Foto di Pippo Moscati
Un lavoro che segna un momento di transizione, maturazione e consapevolezza, in cui l’urgenza emotiva diventa forma, struttura e visione.
Anticipato dai singoli “tu non vuoi nessuno”, prodotto con Dardust, e “infinito”, prodotto da BRAIL con l’add prod dei Leavetheclub, “la ragazza che suonava il piano” è il nuovo EP di prima stanza a destra, disponibile in digitale e in formato cd il 6 marzo per Sugar Music, con un unico feat. di Drast nella traccia “2 am”.
I nuovi brani dell’EP sono accompagnati da diversi visual girati da Bianca Peruzzi tra le strade, i quartieri e la metro di Parigi, che vedono come sempre protagonista l’attrice Rae Ilorn.
Dopo l’acclamato EP d’esordio “AMANDA”, che ha acceso i riflettori sul giovane produttore napoletano facendo in poco tempo diventare virali i suoi brani, “la ragazza che suonava il piano” mostra un’evoluzione nel suo percorso con un’attenzione più netta alla scrittura e alla forma canzone. Se AMANDA viveva di frammenti, suggestioni e brevi versi ripetuti come mantra, qui le canzoni si aprono, respirano e si strutturano, rivelando un’identità più definita e un immaginario musicale più ampio e imprevedibile.
Questo EP rappresenta tanti miei colori, c’è dentro tanta musica che avevo in testa e che sognavo di riuscire a realizzare da quando ho iniziato questo percorso. Il filo rosso che unisce i brani è probabilmente l’urgenza con cui sono nati, sono tutte canzoni nate e finite nel giro massimo di un pomeriggio e questa cosa per me ha un valore molto grande, soprattutto c’è tanta emotività che sono riuscito a canalizzare in musica nel modo che riusciva a rispecchiarmi di più.
Queste le parole di prima stanza a destra, che anche questa volta sceglie l’anonimato, rinunciando a mostrare il proprio volto, per proteggere dall’ego ciò che conta davvero: la sua musica.
E lo fa attraverso una scrittura diretta, che non filtra le emozioni ma le espone con parole essenziali e accurate. Brani potenti, scritti di getto, frutto di un’intensa ricerca armonica e di un forte desiderio di sperimentazione, unite a un’attenzione meticolosa per i dettagli. Un universo sonoro in cui convivono synth pop e dream pop, intimità, malinconie eighties e incursioni inaspettate nel breakbeat e nella musica acustica.
Tra elettronica avvolgente, melodie pop memorabili e ritornelli killer, le otto tracce dell’EP si muovono lungo un percorso fatto di arrangiamenti ariosi, stratificati, luminosi ed energici, a tratti più malinconici, sostenuti da ritmiche pulsanti, accordi di piano morbidi e sognanti e tappeti di synth tridimensionali, capaci di tenere insieme fragilità e intensità. Il sound, vaporoso e immersivo, unito all’ormai caratteristico falsetto di prima stanza a destra, celestiale e dolente, veicola un’intensità emotiva rara.
Un EP che fonde alla perfezione la grazia eterea di Sufjan Stevens, l’elettronica minimale e introspettiva di James Blake e il suono cinematico degli M83, costruendo un paesaggio sonoro intimo, contemplativo ed elegante, che fa emergere nell’ascoltatore la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di fresco, nuovo e assolutamente inedito nel panorama italiano.
Frutto di ascolti trasversali, dalla musica classica e di virtuosi del pianoforte come Franz Liszt all’elettronica anni ‘80 e dei primi anni 2000, “la ragazza che suonava il piano” è dedicato a una musa ispiratrice che attraversa i brani senza mai farsi pienamente afferrare. Una figura femminile idealizzata ma profondamente concreta, che come una Silvia leopardiana genera e guida il caos emotivo dell’artista. Una musa che a tratti è rifugio dall’inquietudine, unica presenza capace di rendere il domani meno spaventoso (ho paura del futuro), forza calmante (Liszt), alleata (migliore amica), a tratti presenza destabilizzante indisponibile emotivamente (tu non vuoi nessuno). O ancora, fantasma notturno e principio identitario (2am), desiderio ostinato e proiezione verso il futuro (ad ogni costo), protezione e compagnia quotidiana (accanto a me), fino a diventare orizzonte assoluto e promessa di eternità (infinito).
“la ragazza che suonava il piano” è un album d’amore, paura, attesa, speranza. Emozioni personali, raccontate con semplicità disarmante e precisione rara, che diventano sensazioni universali, vissute da chiunque abbia amato, atteso, desiderato.
