Intervista – Moretti racconta “nomi cose città”

Entriamo nell’ultima parte della tracklist con “Maria”.
“Maria” l’ho scritta dopo i fatti di Cutro, quando per l’ennesima volta il mare ha ingoiato circa un centinaio di persone partite da qualche porto libico o turco. È l’unica canzone esplicitamente politica. Mi disgustò vedere urlare il proprio cordoglio in tv, lasciando i pescatori e i cittadini del luogo a contare i cadaveri e a piangerli come fossero figli loro. Mi sono chiesto se una canzone come questa sia una forma di esorcismo, un attenuante per limitare la propria responsabilità, oppure una forma di cronaca solidale, nella quale gli imputati vanno indicati chiaramente e le vittime raccontate nella maniera più umana possibile. La risposta è che ogni azione personale è politica, e la solidarietà non è un sentimento da buon cristiano ma uno strumento politico preciso. Se eventi come questi accadono bisogna parlarne nella maniera più cruda possibile, scandalizzando e colpevolizzando chi poteva e non ha fatto nulla.

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