Intervista all’artista clesse 2000, protagonista dell’episodio 722 della nostra rubrica #LFMConsiglia del 16 settembre 2025.
GioveDiMaggio è un artista trentino nato nel 2000.
La sua musica spazia dal pop al rap, dall’elettronica alla canzone d’autore, creando un linguaggio personale e unico un approccio versatile e in continua evoluzione.
La collaborazione con il produttore e sound engineer Fabio Zanolini ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, permettendogli di trasformare la sua passione in una ricerca sonora profonda e emotiva.
Con ogni nuovo brano, GioveDiMaggio continua a definire e reinventare la sua identità artistica, trasmettendo la sua voglia viscerale di fare musica e raccontare storie. Il suo sogno di artista sta prendendo vita, e il futuro promette nuove esplorazioni e creazioni musicali.
“Andare via” è il suo ultimo singolo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 12 settembre 2025.
Con sonorità che uniscono leggerezza e profondità, il brano diventa la colonna sonora perfetta per chi ha voglia di cambiare, di sentirsi visto. E magari anche di perdersi un po’, purché sia insieme.
Di questo pezzo e di tanto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Partiamo da “Andare Via”, il tuo ultimo singolo. Come nasce e cosa rappresenta per te questo pezzo?
“Andare via” è nata come un’idea di fuga, ma non da qualcosa di preciso. Più che altro dalla routine, dalle abitudini che ci portiamo dietro ogni giorno. Quando canto “ho mille idee per la testa, ma bevo sempre il solito caffè”, parlo proprio di quella sensazione di voler cambiare tutto, ma restare comunque fermi, sempre dentro lo stesso giro. Non è una lamentela, è più una consapevolezza. Il pezzo per me è un modo per alleggerirmi, per evadere un po’ e vivere con più leggerezza. La scrittura è arrivata in modo super spontaneo. Ero in macchina, stavo andando da Fabio, e ascoltando un type beat mi è venuta quella botta di entusiasmo che ti fa prendere il telefono e buttare giù idee al volo, con la paura di perderle. Appena arrivato gli ho fatto sentire la top line del ritornello e lui ha subito immaginato il vocoder e i vocal chops per il drop. Ci siamo gasati subito entrambi, e da lì il brano ha iniziato a prendere forma.
Nel testo racconti che a volte non serve un luogo preciso per sentirsi a casa, ma la persona giusta. Da dove arriva questa riflessione? È ispirata a un’esperienza personale?
Per me rappresenta una persona concreta, ma per chiunque può essere quella figura che ci trasmette sicurezza, serenità, felicità e voglia di vita. Quando hai la fortuna di avere qualcuno/a così accanto, sono dell’idea che puoi andare ovunque, basta lei/lui che resti al tuo fianco. Per me questa persona è rappresentata dalla mia ragazza. Io sto vivendo una relazione a distanza e sto imparando davvero tanto da questo. Cambiamo le nostre abitudini di continuo e quando ci vediamo, uno entra nella routine dell’altro. Riusciamo a trovare la nostra stabilità in un apparente disordine. Per noi “casa” è dove stiamo assieme, dove condividiamo una passeggiata, una chiaccherata, una cena fuori. Sembra tanto “romantizzata” come cosa, ma perché non possiamo vivercela così?
Detto questo io nella musica ce la metto tutta per portare nella forma più sincera e spontanea possibile quello che è il mio vissuto. Ritengo di aver fatto una buona canzone nel momento in cui trasmetto un messaggio, lasciando ovviamente la libera interpretazione. Se trasmetto qualcosa sono il ragazzo più contento del mondo.
“Andare Via” è anche una canzone che invita a rallentare. Tu, personalmente, come riesci a ritrovare equilibrio nei momenti di corsa o confusione?
Scrivere e cantare di questo tema nasce prima di tutto da un bisogno personale: ricordarmi che non devo sempre correre o inseguire qualcosa, ma che a volte è fondamentale fermarsi e prendersi uno spazio per sé. Credo che tutti abbiamo bisogno di momenti in cui staccare, respirare e ritrovare le energie. Io ce la faccio con la musica e passando del tempo con chi mi fa sentire bene.
La collaborazione con Fabio Zanolini sembra essere stata un punto di svolta nel tuo percorso. Com’è nato il vostro legame artistico e cosa pensi che abbia aggiunto al tuo suono?
