Blumosso: “La Battaglia di Svevia”, il suo nuovo album

Fuori oggi (12 gennaio 2023), il secondo album di Blumosso: “La Battaglia di Svevia

La Battaglia di Svevia” è un lavoro che comprende nove brani in italiano e uno scritto in francese, accomunati tra loro da temi concreti e interiori. Nelle canzoni dell’album emergono scenari di vita quotidiana e la poeticizzazione degli elementi naturali come mare, cielo, terra e fiori. Descrivendo non solo l’indissolubile legame con la sua terra, il Salento, Blumosso apre la sua scrittura alle esperienze più personali includendo così anche i luoghi in cui l’artista si è formato, dove si svolgono le storie di cui canta. – dove vivo e ‘sento’  Rendendo elementi essenziali anche le situazioni più intime come: la festa del paese; il forno dove si fa il pane; gli spazi della casa; i luoghi dell’infanzia: come i campi brulli d’estate, sotto un albero di gelsi, quando si guardava in cielo e si notavano le scie degli aerei, e ci s’innamorava della ragazzina, venuta in vacanza dal nord. 

Il ritmo del disco segue un’onda discendente. È incalzante e veloce all’inizio, per poi ammorbidirsi nella seconda parte dell’album. Questa scelta simboleggia l’atteggiamento di Blumosso riguardo alla velocità e alla frenesia del mondo della musica di oggi.
– fino a un certo punto del mio percorso ho mantenuto il passo coi tempi, poi capendo meglio me stesso, ho compreso che l’arte necessita di tempo per venir fuori e ho rallentato, provando ad ascoltarmi, con sincerità. –

LA NARRAZIONE E L’INTIMITÀ DIETRO LA SCRITTURA.

Il titolo dell’album richiama un aneddoto dell’infanzia dell’artista, che spiega: 

– Da bambino, ero molto vivace. Spesso i miei genitori mi lasciavano a casa dei nonni e il nonno, quando facevo il monello, nell’estenuante tentativo di calmarmi, mi ammoniva: “Se non stai buono, per colpa tua, scoppia una battaglia, e muoiono persone!” La prima volta, dopo il trauma all’idea, gli domandai scettico: “E che battaglia scoppia?”, e lui: “La Battaglia di Svevia!” a quel punto, iniziavo a crederci per davvero, chiesi, dove si trovasse la Svevia; “alla Germania!” rispose mio nonno. Ed io, tranquillo e illuso: “ va beh, ma la Germania sta lontana!”, e sempre lui: “ Lontana o vicina, per colpa tua muore un sacco di gente; quindi fai il bravo!”; d’allora in poi, puntualmente, quando mi agitavo, lui tirava fuori la battaglia di Svevia ed io mi calmavo; e così questo disco, che ho scritto durante il lockdown (periodo per me, come per tanti, molto difficile), è stato come una cura; un antidoto per calmare le paure e le incertezze di quel momento; come mio nonno usava “La battaglia di Svevia” per tenermi buono; io ho usato la scrittura per frenare i mostri che avevo dentro – . 

Oltre all’aspetto narrativo e concreto di questa raccolta, si aggiunge e si mescola il lato introspettivo con il quale Blumosso cerca di far trasparire la voglia di sincerità nei rapporti di qualsiasi natura. È in queste immagini che l’artista ci rivela le sue emozioni: la felicità dei sentimenti, ma anche la paura legata a essi.

Come in un film porno brano d’apertura dell’album, parla delle paranoie legate alle scelte, come ad esempio il fare musica e le rinunce e difficoltà che ne conseguono. 
Dall’inizio alla fine, dal quale emerge il forte messaggio di speranza, che è sempre l’ultima a morire, ma anche la prima a rinascere. 
La stessa speranza e voglia di essere felici viene poi espressa tra le parole di In un posto dove ti sorriderò, che tratta di una perdita e della voglia di superare un difficile momento della vita.
Ci sono poi i volti che lasciano dentro tanti ricordi come il viso di una donna notata Al bar del corso; e ci sono i gesti come lo slegarsi i capelli, sempre di quella donna, che causano un’epifania che porta la memoria dell’artista presso La festa del Paese, ripensando alle persone lasciate andare nell’arco di tutta una vita. 

