Little Pieces of Marmelade: fuori l’album “Mexican Sugar Dance”

Foto di Francesco Torresi

Disponibile dal 10 ottobre 2025, “Mexican Sugar Dance” è il nuovo album dei Little Pieces of Marmelade, fuori per Astralmusic.

Anticipato dalla folle visione di “Family Therapy“, l’album è interamente scritto, composto, registrato e prodotto dai LPOM – duo composto da DD e Frankie Wah – nel loro studio a Filottrano (Ancona).
Dodici tracce nate senza calcoli, spontanee, vive, urgenti, canzoni la cui forza è in una scrittura istintiva e in una ricerca sonora autentica, che non rincorre le mode ma prova a travolgerle, come un istante congelato a mano, grezzo e sfaccettato, che riflette la forza cruda e sorprendente della dimensione dal vivo, molto cara ai LPOM.

CREDITI
DD: Voce, Batteria, Piano, Wurlitzer, Synth, Percussioni
Frankie Wah: Chitarra, Mellotron, Synth, Percussioni, Rec, Mix
Guido Andreani: Master 
Manuele Marani: Violoncello in “D33pthroat”
Sean Albain: aiuto traduzione testi
Artwork: Francesco “Frankie Wah” Antinori

Potente ed energico, quello dei Little Pieces of Marmelade è un rock contemporaneo con contaminazioni pop/noise, newpunk, blues e psichedeliche, come in “Mexican Sugar Dance” con le sue scariche ad alto volume e il suo sound diretto e attualissimo seppur figlio di un forte innamoramento per la musica degli Anni ’60 e ’70. Non tanto nostalgico, quanto legato a uno spirito avventuroso e libero: in quei dischi abbiamo sempre sentito una verità ruvida, capace di emozionare ancora oggi, e abbiamo cercato di trasferirla nel presente, con gli strumenti a nostra disposizione – raccontano i LPOM.Se DD ha sperimentato, rispetto ai lavori precedenti, altre modalità di scrittura e nuove sonorità batteristiche, inserendo Wurlitzer e synth analogici, Frankie ha giocato con tecniche di registrazione e mixaggio non convenzionali, riducendo la chitarra al minimo essenziale per renderla più incisiva. Il risultato è un disco fedele alla loro estetica lo-fi, volutamente imperfetta, scomposta, irregolare, con l’unicità della voce potente e graffiante di DD che si muove, al contempo, su linee melodiche trascinanti e immediate.

“Mexican Sugar Dance” è forse il nostro lavoro più libero e più vero. Di solito siamo maniacali in studio, ma questa volta ci siamo fatti guidare dall’istinto, lasciandoci andare a un divertimento raro. È uno di quei dischi nati senza piani precisi, ma dalle idee che arrivano a raffica e che si decide di inseguire. La scelta dell’inglese è stata inevitabile: le melodie erano già lì, primordiali, e avevano dentro quella lingua. Non volevamo imporci limiti o etichette. Abbiamo seguito un flusso naturale che raramente ci è capitato di catturare, ascoltato un’urgenza viscerale, prima ancora che artistica: quella di esprimerci senza filtri. Ed è proprio questo, per noi, il manifesto del disco: riconoscersi, accettarsi e darsi valore.

Il dialogo interrotto tra desiderio e disagio di “Family Therapy” apre la tracklist, per cedere il passo alla disillusione consapevole di “Fame“, dove spicca l’uso della viola come un fiore che sboccia solo quando il cuore, pur distrutto, è pronto a sentire di nuovo.

Segue l’esperimento algoritmico-emotivo di “Love“: un manifesto crudo di evoluzione, lucido, violento, necessario.

Poi l’esplosione lirica di “Sonic Bloom” tra poesia urbana e visioni surreali, dove ogni verso è una lama o un miraggio.

Il viaggio di “Glass Villain” è, invece, in una relazione in frantumi dove non si cerca consolazione, ma si accetta il crollo come parte del processo, una lotta contro le illusioni ma anche un requiem per le gioie perdute.

In “Qnew” frasi soniche e sconnesse, urlate dentro microfoni della chitarra, come a far passare la voce dentro un fulmine, la fanno diventare più ampia, cosmica, per spostare l’attenzione sull’impatto del suono che va oltre le parole.

La lentezza catartica di “Doomy” è quella di un rosario laico recitato mentre tutto si sfalda, mentre il canto allucinato di “Sniffing Stars” è un’ode agli spiriti inquieti che surfano il flusso dell’esistenza, senza mai perdere il controllo o almeno senza farlo sembrare troppo. 

D33pthroat” è un respiro ingoiato nel buio, un racconto non detto ma sentito, di forza che nasce dal silenzio, e lascia poi spazio al fluido gioco di immagini e parole di “Path of Glory”, tra sogno e realtà.

Tocca poi alla psichedelia destrutturata di “Sad Funk“, come un sussurro fratturato, la danza storta di un corpo che ricorda un ritmo che non c’è più. Per chiudere, la title track 

Mexican Sugar Dance“: un ritratto in musica dell’epoca che viviamo, una visione per la quale non servono parole ma quanti più distorsori e fuzz possibili su una chitarra Hofner vintage trasformata in un’antenna vivente che inizia a catturare persino i rumori più sottili della stanza. Quello che si ascolta – batteria, ronzio, lamenti – è pura corrente elettrica distorta e annichilita. Non è un brano, è un collasso sonoro. La chiusura di un mosaico di sfumature che racconta quello che siamo oggi, senza preoccuparci di piacere a tutti.

L’autenticità, forza e divertimento che caratterizzano questo disco saranno protagonisti del Mexican Sugar Dance – Tour, organizzato da Crox Concerti, che vedrà i LPOM il 31 ottobre a Novara al Big Lebowski, il 1° novembre a Bologna al Freakout, il 18 dicembre a Milano al Biko, il 19 dicembre a Torino al Capodoglio, il 17 gennaio a Roma al Monk, il 7 marzo a Pratola Peligna (L’Aquila) al Garbage Live Club, con altre date in arrivo.

BIOGRAFIA
I LPOM sono “DD” aka Daniele Ciuffreda (voce, batteria, pianoforte, synth) e “Frankie Wah” aka Francesco Antinori (chitarra, basso, synth, seconda voce). Compagni di lunga data, suonano insieme da oltre 10 anni unendo grunge, punk blues e psichedelia in un sound ruvido e potente. Dopo un primo EP autoprodotto, nel 2020 esce l’omonimo album d’esordio prodotto da Giacomo Fiorenza. In quello stesso anno partecipano a X Factor Italia conquistando il secondo posto, mentre nel 2021 sono in tour nei club italiani registrando numeri sold-out. Nel 2022 esce l’album Ologenesi al quale seguono due anni di tour infuocati, palchi calcati con un’energia profonda e un periodo prolifico di scrittura che ha generato idee, bozze, visioni sonore. Il 2025 è l’anno del ritorno con il brano Family therapy, pubblicato il 27 giugno, e con una serie di date estive organizzate daCrox Concertimentre il 29 agosto esce il secondo singolo La Band.
Mexican Sugar Dance è il nuovo album dei LPOM fuori dal 10 ottobre per Astralmusic.

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