Foto di Alessandra Trucillo
Intervista all’artista protagonista dell’episodio 590 di #LFMConsiglia del 17 luglio 2024.
Sergio Andrei è un cantautore romano con origini milanesi, classe ’97.
Sin da piccolo si appassiona alla scrittura e, in particolar modo, alla canzone d’autore e alla sceneggiatura.
Nel 2018 esordisce con il mixtape “Atelier”, una raccolta di canzoni scritte su basi strumentali di producer stranieri come Gramatik e Boogie Belgique. Il 2022 è l’anno di “Pulp” (Believe Music), il primo album che contiene pezzi cantautorali con contaminazioni indie, e di “discopunk” (Leave Music / Believe Music), un 45 giri digitale, 2 facce della stessa medaglia, con forti richiami dance e sonorità punk rock. Nel 2023 inizia la sua collaborazione con Leave Music: esce “Bastardamore” (Leave Music / ADA Music Italy), una ballad classica dalle sonorità anni ’90 scelta come colonna sonora del video promo della rassegna estiva “Il cinema in piazza” organizzata dal Cinema America di Roma, e “Rockstar”, il singolo inteso e autobiografico che gli permette di vincere Area Sanremo. Il brano fa parte di “Hibakusha – Parte 1: Angoscia”, la prima parte del nuovo LP pubblicata il 19 aprile e anticipata dai brani “Bartender” e “adhd”.
Disponibile dal 5 luglio 2024, invece, “26”, una ballad romantica dedicata alla Fiorentina, rappresenta piccola pausa prima della pubblicazione di “Hibakusha – Parte 2: La rivalsa”.
“Alice“, poi, è il suo nuovo singolo (20 settembre 2024), brano che vede la preziosa partecipazione di Danno come feat.
Di tutto questo ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Partiamo dal brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale: “26“. Ti va di raccontarcelo?
“26” è il brano dedicato alla Fiorentina, la mia squadra. Era una vita che ci pensavo e poi un giorno è finalmente nato (da una sconfitta ovviamente). È un brano che accetta di perdere ma con l’ambizione di vincere: angoscia e rivalsa.
Questo brano si colloca a metà tra l’uscita delle due parti che vanno a comporre un importante progetto come “Hibakusha“. Cosa rappresenta, per te, questo album?
Questo album l’ho diviso anche per comodità. Sentivo di essere in una nuova fase e ho detto “intanto fermiamo una parte e usciamo”, poi ho continuato con i ragazzi in Studio a cercare un’identità che è la cosa che mi preme di più, ed è nato questo secondo lato che in realtà è come se fosse un passo più avanti nella ricerca dello stile e del sound. Il primo lato è servito al secondo, gradualmente: “Angoscia” (lato blu) e “Rivalsa” (rosso). Mi suonavano anche bene con Hibakusha… solo che angoscia è facile da scrivere, rivalsa non sai mai neanche se la vivrai.
Ma l’ho vissuta in qualche modo già trovando un’identità più stimolante per me.
Dall’uscita di “Pulp“, il precedente (nonchè primo) album, in cosa sei cambiato?
Beh, credo di essere cambiato tantissimo. “Pulp” era il mio rifiuto verso il mondo hip hop, era la mia fissa con l’appartenenza al cantautorato, la purezza, i miei anni di accademia ad Officina Paolini e dei conflitti interiori troppo grandi
Adesso mi sento libero in quel senso, anzi, con fortissima voglia di approcciare a sound nuovi con le orecchie più all estero. Mi diverto senza limiti.
Riguardo il tuo percorso artistico, invece, ad oggi quale tappa reputi essere la più significativa e/o importante, per la tua crescita?
“Alice“, il feat con Danno dei Colle der Fomento in uscita il 20 settembre prossimo, sicuramente è una grande emozione. Un cerchio che si chiude…
Per il futuro, invece, oltre quelli già noti (ossia l’uscita della seconda parte di “Hibakusha“), quali saranno i prossimi passi?
I prossimi passi… non ne ho idea! Sicuramente stare in studio con Rubber Soul, Umberto Scaramazza e Nino Nardelli a cambiare, mutare, contaminarsi.
Se dovessi stilare una checklist dei sogni da realizzare nell’ambito del tuo percorso artistico, quali sarebbero le 3 caselle in cima alla lista?
Cantare allo stadio della Fiorentina prima di una partita, portare “Pessima Scelta” a Sanremo e dire a Guccini che è mio zio.
Prima di salutarci, a proposito di sogni, con quale artista ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Mi piacerebbe lavorare con Coez, Frah Quintale e Willie Peyote
Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e a presto.
Grazie mille, ciao!
Profilo Spotify dell’artista.
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