Intervista alla talentuosa artista classe ’99, tra i protagonisti dell’ultima edizione di Sanremo Giovani.
Moska Drunkard, nome d’arte di Cristina Rizzo, è una giovane artista classe 1999. Originaria di Erice (TP), da diversi anni vive a Siena, pur mantenendo un forte legame con la sua terra d’origine, la Sicilia.
Da quattro anni fa parte del collettivo artistico “Lighthouse Records”, un gruppo di artisti rap e pop-urban della provincia di Siena che dà grande rilevanza alla sfera dei live, nato appunto con l’obiettivo di esibirsi dal vivo ovunque sia possibile.
Ad agosto di quest’anno ha trionfato al Festival Green Valley Pop Fest, organizzato da Radio 105, esibendosi a Trapani accanto a grandi nomi della musica italiana. Inoltre, quest’anno ha firmato con l’etichetta Oltresound Label, fondata da Silvia Vavolo, con distribuzione Believe Music Italia.
Lo scorso autunno è stata tra i protagonisti dell’ultima edizione di Sanremo Giovani, accendendo alla fase dei live e ben figurando ed ottenendo ottimi riscontri, con il suo brano “TRINACRIA” (canzone d’amore dedicata alla sua famiglia e alla sua Sicilia, scritto dalla stessa Moska insieme a Silvia Vavolo e Marco Giordano, in arte Giordan).
Ecco cosa ci ha raccontato in questa interessante intervista.
Partiamo dalla tua recente partecipazione a Sanremo Giovani: cosa, di bello, ti ha lasciato questa esperienza?
Sanremo Giovani è stata sicuramente l’esperienza più folle e formativa della mia vita; ho pianto tanto, ho riso tanto, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con tanti professionisti, la condivisione è il valore principale che questa esperienza mi ha lasciato.
C’è un ricordo particolarmente intenso di Sanremo Giovani che custodirai per sempre?
Questo percorso è caratterizzato solamente da ricordi intensi, ma uno più di tutti, quando la mia discografica e produttrice Silvia Vavolo di Oltresound Label. mi ha chiamata per comunicarmi che eravamo passate tra i 24 artisti ammessi alla fase dei live.
“Trinacria” è stato il brano con cui hai vissuto questa avventura. Ti andrebbe di raccontarci la sua storia e il significato che ha per te?
“Trinacria” è famiglia, è amicizia, è radici, è l’incontro tra queste tre cose per me fondamentali; è nata nel 2020 ma è stata condivisa e conclusa in un pomeriggio di giugno davanti ad uno spritz. È cresciuta insieme a me.
Parlando più in generale della tua musica, come la descriveresti?
La mia musica è la mia valvola di sfogo, mi aiuta a buttare tutte le mie perplessità, paure, ansie e mi aiuta a rimetterle in ordine.
Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo percorso musicale e/o che continuano a ispirarti ancora oggi?
Ho sempre ascoltato qualsiasi genere musicale, a partire dal rap, passando per il metal e ancora per la musica house, ma attualmente i miei capisaldi sono Lazza e Madame.
Come nascono i tuoi brani? Qual è il tuo approccio alla scrittura?
I miei brani nascono da un’esigenza personale; sono arrabbiata? vado in studio e scrivo; sono triste? vado in studio e scrivo. Fortunatamente il 90% delle volte queste cose coincidono con le sessioni programmate [ride].
I live sono una parte fondamentale della carriera di un artista. A tal proposito, quanto contano per te e cosa provi quando sei sul palco?
I live sono per me la parte più importante dopo la dimesnsione creativa dello studio, mi fanno sentire libera, appagata, felice, mi danno una scarica di adrenalina di cui non riesco più a farne a meno.
Guardando al futuro, quali saranno i prossimi passi?
Non posso e non voglio spoilerare troppo i nostri prossimi passi, sono una persona molto scaramantica, però vi dico che siamo giornalmente chiusi in studio a lavorare sui nuovi pezzi.
Quali, invece, i sogni?
Il mio sogno rimane quello di calcare il palco dell’Ariston; lo scorso anno ci siamo quasi arrivati, quest’anno faremo ancora di meglio affinché questo sogno, mi sento di dire ormai comune, non rimanga più tale, ma si concretizzi.
A proposito di sogni, con chi ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Sicuramente le collaborazioni dei miei sogni sono Madame e Lazza, magari sulla stessa traccia.
Prima di concludere, qual è un augurio che vuoi farti per il futuro?
L’augurio che mi faccio per il prossimo anno è quello di ritornare a chiacchierare con voi, ma con una storia diversa, magari raccontandovi di quanto l’Ariston sia stato pazzesco.
Grazie per questa chiacchierata. Ti facciamo un grande in bocca al lupo e speriamo di risentirci presto.
Grazie a voi di cuore! Viva il lupo sempre!
Profilo Spotify dell’artista.
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