Intervista – Gli “Impulsi Elettrici” di Tina Platone

Intervista alla giovane e talentuosa artista classe ’96, in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo.

Tina Platone è classe ’96, napoletana di origine, emiliana di adozione.
Il suo percorso musicale inizia nel 2015 sotto lo pseudonimo di Marta, progetto solista con il quale ha portato il suo indie folk primordiale in giro in tutta Italia.
Nel 2017, grazie all’incontro con Turo (Andrea Turone), inizia una fase di sperimentazione sonora che porta a risultati di carattere più elettronico e scuro, che ben si sposa con l’immaginazione di Tina, la quale dice di sé “Nella mente ho un mondo di idee, sto girando un film dentro la mia testa”.
Continuamente in fase di elaborazione, fino all’overthinking e il burn-out, questo progetto musicale ha lo scopo di sviscerare le vulnerabilità, di raccontare storie e considerazioni personali attraverso immagini sfocate e grane di pellicola.

Disponibile dal 29 Giugno 2022,  “Impulsi Elettrici” (Triginta) è il suo ultimo singolo.
Finalista di Music is The Beste vincitrice del premio Rockit Pro del contest musicale organizzato da Panico Concerti e la regione Emilia-Romagna, conclusosi lo scorso 19 Maggio, che le ha permesso di pubblicare il singolo “Luna d’Arancia”, Tina Platone torna con un nuovo brano, decisamente più scuro e intitolato “Impulsi Elettrici”.
Il brano si presenta come un dramma sexy, un ballo nella psiche tra i pensieri tristi di giornate no e quelli delle profonde epifanie che si manifestano nel dolore.

La mente è come una caverna decadente in cui vengono proiettate delle ombre, scrivere canzoni è un processo di rivelazione e guarigione.

CREDITS:
Produzione: Turo (Andrea Turone)
Mix e Master: JUICY (Marco Bergamini)
Label e MGMT: Triginta
Distribuzione: Believe Music
Foto e Artwork di @monanne.art
In copertina: Laura Carnevali

In occasione di questa nuova uscita, l’abbiamo contattata per porle qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Partiamo dall’ultima novità; ci parli “Impulsi elettrici”, il tuo ultimo brano?
“Impulsi Elettrici” è il mio secondo singolo, è un brano a cui tengo molto, metafora delle ombre che ogni tanto mi passano per la testa, soprattutto quando mi sento stanca e vuota mentalmente  fisicamente.

“Impulsi elettrici” arriva dopo “Luna D’arancia”, brano pubblicato lo scorso 12 maggio. Ti va di raccontarcelo?
“Luna D’arancia” è il brano che ho portato al Music is The Best, contest a cura di Panico Concerti e Needn’t. E’ un brano dalla produzione e melodia soffice, a tratti quasi allegra, in netto contrasto con le parole del testo che invece dipingono una condizione di depressione. Questa sorta di contraddizione è un effetto voluto perchè crea confusione, dissimula le parole. Spesso succede così, alcune verità non te le vuoi dire, non le vuoi sentire e se anche lo fai, magari continui a sbagliare strada, a fare sempre le stesse cose tossiche in loop, “dimmi dov’è la fine”. Per me è stato importante portarlo al contest, al di là della tematica che mai come in questi tempi è importante affrontare, perchè il fatto stesso di averci partecipato è stato un grande risultato per me, competere in maniera sana con altri, senza paura del confronto o complessi che fino a qualche tempo fa mi bloccavano. Con questo brano, ho raccontato un esperienza personale, l’ho fatto con mentalità e alla fine mi hanno anche dato un premio [ride]. Sono davvero contenta di questa esperienza!

Hai sottolineato come questi brani siano connessi tra loro; in che modo sono “l’uno conseguenza dell’altro”?
Diciamo che se in “Luna d’Arancia” si parla di depressione, “Impulsi Elettrici” è il momento della scossa, il momento in cui cerchi di riattivarti. In questo senso sono collegate tra loro, come fossero due tappe di un processo. Dal grido di “Dimmi dov’è la fine” di “Luna d’Arancia”, in “Impulsi Elettrici” “rispondiamo ai ruggiti”. In generale i brani scritti in quel periodo sono fotografie dell’evoluzione del mio stato d’animo e mentale. Ho passato momenti difficili con me stessa, confrontandomi con gli altri, ho cercato di crescere e maturare. E l’arte in tutto questo fa da diario, tiene il segno.

Facciamo un passo indietro. Ci racconti il tuo avvicinamento al mondo della musica?
Il mio percorso musicale inizia nel 2016, con la pubblicazione di un ep intitolato “Primo Piano”, sotto lo pseudonimo di Marta. Prima di questa piccola raccolta, facevo cover acustiche di canzoni rap e hiphop. Oggi è una cosa super sdoganata, ma quando ho iniziato io, su Facebook, era un’idea piuttosto originale, anche perchè ho sempre scelto brani non mainstream, artisti non (ancora) affermati. Quindi nessuno faceva le stesse cose che facevo io. Il primo ep è una raccolta di brani adolescenziali, autobiografici, e acustici. Piano piano mi sono allontanata da quel mondo, ho cambiato nome d’arte un po’ di volte, e adesso eccoci qui!

Quale tappa, del tuo percorso artistico, reputi essere la più significativa, fino a questo momento?
Lungi dal voler essere melensa, però artisticamente parlando credo che aver conosciuto il mio produttore Turo sia stata davvero la svolta. Musicalmente è estremamente versatile, ibrida generi e suoni con grande libertà, è cresciuto nella musica. In questi anni mi ha insegnato ad ascoltarla con orecchie più sensibili, più attente. L’immagine sonora della mia musica, l’equilibrio che si è creato in questa collaborazione, sono stati costruiti nel tempo, è frutto di tentativi e sperimentazioni. Non sempre è importante che le canzoni siano fighe e che funzionino, è più importante che siano personali e sincere e credo che nel nostro lavoro questo si noti. 

Esistono degli artisti da cui trai ispirazione?
Negli ultimi due anni Rosalia e Stromae, quelli che mi hanno colpito di più.

Con chi, invece, sogni di collaborare, un giorno?
Più che sognare una collaborazione, mi piacerebbe poter assistere a una writing session con Davide Petrella, sarebbe stra interessante!

Progetti futuri? A cosa stai lavorando?
Al momento sto chiudendo dei brani, sono tornata sul palco live e poi c’è un disco che ho in testa da un po’ e che voglio scrivere, ma prima ho bisogno di studiare e fare ricerche.

Dove ti vedi tra 5 anni?
Sono anni in cui se fai dei piani o ti crei delle aspettative, vai seren* che non sarà così.

Grazie Tina. In bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi!

Profilo Spotify dell’artista

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