Intervista – Dipingere esperienze di vita: Eramo Nubi

Foto di Jacopo Clemenzi

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 579 di #LFMConsiglia dell’11 giugno 2024.

Gaetano Vicari, in arte Eramo Nubi, nasce ad Enna nel 1991. Respira musica fin da bambino, approcciandosi al pianoforte, alla scrittura e alla composizione. A 13 anni scopre l’hip-hop e la sua forma libera ed anticonvenzionale.
Eramo Nubi ha un’anima luminosa, in grado di padroneggiare le suggestioni del soul per dar vita ad uno stile incredibilmente poliedrico.
La sua musica imbocca la strada dell’hip-hop contromano, assumendo un carattere quasi cantautorale, dalle sfumature funk.
La sua voce fa da contrappunto al sound delle sue produzioni, spalmandosi su registri R&B che conferiscono ai suoi brani un’impronta sempre intensa e sensuale.
Dopo svariate collaborazioni con la scena hip-hop siciliana e belga, nel 2019 entra a far parte del gruppo fusion Jack In The Box, sperimentando la possibilità di fondere i colori del jazz con la metrica rap. Nel 2021 pubblica il suo primo album da solista, “Dherma , e nel 2022 entra a far parte del roster di MIND.

Disponibile dal 31 maggio 2024, “Svenire” è, ad oggi, il suo ultimo singolo, prodotto da MIND e a cui ha collaborato anche Simone Campione (che si è occupato della composizione, del mix & master). La regia del videoclip è affidata ad Ariele Pitruzzella e la produzione è targata MIND. Gli operatori sono Davide Casciolo e Francesco Crispi, mentre la fotografia è di Marco Amantia.

 Di questo e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa intervista.

Innanzitutto grazie mille per averci concesso questa intervista.
Partiamo da “Svenire”. Cosa rappresenta per te questo brano?
Ciao e grazie a voi. Con “Svenire” ho voluto condensare una finestra di vita di qualche anno fa in cui ero molto innamorato, il cui rapporto poi sfociò in un amore pieno. Per me rappresenta in parte la bellezza di quei momenti.

Svenire” è il più recente tuttavia, guardando indietro, a quale altro tuo brano (pubblicato in passato) sei particolarmente legato?
Ci sono tante canzoni a cui sono indissolubilmente fuso. Mi viene in mente “Icaro” perché è una traccia dai significati molteplici e che al suo interno vive un’energia molto particolare. Inoltre è stato il primo brano prodotto con Mind.

Qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
Penso sia sempre “strano” raccontare il processo creativo. Personalmente non ho una linea ben precisa se non varie tracce da cui attingo. Possono essere dei dettagli quotidiani come delle espressioni facciali o qualcosa che è successo, o un evento a cui penso particolarmente. Altre volte invece provo un semplice gusto nel formulare suoni e parole che fra di loro vanno d’accordo metricamente e ritmicamente.

Se dovessi riassumere l’insieme delle sensazioni che vuoi trasmettere, le emozioni che vuoi far provare, le immagini che vuoi raccontare con la tua musica, come le racconteresti?
È una domanda complessa. Penso e sento che la musica personalmente sia uno degli strumenti più universali di cui dispongo per poter raccontare ciò che provo, ciò che mi provoca. Il semplice suono corrisponde ad un colore, un odore o una visione e quindi evoca in noi ricordi ed esperienze.

Esistono artisti, italiani o internazionali, a cui ti ispiri?
In realtà i miei ascolti si muovono in maniera capillare. Sicuramente l’old School della scena hip-hop italiana è stata di grande ispirazione, come il cantautorato del resto.

Guardando indietro, quali sono le tappe del tuo percorso che, ad oggi, reputi essere più significative per la tua crescita artistica e personale?
Praticamente sono nato con la musica in casa: mio padre nel suo piccolo è stato un cantautore ed è tuttora immerso nel suo viaggio musicale. Potrei pure dire che il resto è venuto da sé, ma conoscere l’hip le sue sfumature e ciò che ha cambiato radicalmente la mia sfera artistica. Ho avuto la fortuna di viaggiare ed incontrare culture fantastiche come ad esempio quella belga, che ritengo un esempio di inclusione sociale e quindi artistica. Incontrare i musicisti, più specificatamente i “Jack In The Box” (artisti contemporary jazz di Palermo) e poi l’incontro con Mind ossia la label di cui faccio parte hanno consolidato il percorso in cui mi trovo attualmente. Infine penso che sia il contatto con te stesso quotidiano a dipingere la tua esperienza di vita.

Quali, invece, i prossimi passi?
Non ho ben chiaro quello che sia il piano. So che voglio suonare tanto e portare al pubblico l’esperienza live in quanto nei live c’è ancora quell’impatto che ci fa vivere davvero.

Chi è Eramo Nubi oggi?
Ad oggi, come ieri e domani, posso descrivere questo essere artistico come un canale che vuole provocare a qualcuno “vita” tramite il suono.

Dove, invece, vuole arrivare?
Sarebbe scontato dire che non esiste una linea d’arrivo, ed infatti perlopiù sono scontato!

Prima di salutarci, ti poniamo una domanda che facciamo a tutti gli artisti intervistati all’interno del nostro portale: feat dei sogni?
Che bella domanda! Il featuring dei sogni, in quanto tali, vorrei che fosse/fossero realizzati perlopiù con artisti che non sono più fra noi quali: Bob Marley o Giorgio Gaber. Ed altri ancora. Per quanto riguarda gli artisti attuali mi piacerebbe collaborare con Davide Shorty che è un grande artista ed un caro fratello, con Louis Dee, anch’egli un grande essere, e forse farei un viaggio pazzo musicale con i Nu Genea. Ed altri ancora.

Grazie ancora per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Vi ringrazio tanto, è stata un’intervista molto interessante, il meglio per voi!

Profilo Spotify dell’artista.

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