Intervista all’artista protagonista dell’episodio 624 di #LFMConsiglia (8 novembre 2024) e vincitore del premio di Artista del mese di Novembre 2024, del nostro portale.
Boisié è il nome d’arte di Cosimo Bitossi.
Nato a Firenze nel 1997, nel 2021 avvia il suo progetto solista, dopo svariati percorsi e collaborazioni come producer e turnista live.
Nel 2022 pubblica il suo primo EP, “Mezzanotte” (Supernova Dischi / peermusic ITALY), anticipato nel 2021 dai singoli “Sole negli occhi” e “Luna”: 5 canzoni in cui distende il suo cuore. Parla di lunghe e buie notti attraverso gli occhi di un ragazzo triste e innamorato, dal cuore in frantumi. Sceglie di raccoglierne i pezzi migliori, raccontandosi senza filtri, per poi tornare al punto in cui tutto può iniziare nuovamente. Nello stesso anno esce il suo secondo mini-EP di 3 brani “Ricordi (pt.1)” (Supernova Dischi / Believe Music Italia). Conclude la prima parte del suo percorso a maggio 2023, con l’uscita di “lonely hearts club (demo tape)” (Supernova Dischi / Believe Music Italia): 4 canzoni b-side (in versione provino), raccolte tra il 2021 e 2022, che pubblica perché “tremendamente affezionato a loro, perché non restino dimenticate sul suo pc”.
Disponibile da venerdì 1 novembre, “filo sottile” è il suo ultimo singolo, brano con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale (episodio 624 di #LFMConsiglia dell’8 Novembre 2024) e che l’ha portato ad essere scelto dai nostri utenti, come Artista del mese di Novembre 2024.
CREDITI
Testo e musica: Boisié
Etichetta: Supernova Dischi
Distribuzione: Believe
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo da “filo sottile”, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale e che ti ha portato a vincere il premio di Artista del mese di Novembre 2024. Ti va di raccontarcelo?
“filo sottile” è un brano nato di getto, abbastanza inaspettatamente, ero fermo da più di un anno e mezzo (cosa che nel 2024 sembra già un’eternità, specie per un artista emergente) e non scrivevo quasi da due. Negli ultimi mesi ho fatto un grande lavoro di focus per cercare di dare ossigeno alla parte più pura del mio estro artistico, eliminando ogni influenza “tossica”: dopo mesi, durante la noia estiva (appunto un po’ di getto) ho iniziato a scrivere e a vivermi il “viaggio” di questo brano, di cui mi sono innamorato come mi succede sempre con i brani che poi decido di pubblicare, come fosse una prova del 9.
“filo sottile” è la tua ultima uscita tuttavia, guardandoti indietro, a quale altro brano (pubblicato in passato) sei particolarmente legato?
Sinceramente, sono innamorato di ogni brano che ho pubblicato, anche perché ho sempre dato estremo valore alla musica che pubblico, di conseguenza sono profondamente legato a tutta la mia discografia. Ritornando alla domanda, sicuramente direi “Paranoia boy”, è un brano che mi porterò dentro per sempre e in cui credo fortemente di aver riposto forse quella precisa essenza che (almeno ai miei occhi) fa si che io mi ci riconosca come in nessun altro brano del mondo.
Se, invece, potessi “rubare” un pezzo di un altro artista e farlo diventare tuo, quale sceglieresti?
Su questa domanda non ho dubbi, direi “Across the Universe” dei Beatles & “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli. “Across the Universe” è un brano a cui sono estremamente legato perchè nonostante non sia un fan incallito dei Beatles lo trovo un brano a dir poco inestimabile, un patrimonio mondiale senza tempo.
“Il cielo in una stanza” è un brano che ogni volta mi emoziona tantissimo e mi fa riflettere su quanto l’amore, quello vero, arrivi concretamente a cambiare le nostre esistenze nel profondo.
Riguardo la tua musica, ad oggi, come la descriveresti?
Direi che la mia musica è il modo più concreto e fisico che ho per far entrare le persone dentro al mio cuore, direi magica e sicuramente autentica.
Cosa, nel corso degli anni, si è evoluto e cosa, invece, è rimasto invariato?
Il mio modo di scrivere e di comporre si è evoluto in maniera molto chiara e tangibile, e questa cosa ogni volta che la realizzo (banalmente ascoltando dei miei vecchi brani, o progetti in cui ho collaborato come autore) mi fa sorridere e allo stesso tempo apprezzare quello che ho fatto e il momento in cui l’ho fatto, tutto il percorso insomma. Ciò che invece non è mai cambiato è quella sensazione speciale di quando scrivo in cui mi sembra che tutto si fermi, una sensazione inspiegabile di cui sono innamorato.
Dove pensi ti porterà, nel futuro a breve e lungo termine, il processo di evoluzione della tua musica?
Dove di preciso non lo so, perché non amo le regole del mercato discografico e le strategie, sicuramente spero sempre e solo a fare brani, collaborazioni, dischi e concerti che amo e che mi riempiano il cuore di cose belle da portare sempre con me. “Tutto il resto è noia”.
A tal proposito, esistono degli artisti che per te hanno rappresentato, e/o rappresentano ancora oggi, dei modelli di ispirazione?
Ce ne sono veramente tanti e la cosa buffa è che cambiano in maniera netta a seconda del periodo della mia vita (senza farlo apposta direi ogni 5 anni) diciamo che ho passato molti periodi diversi ognuno con il suo “santino” [ride].
Guardando al futuro, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Senza renderlo misterioso credo che sia arrivato il momento di incidere il mio primo album, mi sento finalmente pronto, sono felice e fiducioso [sorride].
Facciamo un passo ancora più lungo in avanti: dove ti vedi tra 5 anni?
Non lo so, ma spero di star continuando a fare musica con tanta energia a gestire la mia label (Supernova Dischi) e il mio studio sempre con grande entusiasmo e carica, sicuramente mi vedo ancorato a Firenze, per il resto chissà..
Prima di salutarci, con quale artista ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Direi che ce ne sono molti fra italiani ed esteri, ma ne dirò 4; Joan Thiele, Giorgio Poi, Kevin Parker e BENEE.
Grazie mille per la disponibilità, è stato molto interessante.
Grazie a voi [sorride].
Profilo Spotify dell’artista.
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