“città di vetro” è il primo ep in italiano di fil ricchiardi

Dopo l’apprezzato primo ep in inglese “checkpoint” – inserito nella playlist Spotify globale “Fresh Finds Pop”, che raccoglie tutte le migliori uscite internazionali indipendenti – il polistrumentista e cantautore fil ricchiardi annuncia la pubblicazione del suo primo ep in italiano “città di vetro”, in uscita oggi (venerdì 7 luglio 2023) per MITE, distribuita da ADA Music Italy.

L’ep “città di vetro”, prodotto dallo stesso fil ricchiardi insieme ai fidati Faberjé e Andy Mancini, è il culmine di un percorso interiore che l’artista ha compiuto attraverso i primi estratti “attore”, “argento” e “spaziotempo”, fatto di insicurezze, limiti e contraddizioni personali, che lo hanno portato infine alla risoluzione del problema: se si desidera la serenità, la chiave per raggiungerla è la trasparenza, la sincerità con gli altri e con se stessi. La città di vetro è un luogo all’interno del quale non si può che essere sinceri, perché in una città di vetro non esistono muri o barriere, non ci si può nascondere, ma solo specchiare. È quel luogo fisico, quella persona o quella situazione in cui ci sentiamo liberi di esprimerci come meglio crediamo. Tuttavia, la sincerità va maneggiata con cura, per questo la voce dell’artista rimane morbida e leggera, su produzioni che alternano chitarre e pianoforti a tappeti elettronici e synth.

TRACK BY TRACK

“pagine fa”

Il brano è una traduzione rivisitata del precedente singolo “Rush”, in cui l’artista esprime nuovamente il desiderio di riaccendere la sua emotività. Il brano non è solo l’anello di congiunzione tra il precedente progetto in inglese e quello attuale, ma una firma su un nuovo capitolo che non si dimentica delle sue origini.

argento

Scritta da fil ricchiardi, insieme al giovane cantautore iako, “argento” è dedicata al lato più sensibile e vulnerabile dell’artista, lontano dal machismo e vicino a una visione dell’essere che non differenzia tra femminile e maschile, ma li vuole uniti in un unico corpo.
Fil utilizza una metafora dimenticata, persa nei manuali degli alchimisti, per la quale l’oro simboleggia il sole, maschile, e l’argento simboleggia la luna, femminile. Uomo e donna insieme, per un brano caratterizzato da un dolce sound mellow, sognante, trascinato, a tratti malinconico.

“acqua nel deserto” (feat. Lieve)

“Acqua nel deserto” di fil ricchiardi in collaborazione con Lieve è un’ammissione di colpa, l’accettare di aver perso tempo in una ricerca inutile, come come voler trovare l’acqua nel deserto, senza pensare al fatto che si è partiti dall’oceano. Dall’unione dei due artisti traspaiono differenti sentimenti, come la frustrazione della ricerca ma anche il piacere quasi proibito di essersi spesi per compierla, accompagnati da una ritmica veloce e incalzante come l’ultimo scatto davanti al traguardo.

“spaziotempo”

Con “spaziotempo” fil racconta un rapporto indebolito da droghe e dipendenza. La sua metà, distratta dal fascino delle sostanze, trascura la relazione. Senza forze, la guarda da lontano, come stesse osservando la Terra dallo spazio, fluttuando senza essere in grado di muoversi per raggiungerla. L’artista rispecchia questo sentimento di rassegnazione con una produzione elettronica quasi psichedelica, che trasporta l’ascoltatore in un viaggio malinconico.

“attore”

Prodotta dallo stesso fil ricchiardi, insieme a Fabio Ariagno e Andrea Mancini, “attore” riporta l’eleganza contemporanea tipica dei suoi brani in un linguaggio nuovo.
L’artista osserva il suo modo di vivere dall’esterno e, come guardandosi allo specchio per la prima volta, si riscopre una persona chiusa, alienata e distaccata. La condizione dell’attore, che porta una maschera a seconda del personaggio che deve interpretare, emerge chiaramente nell’incapacità di far trasparire all’esterno il vero sé, portando l’artista a confondere la propria identità e quasi dimenticarsi chi sia veramente. Senza speranza, accettando questa condizione umana, fil si rivolge al vero se stesso nel ritornello, affermando: “crescerò senza di te”.
Mettendo in luce diverse anime sonore, la produzione del brano concilia il background musicale cantautorale e jazzistico di fil con una produzione elettronica, ispirandosi ad artisti come Mura Masa, Jamie xx e Disclosure.

BIOGRAFIA
Torinese per nascita e canadese per adozione, Filippo Ricchiardi vive in un clima artistico che lo porta fin da piccolo non solo a imparare a suonare violino, chitarra e pianoforte ma anche a costruirsi autonomamente i propri strumenti musicali. Scrive la prima canzone a 12 anni, prediligendo fin da subito la lingua inglese. A 16 anni Filippo decide di lasciare temporaneamente l’Italia per svolgere un anno di studio in Canada. Inizia lì a suonare come violinista in un’orchestra e come chitarrista in un complesso jazz, oltre a inaugurare l’evento “Coffee House”, una serie di jam session per giovani musicisti canadesi. Concluso il liceo, l’artista si trasferisce quindi ad Halifax, dove continua a studiare neuromarketing e composizione, inserendosi nella scena musicale locale e arrivando a collaborare con artisti del calibro di Toby Yellow. Nel 2022 fil ricchiardi sente l’esigenza di tornare a esplorare la sua lingua natale, scrive quindi i suoi primi brani in italiano, partecipa a X Factor 2022 e firma successivamente con ADA Music Italy (Warner Music). Nello stesso anno entra a far parte del roster dell’etichetta discografica MITE, pubblicando il singolo “rush” nel novembre 2022 e l’EP “checkpoint” nel gennaio del 2023, lavoro notato e inserito nella playlist Spotify globale “Fresh Finds Pop”, che raccoglie tutte le migliori uscite internazionali indipendenti.
Anche grazie alla collaborazione con i producer Faberjé e Andy Mancini, lo stile musicale di fil combina elementi tipici del songwriting indie, individuabili in artisti come Jeremy Zucker, ed elementi pop-elettronici, ispirati ad artisti come Mura Masa. Grazie al suo background classico e jazzistico, Filippo cerca anche di includere nella sua musica elementi melodici e armonici ricercati. La sua musica e il suo immaginario estetico raccontano situazioni di vita reale, personali o di cui lui è stato tramite, con eleganza, introspezione e ironia, traendo ispirazione anche dai film di Wes Anderson, sua ispirazione cinematografica.

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