-I Ricordi sono indelebili: come quella spiaggia, a Chiatona, con i fumi dell’Ilva di Taranto in lontananza, descritta in Orbite, quando una persona mi disse “Vorrei strapparti gli occhi e metterli al posto dei miei, per vedere il mondo”. – prosegue l’artista – 
Quest’ album guarda tanto al passato, ma esprime anche molta speranza per il futuro. Canzoni fatte di ricordi, spesso dimenticati, che riaffiorano all’improvviso un giorno, magari mentre stai scrivendo, e allora riaffiora davanti agli occhi ciò che avevi dimenticato: tuo nonno e la Battaglia di Svevia, una donna, tuo padre e tua madre, quando andavi a correre ed ora non lo fai più, quella lezione di francese a liceo, oppure quando facevi l’amore disinibitamente come in un film porno, quando sognavi di essere te stesso. Come lo vedi tu!-

Di questo parlano le canzoni de La battaglia di Svevia: di vita, vissuta a Sud, e pensata dentro, ovunque.

L’ASPETTO GRAFICO

L’immagine del disco sarà legata al dualismo fuoco – cenere. La dicotomia sarà espressa soprattutto a livello visivo, attraverso foto e video che l’artista pubblicherà sui suoi canali, accompagnati da un percorso narrativo che spiegherà tutto passo per passo. 
– La creazione in generale, e nel mio caso la scrittura di una canzone, è frutto di una scintilla. È la vita che implica una combustione, ed è da quel fuoco che io creo: le mie canzoni, che poi restano, come la cenere rimane quando il fuoco si estingue, e vola chissà dove, nelle orecchie e a perdita d’occhio. –

IL PERCORSO PRODUTTIVO
La produzione del disco è iniziata nell’estate 2021, gli arrangiamenti dei brani sono stati curati da Blumosso stesso in collaborazione con il pianista e produttore Matteo “Bemolle” De Benedittis, musicista che ha collaborato nella sua carriera con Willy Peyote, Michele Cortese, Vipra, Malamore, ecc. Una volta terminate le produzioni dei brani, nel settembre dello stesso anno sono iniziate le registrazioni. 

Batterie, bassi, chitarre e voci sono state registrate presso il “Marmalade Studio” di Nardò, dal Fonico Francesco Bove (membro di I Nude), e sono state suonate rispettivamente da Gianmarco Serra (batterista degli Après la Classe); Pascone (bassista per Nu-Shu); e Michele Russo. 

Le chitarre acustiche sono state suonate da Matteo “Bemolle” de Benedittis e Blumosso. 

Tutte le tastiere, invece, sono sempre state suonate da Matteo “Bemolle” De Benedittis e Blumosso al Sudestudio di Guagnano, con il fonico Stefano Manca in regia. 

Da segnalare anche la collaborazione con musicisti esterni al progetto:
– Roberto Mangialardo – chitarrista de La Municipál e Mundial –  che ha suonato la chitarra classica in Al bar del corso e il mandolino in Orbite
– Gabriele Blandini, trombettista con Manu Chao, ha registrato tromba e corno francese in Al bar del Corso. 
– 
Alberto Manco, batterista de La Municipál, ha suonato le percussioni in Labbra.
– 
Raf Qu, de Le frasi incompiute di Elena, ha registrato le chitarre elettriche su Labbra.

Particolarmente interessante e appassionante è stata la collaborazione con Flavio Paglia, musicista e voce principale di I Nude. Anche lui sarà presente nel disco attraverso un duetto. Il brano che i due canteranno insieme s’intitola L’hiver. La canzone, in lingua francese, ha un’atmosfera molto intima e rispecchia la personalità di entrambi gli artisti nelle rispettive produzioni. Il brano non sarà un singolo, ma sarà accompagnato dall’uscita di un videoclip che ne permetterà una più ampia diffusione, anche sul mercato francese e internazionale. 

Tutti gli strumenti vintage utilizzati nel disco (farfisa, solina, wurlitzer, piani rodhes, mellotron, organetti, harmonium) sono rigorosamente analogici; l’utilizzo di tali strumenti è stato un processo di creazione del suono particolarmente appassionante. 

