Foto di Nicola Federico Onnis
Intervista all’artista cagliaritano classe ‘92, protagonista dell’episodio 658 della nostra rubrica #LFMConsiglia del 25 febbraio 2025.
Sereno, nome d’arte di Mattia Onnis, è un cantautore cagliaritano classe ‘92. Si avvicina alla musica fin da bambino, intorno ai sei anni, e a dodici anni inizia a suonare come batterista, esibendosi tra sale prove e palchi locali. Il suo percorso musicale lo porta a far parte di diverse band, spaziando tra pop-punk, indie-rock e hardcore, oltre a collaborare con altri artisti della scena cagliaritana. Con il tempo, sceglie di dedicarsi alla carriera solista.
Nel luglio 2024, pubblica il suo primo EP, “Violante, dimmi quello che vuoi”, che include i singoli “Violante” e “Di nuovo tu”. A novembre dello stesso anno, esce il brano “Fragole”.
Disponibile dal 14 febbraio 2025, Paletta” (XD Forever/The Orchard), è il suo nuovo singolo.
Il brano è stato prodotto dallo stesso sereno e rifinito insieme a Marco Blarzino, producer romano che ne ha curato anche il mix e il master.
Per approfondire la sua storia, la sua musica e i progetti che ha in serbo, lo abbiamo contattato per fargli alcune domande.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Ciao Mattia, grazie per averci concesso questa intervista.
Partiamo dall’attualità, ossia l’uscita di “Paletta”. Ci racconti questo pezzo?
Innanzitutto grazie a voi per lo spazio! Dunque “Paletta” è un brano che parla della difficoltà di lasciarsi andare, soprattutto in termini sentimentali, per via delle esperienze precedenti e di schemi mentali che spesso ci ingabbiano. “Paletta”, soprannome della Sabrina che nomino nel testo, è una sorta di cupido, un elemento esterno che con la sua genuinità infantile e la totale assenza di filtri distrugge tutte queste costruzioni.
Non vedevo l’ora di pubblicarla perché finora avevo mostrato solo una sfaccettatura di quello che scrivo, quella cupa e malinconica che rimane comunque più presente rispetto alle altre, però con “Paletta” ho potuto far sentire delle sonorità più spensierate e giocose con le quali mi diverto parecchio a prescindere da ciò che racconto.
C’è un tuo brano, pubblicato o inedito, a cui sei particolarmente affezionato? Se sì, perché?
Banalmente sono affezionato a tutte le canzoni che scrivo perché in ognuna ci lascio una parte di me però onestamente ci sono delle canzoni dove lascio una fetta più grossa e alle quali mi affeziono di più. “Paletta” è una di queste perché sono particolarmente affezionato alla persona che l’ha ispirata e al periodo in cui l’ho scritta e anche “Violante”, che rappresenta l’inizio di tutto.
Qual è il tuo processo creativo quando componi una canzone? Da dove parti nella scrittura?
Non c’è un processo preciso, a volte mi viene in mente un motivetto da cui parte tutto il resto, a volte una frase in particolare, un giro di accordi o un ritmo. Sono tutti pezzi di puzzle che non hanno una priorità e appaiono abbastanza casualmente quando meno me lo aspetto.
Se dovessi definire il tuo stile musicale, quali parole useresti?
Senza troppi fronzoli lo definirei pop, o indie pop se dovessi aggiungere almeno un termine.
Con Marco (Blarzino), mio amico produttore, ci divertiamo a inventare termini più appropriati come ad esempio “toy pop” o “candy pop” perché tendo a utilizzare suoni giocosi e brillanti.
Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo percorso musicale?
Io nasco come batterista quindi posso dire che le prime influenze sono state tutte sul rock, punk, e tutto quel filone anni ‘90, 2000. Però parlando di composizione quelli che mi hanno influenzato di più sono stati artisti italiani come Gazzelle, Tommaso Paradiso, Calcutta, Cremonini e tanti altri.
Con quale artista, invece, sogni di collaborare in futuro?
Ti faccio due nomi che per me stanno sullo stesso piano: Cremonini e Elisa. Mi piace puntare in alto…
Guardandoti indietro, ad oggi, quale reputi essere il momento più importante del tuo percorso?
Quando ho preso la decisione definitiva di lavorare al primo singolo, “Violante”, scritto nel 2015 e pubblicato a fine 2023. Ci ho messo un po’, quasi dieci anni passati a non sapere se iniziare questo percorso per via di tante ragioni.
Spostando lo sguardo sul futuro, quali saranno i prossimi passi?
L’uscita dell’album che rappresenterà la chiusura di questo arco narrativo legato alla figura di “Violante”, che spero di riuscire a portare dal vivo il più possibile durante quest’anno in cui vorrei anche pubblicare qualcosa oltre il disco.
Prima di salutarci, qual è la domanda che mai nessuno ti ha fatto e a cui vorresti tanto rispondere?
Avrei potuto scegliere la domanda di prima sulla collaborazione dei miei sogni ma già che ci sono faccio una variazione di quella direttamente chiedendomi “Con quale artista che non c’è più avresti sognato di collaborare?” e rispondendo “Chester Bennington”.
Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie mille per queste domande ragazzi, a presto!
Profilo Spotify dell’artista.
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