Intervista – Esperienze ed emozioni: la musica di Lina Simons

Intervista alla talentuosa artista classe 1998 Lina Simons.

Pasqualina De Simone, in arte Lina Simons, è una giovane artista nata a Pozzuoli nel 1998 da madre nigeriana e padre italiano, cresciuta a Cerreto Sannita (un paese con tremila abitanti nella provincia di Benevento), ed a Londra dal 2018.
Italiana di seconda generazione, figlia dell’Africa e del mondo, Lina parla la sua lingua, fatta di napoletano, campano, inglese, slang londinese e italiano. La sua cultura multisfaccettata è generosamente espressa ovunque, non solo nella musica ma anche nei modi, nel look e nell’attitudine.

Importante tappa del suo percorso artistico si consuma nel 2021,  quando firma con MINE Music Label; “In The Block” è il primo brano nato dalla collaborazione. 
Nel 2022 esce “Nuda“, pezzo scritto da Lina e prodotto da Gransta MSV del MINE Music team, che esplora il concetto di ‘mettersi a nudo’, di mostrare se stessi a pieno, senza filtri e senza paranoie. Il pezzo è rappato in napoletano e cosmopolita nei contenuti.
Il 24 giugno dello stesso anno, invece, viene alla luce il singolo “Shaku Shaku“, grande successo tra il pubblico e gli addetti ai lavori.
Lina torna nel 2023 con nuova musica pubblicando prima (il 21 aprile) il singolo “Guardami Ora“, seguito (il 29 settembre) dal disco di debutto “P.A.S.“, progetto che racchiude anche tutti i singoli usciti fino a quel momento con MINE Music.
Nel 2024, poi, la sua popolarità cresce anche grazie alla partecipazione al Primo Maggio a Roma, alle ospitate da Propaganda Live (oltre che a contenuti social diventati virali), e a eventi in cui ha modo di raccontarsi, come il TedX a Ischia.

Disponibile dal 30 agosto 2024, invece, “Nun Sparti’ a Furtun” è la sua ultima uscita, brano sempre prodotto da Gransta MSV per MINE Music.

Per conoscerla ancora meglio, l’abbiamo contattata per porle qualche domanda.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.
Partiamo dal principio. Ci racconti i tuoi primi passi, anzi, le tue “prime note”? 
Mi sono avvicinata alla musica con la chiesa. Non sono una persona religiosa, ma mia madre è evangelista pentecostale e, quando ero piccolina, andavo sempre con lei in chiesa. Per gli evangelisti, la musica è una parte importante per esprimere la loro fede. Per me era divertente perché cantavo e incontravo amici. Comunque sì, diciamo che da lì ci sono stati i primi incontri con la musica. 
Poi sin da piccola ho fatto parte di cori gospel, cori non gospel, cover band per trovare la mia “vocazione” [sorride].

Chi e/o cosa ti ha portata ad avvicinarti a questo mondo?
Ho sempre saputo di voler fare questo, da quando avevo 12 anni. 
Ogni volta che guardavo in tv le esibizioni dei miei artisti preferiti, avevo la fissa di volero farlo pure io. 
Poi, piano piano, ho iniziato a lavorarci ed era eccomi qui!

Parlando del tuo percorso, ad oggi, quale reputi essere la tappa più significativa e/o di maggior rilevanza per la tua crescita?
Credo che tutte le esperienze siano state importanti e significative per la mia crescita. Ogni esibizione mi plasma e mi dà qualcosa. 
Tra cantare la prima volta sul palco, a scuola, alle elementari davanti a tutti i miei compagni di casa e poi il Primo Maggio a Roma, con mezza Italia che ti guarda, la differenza è poca. 

Veniamo a “Nun Sparti’ a Furtun“, il tuo ultimo singolo. Ti va di raccontarcelo?
Nun Sparti’ a Furtun” nasce da un periodo della mia vita in cui ero molto stanca ed in transizione.
Tratto diverse cose in questo brano: La prima è di valutare bene a chi do la mia fiducia ed energia mentre, il secondo argomento, è “non è troppo tardi”. Io a 26 anni a volte mi sono sentita “scaduta” in un certo senso, perché la società in cui viviamo molto spesso ci dice di fare alcune esperienze ad una certa età, dopo quell non vai bene più. Con questo pezzo voglio mostrare il mio dissenso. Non è mai troppo tardi.

Più in generale, come descriveresti la tua musica?
In Campania si dice un “ammesca francesca” cioè un miscuglio di cose. Dalle lingue, ai suoni alle influenze è tutto un miscuglio che poi prende forma e diventata musica. 

I tuoi brani vanno sempre a toccare temi di grande rilevanza e significato. In questo, com’è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi pezzi?
I miei pezzi nascono da esperienze mie, da emozioni o episodi, ed è molto di getto. 
Non ho un vero e proprio metodo, è più uno scorrere di parole a cui, poi, provo a dare una struttura.

Il tuo 2024 è stato accompagnato anche da un tour che ti ha portata ad esibirti in giro per l’Italia (e non solo). A proposito di musica dal vivo, quanto è importante per te e per l’espressione della tua musica e che valore aggiunto ti dà la sfera dei live?
Per me i live sono stra importanti. Decisamente la mia parte preferita di tutto il processo e fare musica. 
Prima di iniziare a scrivere i miei pezzi mi esibivo con cover, essere su un palco per me è fondamentale. 

Guardando al futuro, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Onestamente, non lo so; mi godo qualsiasi esperienza e quelle che verranno. Nel frattempo creo [sorride].
Sto provando a pensare meno al futuro e godermi più il presente, altrimenti mi viene l’ansia. 

Quali, invece, i sogni?
Ce ne sono tantissimi, alcuni li sto già vivendo. Continuare a fare ciò che amo, musica e intrattenere!

Prima di salutarci una domanda che ci piace porre a tutti gli artisti che intervistiamo: feat. dei sogni?
Ne ho un bel po’! Quello dei SOGNI è Rihanna. Poi ci sono anche Azealia Banks, Levante e Liberato. 

Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima. 
Grazie mille a voi.

Profilo Spotify dell’artista.

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