Foto di Sara Sacchetto
Intervista all’artista emiliano classe ’97, protagonista dell’episodio 694 della nostra rubrica #LFMConsiglia dell’1 luglio 2025.
provinciale è un artista indie pop emiliano, classe ’97.
Capace di trasformare momenti quotidiani in confessioni intime, la sua scrittura oscilla tra malinconia e lucidità. Racconta una generazione sospesa tra analogico e digitale, tra le melodie dei cantautori italiani e i ritmi dell’urban contemporaneo. Con uno stile personale e ibrido, intreccia chitarre acustiche, synth notturni e paesaggi sonori da viaggio, dando voce a chi si sente estraneo anche nei luoghi più familiari. Fa parte di quella che si può definire l’era del post-indie: una sensibilità nuova, che eredita l’emotività del cantautorato e la modernità delle produzioni internazionali.
Nel 2024 pubblica “Nel posto giusto”, il suo primo EP: un viaggio nella ricerca ostinata di un luogo in cui potersi sentire pienamente se stessi. Un luogo che spesso non è geografico, ma emotivo. E forse, anche sbagliato.
Il 26 settembre, invece, è uscito “Giorni Contati”, il suo nuovo singolo di PROVINCIALE.
La produzione di Simone Sproccati e la scrittura a quattro mani con Francesco Paone danno forma a un impasto riconoscibile, chiaro esempio del suo stile.
CREDITI
Eseguito da: PROVINCIALE, Heysimo
Scritto da: Alessandro Luisi, Francesco Paone, Simone Sproccati
Prodotto da: Heysimo
Di questo nuovo brano, della sua musica, dei suoi progetti (con una anticipazione di quello che succederà a breve) e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa interessante intervista.
Senza dilungarci oltre, dunque, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Partiamo con “Giorni Contati”, il tuo nuovissimo brano; ti va di raccontarcelo?
“Giorni Contati” è nato in un periodo in cui mi sentivo fermo, nonostante fossi nel bel mezzo di un tour e reduce dall’uscita del mio primo EP, “Nel Posto Giusto”. Forse ero sovraccarico di stimoli e, appena ho rallentato un attimo, mi sono sentito perso, come se questa magia della musica avesse davvero i “giorni contati”, appunto.
Avevo una sessione di scrittura in quel periodo e, anche se era un po’ che non andavo in studio, avevo solo l’inizio di una strofa, presi comunque la bici e andai da Heysimo. Era inizio primavera e, lungo il tragitto, mi fermavo a osservare le persone continuando a canticchiare tra me e me melodie a caso. Ad un certo punto è è saltato fuori l’inizio del ritornello, che ho subito appuntato.
Arrivato in studio, oltre a Simone c’era anche Francesco Paone. Gli raccontai come mi sentivo in quel periodo e lui si riconobbe perfettamente nelle mie parole. Da lì abbiamo chiuso il ritornello e lavorato sulle strofe, ampliando il concetto dei “giorni contati” non solo alla musica, ma anche alla vita di tutti i giorni.
Nel singolo affronti il tempo come un debito che cresce. Da dove nasce questa riflessione?
Sarà che vado verso i trenta e mi pento di aver lasciato la musica chiusa in un cassetto per tanto tempo. Ho paura che crescendo possa perdere quella spontaneità con la quale affronto la musica, quella spensieratezza di chi non si aspetta niente.
La frase del ritornello “Rimandiamo ancora questi giorni contati” è molto potente; ti va di raccontarci il significato che gli attribuisci?
“Rimandare questi giorni contati” significa trovare la forza per continuare un percorso anche quando tutto ti sembra remare contro. Arriverà la fine, è inevitabile, ma finché troverai anche un solo motivo per continuare, fallo.
Parlando più in generale della tua musica, quali artisti, italiani o internazionali, hanno avuto più impatto sulla tua crescita musicale?
Mi sento un minestrone, al quale viene aggiunto ogni tanto un ingrediente nuovo. Ultimamente sono in fissa da una parte con Dijon, e dall’altra con Lucio Dalla. In generale gli artisti che mi hanno influenzato di più sono Post Malone, Frank Ocean, Tyler The Creator, Zucchero, Jovanotti… chissà cosa salterà fuori a fine cottura.
Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Mi piacerebbe molto anche solo vedere come lavora Mk.gee
La provincia è per te un marchio di fabbrica. In che modo ha influenzato la tua musica e la tua visione artistica?
La provincia inevitabilmente mi influenza sempre quando scrivo, alcune volte sembra proprio suggerirmi le parole. Mi sento molto legato alla natura, alla campagna, all’afa estiva e ai banchi di nebbia. Mi piace perché la provincia è semplice, priva di sovrastrutture, un po’ come la mia musica schietta, diretta, cruda, e altre volte introspettiva, delicata, romantica.
Qual è la scintilla che di solito accende la scrittura di un tuo brano?
Di solito parto dal titolo o da una frase che ho sentito o letto. Ho una nota sul telefono piena di titoli di canzoni che mi piacerebbe scrivere, ogni tanto attingo da quella.
Dal tuo primo EP a oggi, cosa senti di aver imparato di più su te stesso attraverso la musica?
Grazie alla musica ho conosciuto le persone con le quali suono tuttora. Sono loro ad avermi insegnato la pazienza e la dedizione che ci sta dietro ad uno strumento. Io non ho mai studiato musica, sono stato sempre un po’ naif in questo, alcune volte mi sento in prestito ad un mondo che non mi appartiene, altre invece penso che non saprei dove altro incanalare quello che ho dentro se non nelle canzoni.
Guardando al futuro, quali saranno i prossimi passi?
C’è un secondo EP in uscita, a Novembre, si chiamerà “Momento Sbagliato”,sarà il continuo del mio primo EP “Nel Posto Giusto”. Un disco molto più intimo e confidenziale dove ho approfondito il mio rapporto con il tempo.
Quali, invece, i sogni?
Il mio sogno è quello di poter suonare il più possibile in giro assieme alle persone che amo e che vorranno far parte di provinciale, sperando che ogni membro abbia in futuro una propria carriera di successo, perché se la meritano.
Prima di salutarci, c’è una domanda che nessuno ti ha mai posto, a cui invece vorresti rispondere?
Qual’è il tuo dinosauro preferito?
È il plesiosauro, mega versatile.
Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi, spero di non avervi asciugato troppo.
Profilo Spotify dell’artista.
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