Intervista – Alla scoperta dei GIOVEDÌ

C’è un artista che senti particolarmente vicino o che ha influenzato il tuo modo di fare musica?

Simone: il mio primo grande amore è sempre stato Stevie Ray Vaughan, anche se nel tempo le mie influenze stilistiche sono cambiate più volte, fino ad arrivare ad artisti come Andy Timmons, Lari Basilio e Allen Hinds, per la loro grande capacità espressiva. 
Pit: difficile trovarne uno solo, ultimamente sto apprezzando molto il batterista dei Television, Billy Ficca, poco materiale disponibile su di lui ma davvero di qualità, apprezzo in particolare il suo approccio non convenzionale alla batteria post-punk.
Giulio: John Mayer è colui che mi ha spinto a cominciare a scrivere le mie canzoni con la chitarra, per citare un italiano invece, Pino Daniele. 
Leo: soprattutto nell’ultimo periodo, gruppi indie-rock statunitensi (come Pavement, Wilco) o i classici del brit-rock (Stone Roses), per la loro capacità di creare melodie semplici ma geniali. In Italia il numero uno indiscusso rimane Battisti.
Luca: da un punto di vista del mio strumento, il basso, ho sempre cercato di avvicinarmi ad uno stile melodico, tra il tenere il tempo e mettere quelle due note in più. Mi ispiro molto a Paul McCartney e Glenn Cornick, bassista dei primi 3 album dei Jethro Tull.

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