Concluse le acquisizioni, si è proceduto al mixaggio del disco, la cui fase è ancora in atto, presso “La Villetta Studio” di Lecce. Il mixaggio è curato da Marco Ancona: fonico e musicista di esperienza pluridecennale (ex voce e chitarrista dei Fonokit). 

TRACKLIST

  1. Come in un film porno
  2. Dall’inizio alla fine
  3. La battaglia di Svevia
  4. Un posto dove ti sorriderò
  5. La festa del Paese
  6. Orbite
  7. Le temps qui va (con Flavio Paglialunga)
  8. Al bar del corso
  9. Gelsi
  10. Labbra

BIOGRAFIA 
Blumosso, pseudonimo di Simone Perrone, è un cantautore, musicista e compositore pugliese. Da anni impegnato a promuovere la sua musica sulla scena regionale e nazionale, Blumosso è nato a Lecce nel 1987; la sua produzione s’inserisce nel genere musicale denominato pop d’autore. Dall’ascolto incrociato della discografia dell’artista, emerge con prepotenza l’immagine sonora di un’anima sfaccettata. Il suo primo disco è In un baule di personalità multiple, del 2018.  All’uscita dell’album segue Il tour in un baule, serie di live che l’artista ha tenuto in più di cinquanta live club, locali, e teatri d’Italia, per tutto il 2019. 
Nel 2020 pubblica un EP di cinque brani dal titolo Conseguenze, in cui spicca, Considerazioni sulla vita, canzone il cui videoclip animato è frutto della collaborazione con il cartoonista e regista di fama internazionale Hermes “Hem” Mangialardo. 
Con le canzoni pubblicate attraverso questi suoi primi due lavori, Blumosso viviseziona il sentimento, lasciandolo intaccato, in una sorta di analisi lucida e allo stesso tempo volutamente romantica e sognante dell’esperienza in generale. I suoi brani appaiono liberi di farsi ascoltare, nella semplicità cristallina di un cantato solitario e capace di valorizzare ancor più la penna. 
Dell’anno dopo sono La vita sognata, cortometraggio musicato e diretto, alla regia, dallo stesso Blumosso e Di questo è d’altri amori, l’ultimo lavoro discografico: un mini EP di 3 brani sulla tematica del rapporto di coppia.  

Blumosso è anche scrittore. L’artista ha pubblicato due romanzi. Debutta nel 2015 con Spremuta d’arancia a mezzogiorno [Editore Lupo], al quale segue Schiena Cucita [Kimerik edizioni] del 2020. 
Nei suoi lavori editoriali, ha creato il personaggio di Carlo Barrassi, un po’ l’alter ego dell’autore stesso (un ragazzo del Sud, rimasto nella sua terra, con le sue paure e frustrazioni, ma anche piccole felicità; in perenne crisi tra il voler fuggire via e il rimanere). Barrassi è protagonista costante nei romanzi di Perrone (aka Blumosso), ma è anche presente in 3 videoclip di Blumosso, a testimoniare la volontà dell’artista di mettere in piedi una personale dimensione creativa, un universo circolare, che si realizza attraverso l’interazione dei mezzi artistici a Blumosso più congeniali: la musica, la scrittura, il disegno e  il video.

Dal 2010 al 2015 ha collaborato come autore nei primi due dischi dell’artista salentino Antonio Maggio, vincitore nel 2013 del Festival di Sanremo, sezione giovani. Scritta da lui è il brano Stanco, che  l’artista Maggio canta con rapper partenopeo Clementino la Iena. 

A nome Simone Perrone è stato artista Carosello Records dal 2008 al 2010; ha vinto l’edizione 2007 del “Cornetto Free Music Festival”, aprendo nell’estate di quell’anno i concerti del “World Tour” di Zucchero Fornaciari; ha partecipato alla terza edizione di “The Voice of Italy”, collaborando con Piero Pelù; Nel brano Il peggio è passato, del 2016, ha duettato con Cesko, front men del gruppo salentino Après la Calsse; nel video del singolo Musica di m. è presente una breve comparsa del cantautore di fama nazionale Max Gazzé; è stato dal 2010 al 2015 leader della band Jack in the Head, con cui vince l’”Heineken Jemmin’ Festival” nel 2011. 

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