Intervista – 1989. racconta “Euphoria – il problema sono io”

Eccoci a “Sparòla“.

C’era, in una stanza della vecchia casa dei miei nonni, questo pc grigio. Un casermone old school, che per me era una sorta di simulacro. Su di esso girava solo MS-DOS, e per scegliere il videogioco dovevi scrivere una formula ricorrente, seguita dal nome del gioco: Budokan, Prince of Persia, Sparòla. “Sparòla” era un gioco che serviva sostanzialmente ad allenare le tue capacità di dattilografo: delle parole scendevano dall’alto dello schermo, e tu dovevi “sparargli” con dei cannoni, digitando sulla tastiera quella parola stessa. Man mano che sparavi alle parole, e il gioco proseguiva, le parole diventavano sempre più lunghe.
Questo pezzo dove rappo velocissimo è quindi un mero esercizio di stile. Una “sboronata”. Ci sta, ogni tanto.

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