Intervista – Voce, parole, musica: KAPUT

Intervista all’autore e cantautore pugliese classe ’94, protagonista (con il brano “Provinciale) dell’episodio 634 della nostra rubrica #LFMConsiglia (9 dicembre 2024).

KAPUT è un artista pugliese classe 1994.
I suoi testi sono caratterizzati da influenze R&B, soul e urban pop. Nel 2017 esce il suo progetto personale Kaput Blue dove sperimenta e affina il suo gusto. Nei singoli usciti dal 2017 al 2021 condensa la sua ricerca musicale e definisce il suo stile che lo porta (2021) ad essere selezionato da Sugar Publishing per il Medimex Songwriting Camp, che vincerà.
Nel 2022 sente il bisogno di un restyling, i vecchi abiti gli abiti non vanno più bene e vuole scrivere di altre immagini. Decide quindi di cambiare: spostatosi a Milano, firma un contratto editoriale con Sugar Publishing e Doner Music, iniziando a scrivere brani per artisti che scalano le classifiche (Michele Bravi, Francesca Michielin, Alessandra Amoroso, Paola & Chiara, Matteo Paolillo e molti altri). Anche il suo progetto cambia nome e diventa KAPUT. La cifra stilistica resta R&B, il soul continua a sentirsi nella voce ed il groove urban nelle produzioni, ma i temi dei testi sono diversi, comunicano forte interesse per l’inclusività, l’autodeterminazione e per quegli attimi di quotidianità che regalano mood inaspettati. Il nuovo progetto ha una direzione chiara che si concretizza in nuovi inediti che rappresentano bene lo spazio che KAPUT intende occupare nel panorama italiano, con sonorità che mischiano le influenze passate con il sound attuale, carico di vibes elettroniche tipiche del clubbing.
“Provinciale” è il suo ultimo singolo, disponibile da venerdì 6 dicembre in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming, per Warner Music Italy / ADA Music Italy. 

Di tutto questo, e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Partiamo dal principio. Come ti sei avvicinato al mondo della musica?
In una maniera assolutamente naturale; posso ricordare di esser cresciuto con mia zia che da piccolo ballava e cantava con me le canzoni pop del momento fingendo di essere su un palco enorme. Ricordo che ci piaceva immaginarci come le più grandi popstar americane quali Mariah Carey, Whitney Houston e Stevie Wonder. Per me inizialmente è sempre stato un modo per divertirmi, col tempo ho capito potesse essere un modo per esprimere dei concetti anche più profondi.

Esiste un artista, un album o un brano che ha influenzato, più di tutti, il tuo avvicinamento a questo mondo?
Vi giuro che ci sono così tante cose ed artisti che mi hanno influenzato in qualche modo. Potrei dire che dentro me amo ancora le grandi voci (ispirandomi a Mina, Celine Dion e coloro citati su) perchè in fondo, non sapendo suonare così tanto bene, faccio tanto affidamento alla mia voce come strumento per scrivere qualcosa di interessante.

Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
I miei modelli d’ispirazione potrebbero essere persone che vivono la propria condizione da artista in maniera poco sovrastrutturata, semplice. Non in tutto ma almeno nella base della scrittura delle canzoni. Solitamente questi modelli per me, si nascondono nel mondo indie-cantautorale. Non mi sento di trovare un modello preciso di ispirazione ma senza dubbio mi piace la musica ben scritta e armoniosa, quella che a volte con poche melodie e parole riesce a comunicare direttamente una intenzione chiara.

Come descriveresti la tua musica?
La mia musica potrebbe essere un mix tra melodie un po’ più dolci contrapposte a quelle “da stadio” con un senso di unione. Nei testi cerco spesso di creare un ambiente di contesto nelle strofe ed un’atmosfera nei ritornelli che sia legata ad esperienze che ho vissuto per davvero, in cui io possa ritrovare una volta pubblicate le canzoni, delle persone che hanno vissuto momenti analoghi e che possano capirmi. Sembra una specie di terapia in effetti

All’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuto con il brano “Provinciale“.
Ti va di raccontarcelo?
Provinciale” è un brano che amo, parla di sensazioni, di un tempo passato (ma non troppo lontano) in cui la presenza della mia famiglia per intero, dei miei amici e di mia nonna bastava per sentirsi semplici e innamorarsi in una maniera genuina “italianissima”.

In quanto ultima uscita, “Provinciale” è sicuramente un pezzo che vale molto, per te e per il tuo percorso artistico. Tuttavia, guardando indietro, a quale altro tuo brano (pubblicato in passato) sei particolarmente legato?
Sono molto legato a “Panna e bignè” (scritta e cantata con quell’anima bellissima di Galea), “Amorezero” e “Verticale (tempo)”. Non posso non citare “Ti perdono di tutto (a la playa)” che giuro, mi ricorda tanto il 105 Summer Tour a cui ho amato tanto partecipare.

Esiste un brano di altri artisti, invece, che avresti voluto scrivere tu?
Ce ne sono troppi! [ride] In un preciso metaverso avrei scritto “Il mio canto libero” di Battisti in contrapposizione a “Viva Forever” delle Spice Girls.

A proposito di altri artisti, con chi ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Artisti all’ascolto, è il vostro momento di farvi avanti: mi piacerebbe tanto collaborare con Calcutta, Brunori Sas, Tiziano Ferro.

Prossimi passi? A cosa stai lavorando?
Sto lavorando ad organizzare dei bei live in giro per l’Italia e chiaramente ai miei prossimi brani, che voglio tanto mi aiutino a far conoscere dei lati di me e della mia famiglia (artistica e non).

Dove ti vedi tra 5 anni?
Tra 5 anni mi vedo quasi nello stesso spazio in cui sono ora; spero tanto di poter vivere questo “posto” con una consapevolezza maggiore e con crescita etica e sana. Al momento sono felice così, nel caso dovessero entrar delle cose ancor più grandi non potrei far altro che ringraziare ed approfittare.

Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima. 
Ciao a tutti ragazzi e grazie ancora.

Profilo Spotify dell’artista.

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