un type beat inspirato a una delle mie canzoni preferite di Xxx tentacion. Inizialmente era un brano estremamente triste per diventare poi qualcosa di avvincente.
“Brava” è resilienza, è saper di poter contare solo su di sé, sulla propria autenticità e sull’amor proprio.
Ci vuole coraggio a essere se stessi e a riuscire ad accettare che non ti sentirai capito e spesso rimarrai solo. Ma è sempre possibile trovare la forza per salvarsi e ricostruire tutto quello che continua ad andare in frantumi, “Brava” è la testimonianza della mia salvezza.
Quale brano di altri artisti, invece, avresti voluto scrivere tu?
“Fallin’” di Alicia Keys.
Prossimi passi? A cosa stai lavorando?
Sto lavorando a un progetto molto sperimentale che comprende diversi singoli e sicuramente un ep!
Prima di salutarci, una domanda che ci piace porre a tutti gli artisti che intervistiamo: feat. dei sogni?
Qui in Italia probabilmente Venerus e Frah Quintale.
Profilo Spotify dell’artista.
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