Foto di Virginia Bettoja
Intervista all’artista protagonista dell’episodio 709 della nostra rubrica #LFMConsiglia, del 13 agosto 2025.
Montegro è il nome d’arte di Daniele Paolucci, cantautore, autore e polistrumentista originario della provincia abruzzese e trapiantato a Roma.
La sua musica unisce l’attitudine narrativa della canzone d’autore a sonorità pop e contemporanee, con testi che raccontano storie intime capaci di evocare emozioni collettive.
Nel 2021 ha collaborato come autore con Max Gazzè, firmando il brano “Un’altra adolescenza “contenuto nell’ultimo album del cantautore romano, e nello stesso anno ha aperto alcune date del “La matematica dei rami tour”, duettando con Gazzè in location prestigiose come lo Sferisterio di Macerata e L’Aquila.
Nel 2023 ottiene una menzione speciale dal Club Tenco in occasione di Musica contro le mafie con il brano “Occhi stanchi”, riconoscimento che ne ha sottolineato l’impegno autoriale. Nel 2024 pubblica il singolo “Rumore” e partecipa come opening act a una tappa del “Buona Fortuna Tour” di Ermal Meta a Pescara.
Il 22 marzo dello stesso anno esce “Fare di meglio”, il suo primo EP, seguito da un tour nei piccoli club italiani.
Dopo “Benedetta malinconia” e “Ci balli su”, Montegro arriva “Vita Bellissima”, title track che anticipa il suo primo album, uscito il 24 ottobre 2025.
“Vita Bellissima” è un concept album composto da otto brani dalla matrice stilistica comune: il progetto nasce dall’esigenza di esplorare nuovi linguaggi rispetto ai lavori precedenti, con una scrittura che prende ispirazione dalla chitarra classica e dalla musicale popolare spagnola, reinterpretate in chiave contemporanea.
CREDITI ARTISTICI DELL’ALBUM
Testo: Daniele Paolucci
Musiche: Antonio di Santo – Daniele Paolucci
Produzione, mix e master: Antonio di Santo
HANNO SUONATO IN QUESTO DISCO:
Antonio Di Santo (Bassi, Drums e Produzione in tutto il disco)
Daniele Paolucci (Chitarre e Voci in tutti i brani del disco)
Domenico Daniele (Tromba in: Ci Balli Su, Benedetta Malinconia, Grattarti La Schiena, Tutto Banale, Abbracci Da Via Casilina, Cerco Di Te)
Kaze (Cori in “Ci Balli Su”)
Distribuzione: Artist First
Edizioni: Big Time Edimusica
Ufficio stampa e promozione: Big Time Edimusica
Booking/Management: Alpaca Music / Edoardo Bettoja
L’abbiamo contattato proprio in occasione di questa nuova uscita, per conoscere ancora meglio l’intero album, con uno sguardo anche a quello che è stato (il suo percorso) e a quello che sarà (prossimi passi del suo cammino).
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Prima di addentrarci nel tuo nuovo progetto, ci piacerebbe partire dalle origini: come e quando hai capito che la musica sarebbe stata il tuo modo di esprimerti?
Mi sono avvicinato al mondo della musica da piccolissimo, con lo studio della chitarra classica a 6 anni, ho iniziato per gioco e non ho mai smesso, non credo che ci sia stato un giorno preciso in cui ne ho preso coscienza, ma essendo sempre stata parte della mia vita ho sempre usato la musica come modo per esprimermi
Guardando indietro al tuo percorso, tra collaborazioni importanti come quella con Max Gazzè e riconoscimenti come la menzione speciale del Club Tenco, quale tappa reputi più significativa per la tua crescita artistica?
Sono due esperienze bellissime che ho incontrato nel mio percorso, collaborare con un artista del calibro di Max Gazzè è stato senza dubbio uno dei momenti più importanti, ho avuto modo di imparare tanto in pochissimo tempo e ma anche la fortuna di vedere in che modo i grandi artisti si approcciano alla musica nel quotidiano
Arriviamo a “Vita Bellissima”, il tuo nuovo nonchè primo album. Cosa rappresenta per te questo disco, a livello personale e professionale?
