Foto di Antonia Portanova
“Ho avuto una disavventura“ è l’album d’esordio di FITZA, prodotto da Davide Lasala (SI! Boom! Voilà!) e Andrea Fognini, fuori dal 16 gennaio 2026 (per EDAC Music Group, distribuito da Believe Italia).
Nove brani che attraversano le vene più intime dell’artista tra alternative rock e grunge, fondendo potenza e vulnerabilità in un racconto generazionale. Un disco che cattura il momento in cui la giovinezza sfuma e la vita diventa ruvidamente reale.
Crescere significa inciampare nelle proprie paure mentre si cerca di capire chi si è davvero. “Ho avuto una disavventura“ racconta il passaggio incerto tra la giovinezza e l’età adulta che sembra non arrivare mai del tutto. È il momento in cui si impara a convivere con le proprie contraddizioni senza giustificarle, a riconoscere le ferite chiamandole per nome: FITZA, in sostanza, canta la rabbia e la vulnerabilità di una generazione che non si vergogna più di sentirsi stanca e inadeguata.
Il disco attraversa paesaggi sonori diversi, mescolando l’intimità dei Radiohead, la ruvidità dei Nirvana e la forza emotiva di PJ Harvey. FITZA alterna momenti di calma a esplosioni di elettricità istintiva, tra chitarre distorte e linee vocali che sembrano confessioni sussurrate e urla liberatorie. L’intero progetto è un percorso di autodeterminazione artistica: ogni brano è un piccolo atto di resistenza contro l’indifferenza del crescere, un modo per restare umani anche quando la vita adulta bussa alla porta con il peso delle sue responsabilità.
Nella tracklist scorrono frammenti di vita e di dolore comune. “A tono” canta di rapporti sbilanciati, di relazioni tossiche e della necessità di affrontarle consapevolmente, mentre “Divento matta“, unico singolo dell’album, sprofonda nel disagio delle incomprensioni familiari e dei sensi di colpa, con la paura di “Farti Male“ a fare da sfondo. “Felice“ ammette la leggerezza dell’adolescenza e indaga la dipendenza controllata dal piacere, al contrario “Inspira“ racconta del momento di tensione che precede il caos. Con “Ho paura di uscire la notte“, la voce di FITZA si fa fragile e nuda, affrontando il tema della violenza di genere. In “Imitazione“, invece, racconta il dolore e la vergogna personale di assomigliare proprio a chi ci ha feriti. “Unica parte” riflette sull’autosabotaggio, accompagnando l’ascolto al suo culmine con la title track “Ho avuto una disavventura“, grido sincero che racchiude il senso dell’intero disco: la paura del futuro, il peso delle aspettative e la necessità di imparare a cadere, ci insegna a rialzarsi con consapevolezza nuova, ma soprattutto adulta.
Nel suo album d’esordio FITZA consegna un lavoro autentico ed emotivo, che ammette di avere ancora tanti quesiti davanti a sé. Dentro ci sono le notti insonni, le incomprensioni familiari, e la tenerezza di chi vive intensamente: un manifesto generazionale per chi si sente perso ma continua a cercarsi, tra chitarre distorte e singhiozzi sospesi.
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