Intervista all’artista protagonista dell’epispdio 759 della nostra rubrica #LFMConsiglia, del 5 febbraio 2026.
SHABEL (Tigre in lingua Swahili) è il nome d’arte di Chiaraginevra Gariboldi, giovane cantautrice milanese.
Appassionata a ogni forma di musica sin da bambina, Chiara si avvicina subito al mondo dello spettacolo prima come ballerina in TV, poi come cantante e musicista.
All’età di quindici anni partecipa a Sanremo Junior, arrivando al primo posto. Nel rispettivo contest internazionale si esibisce al Teatro Ariston e vince il premio della critica.
Da sempre ispirata dal panorama musicale internazionale, comincia il suo percorso scrivendo brani in inglese, si trasferisce a Londra per un breve periodo e nel frattempo conclude gli studi laureandosi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Nel tempo si crea un buon seguito sui social e avvia collaborazioni con diversi brand.
Affiancata da Thaurus in questa nuova veste, ha dato vita vita al suo primo progetto in Italiano, una scarica di adrenalina in un mix di sonorità pop, trap e urban.
“Tutto Brucia” (Richveel / ADA Music), uscito il 30 gennaio 2026, è il terzo singolo del progetto (preceduto nella seconda metà del 2025 dai singoli “Aria” e “Puro Veleno”).
Scritta da Shabel insieme a Michael Consigli e Francesca Rigoni, e prodotta da Natan Mottadelli, Samuele Murdaca e Luca D’Angelo, “Tutto Brucia” è una power ballad dalle sfumature dark pop che accompagna in un profondo viaggio introspettivo attraverso le diverse fasi della perdita di un amore.
Di questo brano, e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lei.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Fin da piccola hai avuto un legame forte con il mondo dello spettacolo: come si è sviluppato questo percorso tra danza, musica e performance?
È un percorso che faceva parte di me ancora prima che ne fossi consapevole. Ho iniziato con la danza da piccolissima: da bambina ero un uragano, ballavo e cantavo per casa tutto il tempo.
All’inizio del tuo percorso, quali artisti o riferimenti ti hanno ispirata di più e ti hanno dato la spinta per continuare?
Ho avuto una fase iniziale in cui i miei idoli erano i grandi nomi della musica soul e R&B; in particolare, avevo una vera e propria fissa per Joss Stone, Nina Simone e Amy Winehouse. Oggi, invece, guardo a grandi artiste come Rosalía, Lady Gaga, Miley Cyrus e Billie Eilish: di loro mi ispira la straordinaria capacità di restare fedeli a sé stesse pur continuando a rinnovarsi e a sorprendere.
Ripensando alla tua carriera fino ad oggi, quali sono stati i momenti più importanti per te e cosa ti hanno lasciato, sia a livello umano che artistico?
Difficile individuare dei momenti precisi: più che altro parlerei delle diverse fasi artistiche che ho attraversato. C’è stata l’infanzia, quando ero ballerina in televisione e poi ho vinto Sanremo Junior, arrivando anche all’Ariston: una fase inconsapevole e magica, che artisticamente mi ha insegnato a restare nel momento e, umanamente, a custodire ancora oggi l’entusiasmo di quella bambina.
Poi c’è stata la fase del Conservatorio e del percorso in inglese, che ha cambiato profondamente il mio modo di vedere la musica e mi ha lasciato, credo, una grande sensibilità verso tutto ciò che ascolto.
Infine, l’ultima fase — quella che sto vivendo tuttora — è quella della consapevolezza artistica e della sperimentazione, e mi sta piacendo moltissimo!
Nel tempo hai costruito una presenza importante sui social; quanto è stato determinante questo aspetto per la tua crescita artistica?
Penso che capire fin da subito come rapportarmi ai social sia stato fondamentale per comprendere queste dinamiche, cosa significhi essere esposti mediaticamente e, per esempio, avere un feedback immediato sul mio lavoro artistico.
Poco fa hai fatto riferimento ad una fase in cui hai scelto di scrivere in inglese: cosa ti ha portata verso questa direzione?
Sono stata circondata e influenzata dal mondo anglosassone fin da bambina e, parlando inglese sin da subito, mi è venuto naturale scrivere i miei primi brani in questa lingua: mi faceva sentire libera di esplorare orizzonti più ampi, mentre l’italiano mi sembrava pormi dei confini.
Oggi quei confini mi piacciono e sono molto felice di scrivere in italiano, ma quella fase mi ha insegnato moltissimo e continua tuttora ad alimentare il mio processo creativo.
A tal proposito, come nasce questa nuova fase e cosa la rende diversa rispetto al passato?
Questa fase nasce dall’esigenza di mettermi a nudo: l’inglese, come dicevo prima, mi permetteva di spaziare con l’immaginazione, ma era anche un modo per sfuggire a me stessa. In questo momento, invece, non voglio restare in superficie, ma guardarmi dentro, e l’italiano ha proprio quella profondità che stavo cercando.
“Tutto Brucia” il tuo ultimo singolo segna un ulteriore passo in questo percorso: cosa racconta e che tipo di energia volevi trasmettere con questo brano?
Sì, “Tutto Brucia” è per me un brano importante: racconta la fine di un amore e il processo di elaborazione di questo “lutto”, ma in un’accezione diversa. Simboleggia la rinascita, la forza liberatoria di chi ha attraversato il peggio ed è riuscito comunque a restare in piedi con le proprie gambe.
A proposito di tuoi pezzi, tra tutte le canzoni che hai pubblicato finora, ce n’è una a cui ti senti particolarmente legata? Se sì, perché?
Sono davvero legata a ognuna di loro, ma “Tutto Brucia” ha sicuramente un posto speciale nel mio cuore, perché ascoltarla mi ricorda chi sono e cosa posso superare con le mie forze.
C’è, invece, una canzone di qualcun altr* che avresti voluto scrivere o interpretare tu?
Bella domanda, davvero tante! “Happier Than Ever” di Billie Eilish, “Vorrei” dei Lunapop e “Vienna” di Billy Joel sono tre delle moltissime [sorride].
Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
In Italia mi piacerebbe collaborare con Nayt, Mahmood ed Elisa, tra i tanti. All’estero sogno un feat con Billie Eilish (lo so, può sembrare scontato).
Prima di salutarci, guardando avanti, quali sono i prossimi obiettivi o progetti a cui stai lavorando?
Più che pratici, i miei veri obiettivi per quest’anno sono far arrivare la mia musica alle persone giuste, possibilmente sempre di più, e soprattutto conoscermi sempre meglio, mettendo sempre più a fuoco il mio progetto artistico per renderlo autentico in ogni sua sfaccettatura.
Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a voi, un saluto a tutti!
Profilo Spotify dell’artista.
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