Intervista – 1989. racconta “Euphoria – il problema sono io”

Concludiamo con “Grazie“.

Ho sempre pensato che non sarei mai stato capace di dedicare un testo ai miei genitori, di esprimere a parole una gratitudine che è senza fine, e che non potrà mai essere ripagata da nessun gesto e nessuna parola. Ho sempre rimandato questo momento ad un futuro indefinito, un futuro dove avrei raggiunto una somma maturità personale e artistica, tale da consentirmi di esprimere quella gratitudine. Invece, quando mi sono ritrovato in mano la parte di pianoforte di questo brano, che insieme a Virgilio abbiamo composto, ho capito che non bisogna aspettare un momento indefinito nel futuro in cui ipoteticamente si è pronti per qualcosa. Bisogna crearselo, il momento in cui si è pronti.
E quindi ho iniziato a scrivere. 

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