Intervista al poliedrico cantautore CASPIO.

CASPIO è un talentuoso e poliedrico cantautore che vive a Trieste.
Dopo aver smontato ogni tassello della sua musica per ricomporla in qualcosa di  nuovo, nell’ottobre del 2019 pubblica “Giorni Vuoti“, il racconto elettronico di una generazione che aspetta costantemente che qualcosa cambi, che spesso si dimentica di cosa vuole fare ed essere, di cosa può fare e di cosa può essere. La svolta nella sua musica arriva poi, nel 2021, con l’uscita per Le Siepi Dischi di “fugit“, il suo ultimo EP.  In questa raccolta c’è il tempo al centro di tutto: un tempo che appartiene ad una generazione, un tempo per le decisioni, un tempo che scandisce il ritmo sonno-veglia, un tempo presente e futuro, un tempo che non c’è più perché ha lasciato al suo posto qualcosa di nuovo. Un EP che si muove tra il trip-hop dei Massive Attack e Portishead, l’elettronica e la cara vecchia amata dance anni ‘90. Nel 2022 partecipa a MUSICULTURA arrivando tra i finalisti con il brano “domani!” e subito dopo pubblica un ultimo brano elettronico, “SOSPESI”, in collaborazione con il cantautore milanese GODOT..

Dopo un periodo di pausa e riflessione, con una fiamma riaccesasi grazie al suo “primo amore” (la batteria), torna a voler dire qualscosa di suo attraverso i suoi brani e tanta nuova musica, tornando “alle origini”.
Disponibile da venerdì 13 settembre 2024, “NORMALI” è il suo nuovo singolo. 

CREDITI
Scritto e suonato da CASPIO
Prodotto da CASPIO e Alessandro Giorgiutti (Sesto)
Mixing Alessandro Giorgiutti
Mastering Ricky “Lo Zio” Carioti
Lead guitar Enrico Muccin
Foto Cover Artwork Pietro Bettini
Cover Artwork Giorgio Di Gregorio

Di tutto questo ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa intervista.

Partiamo subito parlando della tua musica e, più nello specifico, del suo processo di evoluzione avuto nel corso degli anni. Come si è articolato?
Io suono da sempre, da subito, la batteria, la chitarra, il basso. Poi, per un periodo mi sono dato all’elettronica. La strumentazione che ho utilizzato per l’album precedente ci poteva stare in una piccola valigia. Nel nuovo disco, invece, ha suonato un chitarrista di più di due metri. Però vero, fatto di carne e sudore. Sono così tornato alle mie origini, alla musica distorta, suonata.

Ad oggi, quindi, come la descriveresti?
Ho chiuso con l’artificiale e sono tornato all’essenziale. La mia musica di oggi sono proprio io.

Ultimo (per ora) frutto di questo cammino di ricerca ed evoluzione, il singolo “NORMALI”. Ti va di raccontarcelo?
La normalità è un concetto complicato e controverso: per definizione è una condizione comune e confome, eppure è così soggettiva. Con “NORMALI” ho scritto un pezzo rock che, per me, era normale ma che non lo è per la musica di oggi.

Tra i brani pubblicati in passato, invece, ne esiste qualcuno a cui sei particolarmente legato, per quello che rappresenta e/o per cosa racconta?
mai” dell’album fugit. Ha segnato la svolta, l’inizio di un nuovo me. Con “mai” ho preso consapevolezza di chi ero, di dove volevo andare e di come la mia vita era cambiata più di quanto me ne fossi accorto.

Allargando lo sguardo e concentrandoci sul tuo percorso artistico, quale reputi essere il momento più importante per te e la tua musica, tra quelli vissuti fino ad ora?
Il ritorno alla musica che faccio adesso e che facevo da ragazzino, quella che si suona sui palchi, nelle sale prove. Quella per cui ti tocca organizzarti con gli altri perché dobbiamo esserci tutti. Quella che fa casino e fa saltare le persone nei prati, nei club. Il momento più importante è stato riscoprire che ero ancora io.

Esiste, invece, un obiettivo che ti sei posto, un traguardo che sogni di raggiungere?
Non mi piace confrontarmi con i numeri, gli streaming, i like. Ovviamente devo farci i conti e non nego che vederli salire regala sempre un po’ di soddisfazione. Detto ciò, il mio obiettivo resta sempre e solo uno, indipendentemente da tutto, dal luogo, dai soldi, dalla fama: scrivere belle canzoni e suonare.

Più a breve termine, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Non riesco mai a fermarmi, ho già pensato a cosa fare da qui alla prossima primavera. Suonerò molto, uscirà l’album, collaboro con altri progetti che mi fanno sudare nel vero senso della parola. Mi vedrete in giro.

Feat dei sogni?
Non ne ho idea, non ci ho mai pensato. Avevo collaborato con GODOT. perché avevo un pezzo che gli calzava a pennello. Così funziona: quando hai il pezzo giusto che non è per te, lì nasce il feat giusto. Poi, se mi chiedete chi spero mi contatti per un feat, beh, la lista è lunga e gli unicorni non esistono!

Palco dei sogni?
Non ho un palco dei sogni. La musica che mi piace fare è a misura di club, dove la musica viene davvero ascoltata.

Cosa ti auguri, per il futuro?
Mi auguro di restare sempre sul pezzo, di accorgermi, pur restando me stesso, che i tempi cambiano. Mi auguro che la musica continui a risuonare, a piacere, a fare del bello. Poi, se guardo fuori dalla finestra, mi auguro anche tante altre cose che vanno oltre la sala prove.

Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi e a chi dà voce alla musica emergente e non convenzionale.

Profilo Spotify dell’artista.

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