Intervista al rapper catanese BLACK PRINCE, uno degli elementi più apprezzati della scena rap siciliana (e non solo).
BLACK PRINCE è un rapper catanese originario del Gambia.
Fin dagli esordi ha attirato l’attenzione della scena rap locale e, successivamente, di quella del Sud Italia, grazie anche ad una espressione artistica che fa della multiculturalità uno dei suoi tratti distintivi.
Nei suoi pezzi l’artista racconta se stesso la sua storia personale, a tratti dura e scomoda, ed il riscatto arrivato proprio grazie alla musica.
Tappa significativa del suo percorso artistico si è consumataquando ha deciso di interrompere la sua attività per una pausa, un periodo che gli è servito a limare il suo stile, la scrittura e per sistemare problemi che hanno toccato la sfera personale della sua vita.
Il 2024, dunque, è l’anno che ha segnato il suo ritorno nella musica, prima con “Educazione Siciliana”, il 17 maggio con “Casablanca” fino ad arrivare, il 6 settembre 2024, ad uno dei suoi brani più importanti della sua carriera: “Dormivo per strada”.
“Dormivo per strada” (Shut Up Records) ed i versi che lo compongono conducono in un viaggio emotivamente forte. La canzone è affiancata da un video peculiare che prende ispirazione dalla nota pellicola cinematografica di Matteo Garrone “Io Capitano” (2023), candidata ai Premi Oscar e vincitore di diversi David di Donatello. Infatti, da alcune scene del film l’artista rivive dinanzi i suoi figli il percorso che lo ha portato dal suo paese d’origine, il Gambia, all’Italia e per la precisione in Sicilia.
Proprio in occasione di questa importante nuova uscita, abbiamo contattato l’artista per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo da “Dormivo per strada” il tuo ultimo singolo, brano che tocca tematiche molto importanti.
Potrei stare ore ad elencarvi mille visioni da prospettive diverse ma rispondo che il titolo del brano in questione potrebbe bastare.
Cosa rappresenta, per te?
Si dice spesso che il primo passo per guarire sia ammettere, o perlomeno individuare, la propria malattia; perciò, per me ammettere e dare spazio alla mia sofferenza in un periodo storico dove è più facile fingere è stato come individuare un cancro che non sapevo di avere. Quindi il brano per me da una parte rappresenta una cura, dall’atra mi fa ricordare che ho l’obbligo di rappresentare quella parte che spesso viene dimenticata dalla mia cara Italia e, di conseguenza, cercare attraverso la musica di curare chi magari ne ha bisogno.
Più in generale, ad oggi, come descriveresti la tua musica?
La mia musica è vera, vivace, talvolta confusionaria ed un amico leale, ma soprattutto non è mai fatta per hype.
In un mondo frenetico, in perenne movimento, tu hai fatto la scelta coraggiosa di prenderti una pausa dalla musica per intraprendere un percorso di ricerca artistica. Cosa è cambiato, dopo questa fase, e cosa invece, per tua scelta o in modo naturale, è rimasto immutato?
Più che pausa io dico trauma, non mi piacciono le scuse ma il fatto di aver fatto bene alle prime uscite mi ha messo addosso pressioni e serpenti che volevano il mio hype, ciò mi ha portato a distrarmi a non comprendere il gioco dalla realtà (e tutt’oggi faccio fatica a riconoscerli). Però, fortunatamente, ciò mi ha dato modo di alzare il livello lirico dei miei brani ma soprattutto mi ha portato ad avere una maturità musicale differente.
Spostando il focus sulla stesura dei testi, qual è il tuo approccio alla scrittura?
Il mio approccio è maniacale, o meglio, parto con l’idea che il ritornello deve essere giusto per tutti poi magari mi faccio trasportare dal beat, come nel caso di “Dormivo per strada“, che è diventata più che una hit un flusso di coscienza.
Esistono degli artisti da cui trai ispirazione o che, semplicemente, influenzano fortemente la tua musica?
Potrei fare i grandi nomi dell’America ma rimango leale alle mie origini, perciò ti dirò Johnny Marsiglia, Lele Blade, Tedua, L’Elfo; ciò che li accumuna è che sono fedeli alla loro storia e ciò che sono.
Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Sicuramente Tedua, Lele Blade, Don Pero, Baby Gang, Roddy Rich, Ghali.
Guardando avanti, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Comprarmi un nuovo borsello [ride]. A parte gli scherzi, con il mio team ci stiamo focalizzando su come chiudere l’anno per bene per poi non deludere le aspettative dell’anno nuovo.
Più a lungo termine, esistono dei traguardi che ti sei prefissato di raggiungere?
Di non lasciare chi mi è stato vicino, dietro o chi sta contribuendo nel suo piccolo al mio progetto.
Prima di salutarci, che augurio ti fai, per il futuro?
Di restare il ragazzo che dormiva per strada, comunque vada.
Grazie mille per la disponibilità, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi per l’opportunità e la disponibilità. Crepi il lupo!
Profilo Spotify dell’artista.
ULTIMI ARTICOLI…
#LFMConsiglia ep. 758 – “scemo”, solamente
Appuntamento di oggi de “La Freddezza Music Consiglia” dedicato a solamente, artista calabrese classe ’01. Solamente, artista classe ’01, nata sulla punta dello stivale, a Reggio Calabria, si trasferisce a…
Mondo Rap – Brama: “Welfare State”, un viaggio emotivo
Mondo Rap, il racconto dei talenti più interessanti del panorama urban emergente.Protagonista di questo appuntamento: Brama. Chi è? Brama, all’anagrafe Andrea Giordano, nasce a Roma il 6 aprile 2004.Artista sensibile…
Intervista – Trovare le persone giuste: Moris
Intervista al giovane e talentuoso rapper classe 2004, Moris. Stiven Moriseni, in arte Moris, classe 2004, è originario di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Cresciuto tra i silenzi della provincia e…
Sigarettewest: “Addio, mon amour”, il mini EP
Sigarettewest è tornato sulla scena musicale il 30 gennaio per Artist First con “Addio, mon amour”, un mini EP composto da due brani profondamente significativi per l’artista: “Incontrollabile” e “C’est La Fucking Vie”. In un panorama musicale…
Sunken: fuori il nuovo singolo “Blackout”
“Blackout”, disponibile dal 28 Gennaio, è il nuovo singolo di Sunken. “Blackout” è un singolo dal sound electro-clash e witch-house, ispirato al sound dell’elettronica anni ’90, ’00 rivisitato in chiave dark…



Rispondi