Intervista ad uno dei protagonisti dell’ultima edizione di Sanremo Giovani, l’artista afro-italiano classe 1998 Sidy.
Sidy Casse, in arte Sidy, è un artista afro-italiano classe 1998 di origine senegalese.
Nato a Dakar in Senegal e cresciuto a Lumezzane in provincia di Brescia, nel 2017 partecipa all’undicesima edizione di X Factor; sulla scia di questa prima importante prova di palco inizia a costruire il proprio progetto musicale.
Grazie alla pubblicazione dei suoi primi singoli, alla partecipazione come corista nel tour di Mahmood del 2022 e alla partecipazione a due esclusive date italiane di Diss Gacha ai Magazzini Generali nel 2023, Sidy attira sempre più l’attenzione degli ascoltatori e degli addetti ai lavori. Sidy è stato corista nel brano “Paprika” di Ghali (Doppio Disco di Platino).
Chiude il 2024 con la partecipazione a Sanremo Giovani con il brano “Tutte le volte”, venendo anche selezionato tra i finalisti per il contest della Milano Music Week che gli ha permesso di esibirsi in occasione della festa di chiusura dell’evento, in apertura a Venerus.
La sua musica è caratterizzata da generi musicali diversi tra loro che hanno influenzato il suo stile, sempre più unico e personale. I suoi brani spaziano tra sonorità indie, pop, folk, urban e la sua musica si fonde abilmente con testi delicati, racconti di storie personali e di altri in cui il giovane artista si mette a nudo dimostrando una spiccata sensibilità.
Disponibile dal 17 gennaio 2025, “Brixia” (fuoriper l’etichetta Afromartian/Kama Records) è il suo ultimo singolo.
“Brixia” è un’intima ode alla propria città natale, Brescia, che dipinge un viaggio emotivo attraverso i vicoli della città lombarda. Il brano intreccia nostalgia e amore, raccontando ricordi e momenti che parlano direttamente al cuore degli ascoltatori.
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo da “Brixia”, il tuo nuovo singolo uscito da pochissimo. Come nasce?
Ho sempre avuto un certo amore per le canzoni che si dedicano alle città, dentro a quei testi.
“Brixia” inaugura il tuo nuovo anno, dopo un 2024 che si è chiuso con un bellissimo capitolo, Sanremo Giovani.
Ormai lo ripeto con una certa fierezza, è stata un’esperienza bellissima, mi ha permesso di capire a che punto del mio percorso sono, mi ha ricordato quanta strada ho fatto in questi anni di musica. Ho avuto la fortuna di incontrare belle anime artistiche e provare l’emozione di raccontarmi di nuovo davanti a tantissima gente, non nego di aver dovuto soffocare l’ansia in alcuni momenti, ma che esperienza sarebbe stata senza?
Cosa ti ha regalato, di bello, questa esperienza?
Una nuova visione di me stesso, per essere più corretti, una sicurezza maggiore, arrivare su quel palco è un po’ la conferma che la musica fragile è più forte di quanto ci si aspetti.
Ripensando a tutto quello che hai vissuto, qual è stato il momento più emozionante? Probabilmente il primissimo provino davanti alla giuria e Carlo Conti, in quel momento ho dovuto chiudere gli occhi e fare il primo passo senza sapere se ci fosse ancora terra sotto di me. Tutto sommato è andato molto bene alla fine.
Seppur importante, quella a Sanremo Giovani non è l’unica importante tappa del tuo percorso. Guardando indietro, quale altro momento reputi particolarmente significativo per te e la tua crescita artistica?
Ne ho parecchie di tappe significative, ho iniziato a suonare live già da ragazzino con la mia prima Band, da lì scalino dopo scalino mi sono ritrovato su tanti pianerottoli diversi. Ti dirò che la prima grande tappa forse è stata X Factor nel 2017, dove ho capito come rendere una mia “debolezza” un punto di forza, e togliendo Sanremo Giovani l’ultima grande tappa è stata seguire in tour uno degli artisti che più stimo in Italia, Mahmood, in quei mesi ho capito quanto impegno e quanta strada avevo ancora da fare, e non ne sono mai stato così felice.
Parlando della tua musica, come la descriveresti?
Senza scudi, mi piace che nella mia musica io mi senta come nel mio posto preferito, dove nessuno mi giudica e dove mi posso togliere le scarpe.
Esistono degli artisti a cui ti ispiri?
Tantissimi! Soprattutto perchè spesso mi affeziono più al brano che all’artista in sé, ma in casi come quello di Frank Ocean, Fridayy, Hozier, Emma Nolde, James Savage e altri.
Con chi, invece, sogni di collaborare, un giorno?
Nel Panorama Italiano sicuramente Mahmood (Manifesto) e Sally Cruz; se dovessi pensare all’estero tra i primi artisti che mi vengono in mente ci sono Leon Thomas e D4vd
Prossimi passi? A cosa stai lavorando?
In questi mesi sono quasi sempre in studio, sto lavorando al mio primo EP. Sono veramente tanto emozionato, ci sto mettendo tutto me stesso e spero riesca a far emozionare.
Chi è Sidy oggi?
Oggi Sidy è all’inizio, per lui è un nuovo inizio, per qualcuno lui ha appena iniziato. Sono cambiate tante cose da quando suonavo la tarantella a lezione di chitarra, e anche se faccio la stessa cosa da anni ogni giorno sembra qualcosa di nuovo.
Dove, invece, vuole arrivare?
Se posso continuare a parlare in terza persona, lui vuole arrivare al punto di non avere più niente da raccontare, vuole farsi capire e connettersi con chi emoziona con lui. Il suo grande sogno è sentire 1000 voci cantare con lui. Arrivato a quel punto, probabilmente ricomincerà da capo, e così finchè avrà fiato.
Grazie, è stato un piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie a te! Grazie di cuore e Daje tutta per il Lupo.
Profilo Spotify dell’artista.
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