Fabio ha un ruolo fondamentale nel mio percorso, è riuscito a trovare la sintonia giusta con me e con la direzione che abbiamo deciso di prendere a livello musicale. Credo sia bravissimo in quello che fa e senza di lui non avrei un margine di crescita completa, mi ha, e mi sta facendo scoprire davvero tanto e di questo ne sono tanto grato. Quello che cercavo fin dall’inizio era una persona con cui sentirmi bene e collaborare assieme, per dare voce alla mia musica e alle sonorità che condividiamo. Cercavo fin dall’inizio qualcuno come lui e mi sento molto fortunato ad averlo incontrato, gli devo tanto. Stiamo creando tantissime belle cose.
La tua musica abbraccia pop, rap, elettronica e canzone d’autore. Quanto è importante per te non avere confini di genere e poter cambiare pelle di volta in volta?
Da qui a un paio d’anni fa sento di aver fatto tanta, ma tanta, esperienza di musica e sono contentissimo e super entusiasta di ciò che sto diventando. La musica mi ha aiutato a crescere e a conoscere persone fantastiche. Motivo per il quale io sarei più spinto a dirvi che il mio stile musicale è in continua evoluzione e ricerca, così lo è sempre stato almeno. Ora, a differenza di prima, sento di avere una direzione, e a questo devo ringraziare con tutto me stesso Fabio, ha avuto la pazienza e la sintonia giusta con me, mi ha preso e aiutato a capire la strada che ora abbiamo deciso di percorrere. È una direzione spontanea, piena di vita, sincera, e la cosa che ritengo più importante è che voglio riuscire a trasmettere ciò che più sento.
Guardando indietro, qual è la tappa del tuo percorso che ritieni più significativa per la tua crescita artistica e personale?
Onestamente credo sia questa la tappa del mio percorso che ritengo più significativa. Sto sperimentando con la direzione giusta ed un’identità più consapevole. Continuo a mettercela tutta.
Cosa rappresenta per te scrivere e fare musica oggi?
Con la musica riesco a dare un significato a quello che sento e a quello che vivo. Mi sento fortunato perché sono riuscito a trovare la mia valvola di sfogo. Oggi per me la musica rappresenta un messaggio.
Esiste un artista, un album o un brano che consideri una vera e propria bussola nel tuo viaggio musicale?
Se devo essere sincero, ho davvero tante influenze. Diciamo che le principali si avvicinano al cantautorato italiano, però ho anche un sacco di contaminazioni — dal rap al pop-rap, fino a roba più internazionale. Se dovessi dire al volo qualche nome, direi Jovanotti, Cremonini, Vasco, Alfa, Olly, Psicologi, Post Malone, Frah Quintale, Drake, Concato, Battisti, Pino Daniele, Mecna, Tredici Pietro, Tedua… in generale tutta la scena genovese di adesso mi ispira un sacco. Mi piace anche tanto l’elettronica — ascolto roba tipo Avicii, NOTD, e anche cose più techno. Poi ci sono Bruno Mars, Justin Timberlake, Bad Bunny, Quevedo… insomma, un bel mix. Quello che mi colpisce di tutti questi artisti è la loro attitudine: sono veri, autentici, spontanei. È una cosa che ammiro un sacco e a cui punto anch’io. Alla fine influenzano un po’ tutto quello che faccio, perché sono gli artisti che ascolto ogni giorno.
Se dovessi raccontare GioveDiMaggio a chi non ti conosce ancora, con quali parole o immagini lo descriveresti?
Mah, direi che è un pischello con un sogno nel cassetto, così come tanti altri, ma per cui vale la pena darci un ascolto per capire quello che ha da dire e quello che vuole trasmettere. Trova nel fare musica la sua voglia di vivere e cerca di raccontare la sua vita guardandola con gli occhi di chi osserva il bicchiere a volte mezzo pieno e a volte mezzo vuoto, ma sempre con uno spiraglio di giovane speranza. È innamorato e vuole capire perché. È curioso di sapere se può essere capito e se ha la forza di trasmettere un messaggio a chiunque voglia ascoltarlo.
Guardando avanti, progetti futuri?
Mi gaserebbe un album…
Prima di salutarci, la nostra classica domanda: qual è il tuo feat dei sogni?
Aiuto ne avrei mille… Bad Bunny.
Grazie mille, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi, viva il lupo!!!!!
Profilo Spotify dell’artista.
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