Dopo il debutto nei principali festival estivi, al MI AMI, La Prima Estate e Locus Festival, e le aperture a due artisti d’eccezione come James Blake a Torino e Fred Again nella sua Napoli, in piazza del Plebiscito, davanti a 15.000 persone, prima stanza a destra sarà in tour nei club a marzo 2026: quattro speciali appuntamenti, organizzati da D’Alessandro & Galli, in programma il 20 marzo all’Arci Bellezza a Milano (sold out), il 22 al Locomotiv a Bologna, il 24 al Monk a Roma e il 26 al Duel Club a Napoli.
CREDITI
ho paura del futuro
scritta da prima stanza a destra
composta da Ben Romano, prima stanza a destra, Iacopo Sinigaglia
prodotta da Ben Romano con add-prod di prima stanza a destra, BRAIL
© Sugarmusic Publishing Srl, Puro Srl
tu non vuoi nessuno
scritta da prima stanza a destra
composta da prima stanza a destra, Dario Faini
prodotta da Dardust, prima stanza a destra
© Sugarmusic Publishing Srl, Universal Music Publishing Ricordi Srl, DRD Srl
2 am (feat. Drast)
scritta da prima stanza a destra, Marco De Cesaris
composta da prima stanza a destra, Marco De Cesaris
prodotta da prima stanza a destra con add-prod di Drast
© Sugarmusic Publishing Srl, Puro Srl
Drast appare per gentile concessione di Bomba Dischi / Puro Srl
liszt
scritta da prima stanza a destra
composta da Gabriele Angelini
prodotta da Tenshi
© Sugarmusic Publishing Srl, Gabriele Angelini
migliore amica
scritta da prima stanza a destra
composta da prima stanza a destra, Iacopo Sinigaglia
prodotta da prima stanza a destra con add-prod di BRAIL
© Sugarmusic Publishing Srl
ad ogni costo
scritta da prima stanza a destra
composta da prima stanza a destra
prodotta da prima stanza a destra
© Sugarmusic Publishing Srl
infinito
scritta da prima stanza a destra
composta da Iacopo Sinigaglia, Vincenzo Raccuglia, Giovanni Amati
prodotta da BRAIL con add-prod di Leavetheclub
© Sugarmusic Publishing Srl, Sony Music Publishing (Italy) Srl
accanto a me
scritta da prima stanza a destra
composta da prima stanza a destra, Giovanni Ergi, Francesco Gastaldi
prodotta da Oddsphere, prima stanza a destra
© Sugarmusic Publishing Srl, 22 Srl
mix: Giovanni Vitulano, tranne “migliore amica” mixata da Luca De Gregorio
master: Alessandro Tsamis
foto cover/retro di Bianca Peruzzi e Rae Ilorin
foto interni di Pippo Moscati
BIOGRAFIA
prima stanza a destra è un luogo in cui esplorare le emozioni, rivisitare il passato e viaggiare con la mente. Dietro al progetto c’è un produttore di 22 anni, con testi immediati, un falsetto unico e uno stile di produzione sperimentale, il tutto condensato in una forma canzone asciutta e compatta. Ogni elemento della sua musica è un mantra.
Divenuto virale su TikTok con estratti delle sue canzoni (più di 3 milioni di like), ha pubblicato il suo EP di debutto “AMANDA”. Inizialmente composto da sette brani, l’EP unisce la sua scrittura a elementi elettronici. Il 25 aprile sono state aggiunte due nuove canzoni, “mi sento perso senza di te” e “basta”, che ha introdotto un sound più fresco e orientato alla dance. La canzone “ti amo” contenuta nell’EP è stata inoltre scelta per la collaborazione con Golden Years nella traccia “anche se ti amo”.
Durante l’estate 2025, prima stanza a destra ha iniziato la sua attività live, esibendosi al MI AMI, alla Prima Estate, al Locus Festival e come opening act di James Blake e Fred Again. A ottobre 2025 esce “Terapia” brano scritto insieme a Mecna e contenuto nel nuovo album del rapper, mentre a dicembre esce il singolo “Casa mia” che segna la collaborazione con Voga e 22simba. Tra novembre e dicembre 2025 escono i singoli “dimmi che provi quello che provo io” “paradiso” e “un altro anno”. Il 6 marzo esce il secondo EP “la ragazza che suonava il piano” anticipato da due singoli usciti a inizio 2026: “infinito” prodotto da BRAIL con l’add prod dei Leavetheclub e “tu non vuoi nessuno” prodotto da Dardust.
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