Intervista – L’emozione pura di Costanzo Del Pinto

Intervista al cantautore e polistrumentista classe ’92 Costanzo Del Pinto.

Costanzo Del Pinto è un cantautore Pop e polistrumentista classe 1992 di Portocannone (CB).
Nel 2012 vince il 1° Premio cantanti ed il Premio Speciale come miglior autore al Festival Internazionale “Speranze d’Europa” a Sochi (Russia) e il podio nel NEW WAVE FESTIVAL in Lettonia con 30 milioni di telespettatori. Nello stesso anno vende 10.000 copie in Russia, Lettonia e Italia con il suo primo EP contenente 3 brani di cui 2 inediti: “Se vuoi” e“Destinazione via”.
Nel 2013 entra come titolare nella classe di Amici di Maria De Filippi, accedendo successivamente nella fase del serale, in squadra blu, capitanata dal direttore artistico Miguel Bosè. Nel 2016 pubblica il singolo “Vivi il momento”.
Nel 2017 incontra Dodi Battaglia (Pooh) interpretando le parti principali dei loro grandi successi in più di 300 concerti con CD/DVD Live ufficiale.
Collabora in seguito con: Marco Masini, Stefano D’Orazio, Fio Zanotti, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Mario Biondi, Enrico Ruggeri, Maurizio Solieri, Mietta, Silvia Mezzanotte, Ignazio Boschetto, Fiordaliso.
Nel 2022 pubblica due singoli: “Senti che storia” e “Supersonica”.

Disponibile dal 31 ottobre 2025, “L’Ultima Sigaretta” è il suo nuovo singolo, brano in cui Costanzo si racconta senza maschere, con la voce intensa e graffiante che lo ha reso amato dal pubblico.“L’Ultima Sigaretta” è una confessione di libertà, il momento in cui si trova il coraggio di lasciar andare un amore,un dolore, una parte di sé.

Tra luci soffuse, fumo e malinconia, le sue parole bruciano come verità dette troppo tardi ma ancora necessarie. 

CREDITI
Autori: Antonello Carozza, Costanzo Del Pinto, Gioele di Tommaso.
EtichettaNEXTSTOP MUSIC PUBLISHING
EdizioniNEXTSTOP MUSIC PUBLISHING SRLS
Casa discograficaNEXTSTOP MUSIC PUBLISHING

La canzone rappresenta la colonna sonora di chi ha vissuto, perso e ora sceglie di ricominciare.
La nuova collaborazione con NEXTSTOP Music Publishing, porta Costanzo ad inaugurare una fase più matura e autentica del suo percorso, dove la voce incontra l’anima e ogni nota diventa racconto.
“L’Ultima Sigaretta” non è solo una canzone: è un addio che sa di rinascita, una ferita che diventa forza, un’emozione che resta.

Di questo brano, del suo percorso e di tanto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui, in questa interessante intervista.

Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Ciao Costanzo, partiamo dal tuo nuovo singolo: “L’Ultima Sigaretta” racconta un momento di liberazione e rinascita. Come è nato questo brano?
“L’Ultima Sigaretta” è nato in un periodo in cui sentivo il bisogno di chiudere un capitolo della mia vita e respirarne uno nuovo. Era come se avessi ancora un filo che mi legava a qualcosa che non mi faceva più bene, ma che continuavo a tenere stretto per abitudine. Scrivere questo brano è stato il modo per dirmi che potevo lasciarlo andare, come l’ultima boccata di una sigaretta che sai di non voler più accendere.

Quanto c’è di autobiografico nel messaggio della canzone e nel modo in cui l’hai raccontata?
Dentro c’è molta verità, direi inevitabilmente. Non è un racconto costruito, è la fotografia di un passaggio emotivo che ho vissuto sulla pelle. Ho trasformato sensazioni private in parole e suoni, perché credo che la vulnerabilità possa diventare un ponte con chi ascolta. Non tutto è letterale, ma l’essenza nasce da me.

In fase di produzione, come hai deciso di unire malinconia e forza in questo pezzo?
La malinconia era già lì, naturale, era il punto di partenza. La forza l’ho cercata nei suoni e nel ritmo, per dare movimento e speranza. Volevo che chi ascolta sentisse la nostalgia di qualcosa che finisce, ma anche la voglia di ricominciare. È come guardare una ferita che finalmente guarisce: fa male, ma è vita.