Per quanto mi riguarda la pubblicazione del primo disco ha un significato molto importante, non è soltanto una raccolta di canzoni, è un concetto, un’identità, per questo ho aspettato diverso tempo prima di decidere la forma e il colore dell’album, guardandolo ad oggi da un’angolazione diversa sento che riflette in pieno la mia persona e il mio modo di fare musica.
Questo progetto si configura come “un viaggio tra cantautorato e suggestioni sudamericane”. Da dove nasce il desiderio di fondere queste due anime e quali influenze musicali ti hanno guidato nella scrittura?
La fusione di questi due mondi non era prevista inizialmente, o per lo meno non sono partito con una direzione definita, sperimentando e cercando colori ho trovato la dimensione proprio nei mondi che mi appartengono da più tempo e che fanno parte del mio percorso musicale, ossia quello del cantautorato e della chitarra classica, percussiva/flamenca.
C’è un filo conduttore che lega tutti brani?
A livello di tematiche è un disco che spazia in diversi angoli della società odierna, dalle relazioni sociali, a quelle economiche e relazionali. Il filo che lega tutti i brani è sicuramente l’universo sonoro, 8 brani avvolti e immersi negli stessi colori, ci tenevo a concepire il disco come un viaggio.
Sul piano sonoro, hai scelto un approccio analogico e interamente suonato, con strumenti come chitarre classiche, trombe e archi. Quanto è importante per te preservare la componente “umana” e artigianale nella produzione musicale?
Mi approccio alla musica in modo nudo e crudo, vengo dal mondo della musica “suonata” quindi per quanto mi riguarda credo che preservare il lato “artigianale” sia fondamentale per la propria identità artistica.
La title track, “Vita bellissima”, sembra racchiudere il senso più profondo dell’intero disco.
Ho scelto questo titolo perché racchiude un po’ tutto il macro-concetto del disco, “Vita Bellissima” è una provocazione, è un’ironia, vuole trasmettere tutta l’apparenza della soceità in cui viviamo, che ci ammalia con una bellezza, finta, superficiale. Con il preziosissimo contributo di Ludovica Fantetti abbiamo cercato di riportare questo concetto anche nella copertina del disco.
Il tuo linguaggio musicale sembra in continua evoluzione: quanto conta per te la ricerca sonora e la voglia di uscire dai confini di genere?
Sentirmi in continua evoluzione sia dal punto di vista musicale che testuale mi stimola molto, credo che la ricerca, la contaminazione di mondi musicali più o meno vicini al proprio siano il fulcro della creatività. Spero di mantenere questa sensazione di continua evoluzione negli anni.
Hai portato la tua musica in diversi contesti live, dai club ai palchi dei tour di artisti affermati. Che rapporto hai con il palco e cosa rappresenta per te la dimensione dal vivo?
Esibirsi dal vivo per quanto mi riguarda chiude un po’ il cerchio di tutto il percorso che c’è stato in precedenza, dalla scrittura dei brani, alla produzione. Rappresenta l’ultimo anello di una bellissima catena.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi del tuo percorso?
Per ora voglio godermi il viaggio di questo disco, dietro c’è più di un anno di lavoro e adesso ciò che più mi sta a cuore è vedere questo disco camminare fuori dagli ambienti nei quali è nato, sicuramente uno dei progetti fondamentali è quello di portarlo dal vivo il più possibile, anche per esigenza personale.
Prima di salutarci, la nostra domanda di rito: qual è il tuo feat dei sogni, l’artista con cui ti piacerebbe collaborare un giorno?
Ascolto tanta musica sia per contaminazione che per ricerca, colgo l’occasione per nominare un progetto artistico che mi ha influenzato tanto nella scrittura di questo disco: Hermanos Gutierrez.
Grazie, è stato un grande piacere.
Grazie a voi.
Profilo Spotify dell’artista.
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