Intervista – Cercare e cercarsi: Simone Villa

Foto di Silvia Pozzati

Intervista al cantautore torinese protagonista dell’episodio 655 della nostra rubrica #LFMConsiglia del 19 febbraio 2025.

Simone Villa è un talentuoso cantautore torinese.
Fin da bambino manifesta un forte interesse per la musica, il teatro e lo spettacolo, passioni che approfondisce frequentando diversi corsi, con un’attenzione particolare al canto. Dopo aver conseguito la laurea in cinema, comunicazione e grafica, inizia a lavorare come grafico, prima a Torino e poi a Milano.
Parallelamente, sin dai tempi del liceo, si affaccia sulla scena musicale underground italiana, diventando frontman di diverse band indie, rock, pop e blues, tra cui i The Buskers street band, esibendosi come buskers nelle principali piazze d’Italia.
Nel 2023 avvia un progetto musicale innovativo, collaborando con il cantautore Mano Manita (coautore delle musiche) e il produttore Fabio Grande (già al lavoro con Lil Kvneki, Colombre, Galeffi, Maria Antonietta, ecc.). In quell’anno debutta discograficamente, pubblicando alcuni singoli e portando il suo progetto live su diversi palchi, sperimentando formazioni differenti, tra cui band, duo e trio con violino.

Il Villanesimo è una corrente di pensiero inclusiva che spinge l’individuo ad investire tempo, energie e soprattutto coraggio al fine di realizzare i suoi sogni.
È uno stato d’animo che abbraccia il godimento della vita e delle sue emozioni più pure ed essenziali.
È l’interrail dei propri sogni, una più che valida alternativa al posto fisso, allo smartworking, al tempo indeterminato.
Per plasmare questa alternativa è necessario approcciarsi alle passioni con entusiasmo, alla ricerca di ciò che siamo veramente.
Il Villanesimo è il sacrosanto diritto che ognuno di noi ha di esserci, provarci e viversi come più ha voglia di viversi, senza paranoie.

Disponibile dal 7 febbraio 2025 per The Noisy Factory e Needa Records, “Succo” è il suo ultimo singolo. Il brano racconta quei momenti in cui le persone non si capiscono o, forse, si comprendono fin troppo ed è descritto dall’autore come un “mix di all’interno di una centrifuga di vita e da versare in un bicchiere”: una serata qualunque, un posto carino, due persone, un gioco, una scommessa, metà genere “HappyVillanesimo”, metà genere pop cantautorale.

CREDITI
Testo: Simone Villa
Musica: Simone Villa, Fabio Grande, Marco Giorio
Studio registrazione: Fabio Grande (Roma)
Produzione e mix: Fabio Grande
Master: VDSS Recording Studio
Tastiere: Fabio Grande
Chitarra: Fabio Grande, Mano Manita
Copertina: Raffaella Petraccaro
Foto: Silvia Pozzati

Abbiamo approfondito questi temi e molti altri direttamente con lui in un’intervista davvero interessante.
Senza ulteriori indugi, vi lasciamo alle sue parole.

Ciao Simone, grazie per aver accettato questa intervista.
Partiamo dall’inizio: quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada? Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso?
Quando a 3 anni avevo un microfono scassato che collegavo alla tasca con un cavo (noto sistema di amplificazione in voga negli anni ’90) e andavo in giro per casa a cantare. Ciò che mi ha spinto a intraprendere questo percorso è la ricerca di me stesso, la voglia di trovarmi.

⁠C’è un artista, un album o una canzone che ha avuto un ruolo fondamentale nel tuo avvicinamento alla musica?
Il primo vinile che ho ascoltato, di Lucio Battisti: “La batteria, il contrabbasso, eccetera”.

⁠Chi sono, invece, i tuoi principali punti di riferimento artistici?
I grandi cantautori italiani da Mogol e Battisti, Gino Paoli, Dalla, Rino Gaetano. E anche i performer, Celentano, James Brown.

⁠Se dovessi descrivere la tua musica a qualcuno che non ti ha mai ascoltato, come la racconteresti?
La ricerca di sintetizzare come mi vivo la vita o come vorrei vivermela. O come dovremmo vivercela [sorride].
E poi direi di ascoltare i brani.

“Succo”è il brano con cui ti abbiamo conosciuto sul nostro portale. Ti andrebbe di raccontarcelo?
È una storia. Racconta di quei momenti in cui le persone non si capiscono o, forse, si comprendono fin troppo! È come un mix di emozioni all’interno di una centrifuga di vita, tutto frullato pronto da versare in un bicchiere e da gustare! Buonissimo!

⁠Tra i tuoi brani ne esiste uno a cui sei particolarmente legato?
Stai chiedendo ad un padre di scegliere quale figlio preferisce [sorride]…  Non posso farlo!

⁠Quale pezzo di altri artisti, invece, avresti voluto scrivere tu?
Tanti! Tra questi sicuramente “La mia vacanza” del mio amico Mano Manita.

⁠Se potessi scegliere una collaborazione da sogno, con chi ti piacerebbe lavorare?
Solo una?! Mi piacerebbe fare qualcosa con un artista completamente differente da me, per contaminarmi.

⁠Chi è Simone Villa oggi?
Sicuramente un individuo che ha voglia di continuare a cercare e cercarsi, attraverso esperienze, emozioni, musica e partecipazione.

⁠Dove, invece, vuole arrivare?
Vorrei portare il Villanesimo e le canzoni in giro, ovunque, farle arrivare a più persone possibile, farle divertire, emozionare, sognare, riflettere, innamorare.

⁠Grazie per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi delle bellissime domande.
Ci vediamo in giro! 

Profilo Spotify dell’artista.

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