Guardando al tuo percorso artistico, quali esperienze ti hanno formato di più e perché?
Le difficoltà, paradossalmente, sono state le mie maestre migliori. Ogni volta che pensavo di aver finito le energie, ho scoperto risorse nuove. Anche i palchi piccoli, quelli davanti a poche persone, mi hanno insegnato a non risparmiarmi mai. La strada tortuosa, più della comodità. L’ esperienza che più mi ha formato è stata quella all’estero, perché mi ha costretto a confrontarmi con un mondo diverso dal mio, con nuovi suoni, nuove culture e nuove sfide che mi hanno fatto crescere come artista e come persona.

Hai collaborato con molti grandi artisti della scena italiana: quale di queste collaborazioni ti ha lasciato qualcosa di speciale?
Ognuna mi ha lasciato un tassello diverso, ma alcune sono state decisive perché mi hanno costretto ad alzare l’asticella. Lavorare con chi stimo mi mette davanti allo specchio: ti spinge a dare di più, a crescere, a non accontentarti. In particolare la collaborazione con Marco Masini mi ha lasciato un segno profondo per la sua autenticità, la sua verità umana e artistica. La cosa speciale è sempre l’incontro umano, prima ancora di quello musicale.

Ci sono degli artisti che ti hanno influenzato nel tuo percorso di crescita?
Sì, tanti. Alcuni li porto dentro da sempre, altri li ho scoperti più tardi, quando avevo bisogno di una nuova direzione. Mi ispirano quelli che sanno essere veri, che non hanno paura di mostrarsi fragili. Più che la perfezione, mi colpisce l’anima. Tra gli artisti che hanno avuto un peso importante c’è sicuramente Lucio Dalla, ma anche il rock in generale, Led Zeppelin, Aerosmith, i Bon Jovi, ognuno a suo modo, per energia, scrittura e profondità emotiva.

Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Mi piacerebbe lavorare con artisti che hanno una forte identità, indipendentemente dal genere, qualcuno che sappia rischiare, che non abbia paura di mettersi in discussione. In particolare mi piacerebbe collaborare con Zucchero, con Salmo e con i Pinguini Tattici Nucleari, tre mondi diversi che sarebbe bello far dialogare col mio.

Nel tuo stile c’è sempre equilibrio tra emozione e tecnica: come lavori per mantenere questa sintesi nei tuoi brani?
Cerco di partire dall’emozione pura, senza limiti né filtri. La tecnica arriva dopo, come un abito che deve vestire bene l’anima del pezzo. Non voglio che il controllo spenga la verità di ciò che sento, ma neanche che il sentimento resti grezzo. È un equilibrio che coltivo ogni giorno.

La tua musica trasmette storie e sentimenti intensi: quale messaggio speri arrivi principalmente a chi ti ascolta?
Vorrei che arrivasse l’idea che non siamo soli. Che anche nei momenti più bui c’è sempre un filo di luce da seguire. Se un mio brano diventa una compagnia, un conforto o un coraggio in più, allora il mio lavoro ha senso. La musica è un abbraccio che non ha bisogno di parole.

Guardando al futuro, progetti futuri?
Sto lavorando al mio album CoST e alle prossime pubblicazioni di singoli che arriveranno a breve. È un periodo di grande movimento creativo e sento che sta prendendo forma una nuova identità artistica, più matura e consapevole.

E per chiudere: qual è la domanda che nessuno ti ha mai fatto e a cui vorresti finalmente rispondere?
Forse nessuno mi ha mai chiesto cosa ho sacrificato durante la mia strada.
Ho sacrificato l’equilibrio che tanti danno per scontato, quello della routine, ma anche quello delle “certezze”.
Me ne sono creato uno mio, a modo mio, e spesso non va a genio con tutto. Ma è il mio modo di stare al mondo, ed è la base su cui sto costruendo tutto quello che verrà.

Grazie del tempo che ci hai dedicato, in bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi per l’ascolto, l’interesse e lo spazio. È bello potersi raccontare quando dall’altra parte c’è attenzione vera. A presto, con nuova musica e nuove storie da condividere.

Profilo Spotify dell’artista.

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