Foto di LaBlet
Intervista all’artista protagonista dell’episodio 622 di #LFMConsiglia del 5 novembre 2024.
Irene Pignatti, in arte Prim, nasce a Modena nel 1999 da genitori musicisti.
Cresciuta con i Beatles e la musica pop, impara a suonare la chitarra da autodidatta e a 14 anni inizia a scrivere le sue prime canzoni in inglese. Dà vita al suo progetto solista Prim nel 2020, registrando e producendo il suo primo singolo “Cheap Wine” in camera sua. Ad ottobre dello stesso anno pubblica il suo primo EP “before you leave”, seguito dall’LP “when monday comes” uscito a gennaio 2022 via WWNBB, entrami in inglese.
Dal 2013 muove i primi passi nella scena musicale modenese, suonando insieme ad alcune band locali. Con l’uscita del suo EP nel 2021, Prim ha l’occasione di intraprendere il suo primo tour suonando in città come Bologna, Roma, Milano.
ll 2022 segna un anno di evoluzione nella sua carriera: va in tour da headliner, in seguito alla pubblicazione del suo LP, organizzato da BPM concerti.
L’eco del suo disco risuona anche oltremare, al SXSW ad Austin (Texas) al quale viene chiesto a Prim di partecipare.
Non abbandonando le sue influenze internazionali, Prim decide di dedicarsi alla scrittura in italiano, seguita da Luca Jacoboni che produce e co-scrive i brani.
Nel 2023 apre il concerto di Vasco Brondi nel suo “Un segno di vita” tour e firma con Carosello Records, dando inizio al suo percorso musicale in italiano che culminerà con l’uscita del suo primo EP in italiano “Luna in acquario ascendente sagittario”. L’artista presenta l’EP dal vivo in due speciali appuntamenti il 14 novembre a Milano (Detune) e il 16 novembre a Modena (Vibra Club).
Disponibile, invece, da venerdì 13 dicembre, “Coming back from Marte” (Carosello Records) è il suo ultimo singolo. Il brano va ad unirsi alla tracklist del suo EP appena uscito.
Domenica 25 gennaio 2025, inoltre, suonerà dal vivo al Circolo Magnolia di Milano per LA NOTTE DEI CBCR.
Del brano appena uscito, del suo EP, dei suoi piani e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lei in questa ampia intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.
Veniamo all’attualità, “Coming back from Marte”. Cosa ci dici del tuo nuovo brano?
“Coming back from Marte” un tocco sonoro un pò diverso rispetto agli altri. Credo che trasmetta al 100% il senso di malinconia e disorientamento che provavo quando ero molto piccola e mio padre mi lasciava a casa con la sua compagna per dei viaggi di lavoro. Io voglio molto bene a questo brano e credo sia una chiusura perfetta per questo EP. Fa da ponte tra questo progetto “Luna in acquario ascendente sagittario” e quello che verrà.
Venendo proprio al tuo EP “Luna in acquario ascendente sagittario”, cosa rappresenta, per te, questo progetto?
Questo EP è il mio primo progetto in italiano, per questo è molto importante per me. Venendo da una scrittura in inglese ho dovuto imparare da capo come scrivere una canzone nella mia maniera cambiando lingua, e non è stato facile. Per questo sono molto affezionata a brani come “206” e “Ho paura di morire”, che sono i primi che sono riuscita a scrivere e che mi hanno aiutata a scollarmi dalla scrittura in inglese.
Parlando di “206“, il brano con cui ti abbiamo conosciuta all’interno del nostro portale, ti va di raccontarcelo?
“206” è un viaggio molto lungo, nel senso che ho iniziato a scriverlo nel 2022 e abbiamo – io e il mio produttore Luca Jacoboni – finito di scriverlo un anno e mezzo dopo. Per questo sono cambiate molte cose dal momento in cui avevo preso in mano la penna per scrivere questo testo la prima volta. È una breakup song, parla di una relazione finita e mi fa sempre piacere spiegare che “206 boschi interi che ho incendiato” è un gioco di parole per dire “tu sei duecento boschi interi che ho incendiato”, frase che è aperta all’interpretazione.
Tra quelli che vanno a comporre la tracklist, quale sceglieresti come brano più rappresentativo dell’intero ep?
Forse sceglierei proprio “206” perché è esattamente la canzone di Prim per eccellenza, sono assolutamente io in tutto e per tutto. E mi piace molto il ritornello, ok?
Più in generale, quali sono i messaggi e le emozioni che vuoi trasmettere con i tuoi brani?
A me piace che ogni persona che ascolta i miei brani riesca in qualche modo a renderli suoi. È un po quello che faccio io quando ascolto la musica, ovvero mi affeziono a un brano perché gli attribuisco un significato mio, personale, come se l’artista avesse scritto quella determinata canzone per me.
Come descriveresti la tua musica?
Pop triste.
C’è qualche artista che ha rivestito o riveste ancora oggi un ruolo importante nel tuo processo di evoluzione artistica?
Io ascolto per il 95% musica inglese-americana, quindi sono decisamente influenzata da quel mondo là che comprende artisti come Clairo, Phoebe Bridgers, Men i trust, The 1975 e pure Taylor Swift.
Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Con Giorgio Poi.
Guardando al futuro, cosa c’è in cantiere per il 2025?
Non lo so di preciso, ma sicuramente prevedo la scrittura di tanti altri brani. Spero un pò di concerti – tipo quello del 25 gennaio al Circolo Magnolia di Milano – e chi lo sa, forse nuova musica.
Più a lungo termine, dove ti vedi tra 5 anni?
Spero in una casa tutta mia, lavorando con la musica. Ma ovviamente è molto complicato per cui sono sempre attiva anche in altri ambiti e tra 5 anni spero solo di essere soddisfatta di quello che sono diventata.
Prima di salutarci, dunque, fatti un augurio per il futuro.
Irene, smettila di scrivere canzoni sulla tua famiglia sennò diventa un problema.
Grazie mille per la disponibilità. In bocca al lupo per il nuovo anno e per il futuro.
Grazie a voi.
Profilo Spotify dell’artista.
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