Intervista – Alla scoperta degli ITMI

Foto di Luca Secchi Oni Bakuu

C’è un artista che senti particolarmente vicino o che ha influenzato il tuo modo di fare musica? Perché?

Giorgio: direi Cannonball Adderley se volessi fare il figo ma sono molto legato alla musica leggera italiana e suono il sax quindi dico Rudy Trevisi, a cui si deve il magnifico sax anni ‘80 nelle hit di Vasco. Mi ha insegnato che il sassofono nella musica leggera non deve solo suonare, deve  cantare.
Lorenzo: Chad Smith da sempre. Anche se ho capito come fare musica davvero solo negli ultimi anni, grazie a musica un po’ più fighetta e raffinata.
Roberto: sarebbe riduttivo fare un solo nome perché le contaminazioni sono tantissime, ma per il nuovo  disco il punto di riferimento è stato Fabio Concato. Mi affascina il suo uso delle parole; ho preso  molto dalla leggerezza dei suoi testi, che non va confusa con la semplicità. Alcune nuove  canzoni sono nate proprio dopo aver studiato i suoi brani. È stata la “scintilla” creativa di questo  nuovo disco
Michael: Che mi ha influenzato tanto sono stati i RHCP, i Ministri, i Tre Allegri Ragazzi Morti,  i primi FASK, Linea 77… posso andare avanti per giorni interi. Insomma un elenco infinito  di artisti. 
Mi hanno influenzato perché quando ascoltavo quei dischi li sentivo riecheggiare in parti  diverse del mio corpo e della mia emotività e mi piacerebbe tanto che la nostra musica  abbia lo stesso effetto su chi ascolta. 

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