Intervista al compositore e autore livornese TACØMA (protagonista in passato dell’episodio 85 di #LFMConsiglia del 26 maggio 2020), in occasione dell’uscita del suo nuovo EP “Tratto da una storia vera”.
Nome d’arte di Gabriele Centelli, TACØMA è un compositore e autore livornese, già attivo nel mercato discografico indipendente con il progetto Platonick Dive, con cui ha pubblicato quattro album ed effettuato tour tra Italia, Europa e Stati Uniti.
Si tratta di un “vecchio amico” del nostro portale, essendo stato protagonista dell’episodio 85 della nostra rubrica #LFMConsiglia con il brano “Nudi sul parquet”, del 26 maggio 2020.
I suoi testi raccontano storie reali di vita vissuta e fotografano il panorama dei nostri giorni, invitando chi ascolta a non fermarsi all’apparenza, ma a sentirsi libero di viaggiare e andare oltre l’orizzonte, lasciando importanti spazi per interpretazioni personali.
Ha, inoltre da poco aperto la pagina Bandcamp in cui ha inserito il suo primo album “PANORAMA+” (2021), che ha totalizzato più di un milione di streaming su Spotify, e la raccolta di tutti i singoli usciti dall’esordio (2019) ad oggi. La raccolta dei singoli si intitola “Future Nostalgia”.
Dopo la collaborazione con Mike Posner in “Signor Nessuno”, ha inaugurato una nuova era più libera, più elettrica, più autentica. Un inno alla sincerità, al coraggio e alla rinascita personale.
Disponibile dal 6 febbraio 2026 “Tratto da una storia vera” è il suo nuovo EP.
Si tratta di un EP di cinque tracce che rappresenta uno dei lavori più intimi, consapevoli e radicalmente autentici del suo percorso artistico. Già dal titolo, l’opera dichiara apertamente le proprie intenzioni: raccontare storie personali, emozioni vissute e frammenti di vita reale, senza filtri, senza artifici e senza mediazioni.
“Tratto da una storia vera” non è un concept costruito, ma una presa di posizione: la volontà di restituire la musica al suo significato più umano e necessario. Attorno a questi brani si sviluppa un racconto coerente, fatto di fragilità, consapevolezza e verità emotiva. La produzione è stata curata interamente da TACØMA insieme a Lorenzo Dolci, che ha seguito anche mixing e mastering, contribuendo a definire un suono caldo, profondo e mai ridondante.
Fa eccezione il brano “Mama”, prodotto insieme al producer e beatmaker alto, apprezzatissimo producer italiano, che introduce una sensibilità lo-fi e una dimensione ancora più intima e sospesa
Un momento centrale dell’EP è rappresentato da “Il mio canto blue”, registrato in presa diretta, in un’unica take, voce e chitarra, senza sovraincisioni, correzioni o post-produzione. Una scelta precisa e controcorrente, pensata per immortalare un istante reale, come una fotografia sonora: imperfetta, vulnerabile, irripetibile.
Con “Tratto da una storia vera”, TACØMA prosegue il percorso iniziato negli anni con i Platonick Dive e sviluppato nel progetto solista, spingendosi verso una forma di espressione sempre più sincera e vera.
Già in passato abbiamo avuto occasione di scambiare qualche chiacchiera con lui e siamo tornati con grande piacere da lui, per parlare di questo bellissimo progetto.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Ciao Gabriele, è un grandissimo piacere ritrovarti.
Partiamo subito nel viaggio alla scoperta di “Tratto da una storia vera” ed iniziamo proprio dalla scelta di questo titolo, che racchiude un po’ quella che è l’essenza del progetto.
Il titolo dice esattamente quello che è. Non una metafora, non un concept costruito, ma un insieme di brani nati da esperienze reali. È una dichiarazione semplice, quello che ascolti è vissuto e poi trasformato in musica.
L’album viene presentato come una presa di posizione: la volontà di restituire la musica al suo significato più umano e necessario. Quando questo bisogno di “essenziale”, di verità, ti ha fatto ti ha fatto pensare “ok, è il momento”?
Ad un certo punto ho capito che l’unico modo per essere coerente era ridurre, asciugare, lasciare solo ciò che era necessario ed essenziale. È stato un momento molto naturale, quasi inevitabile.
Tra i brani che vanno a comporre l’album, ne esiste uno che lo rappresenta in ogni suo aspetto o è un mosaico che nella sua completezza si compone di ogni suo tassello?
È un mosaico. Ogni brano mostra una sfumatura diversa dello stesso momento di vita. Il senso del progetto emerge davvero solo ascoltandolo nella sua interezza.
Qual è stato, invece, il brano più difficile da scrivere, e perchè?
“Il mio canto blue”, proprio per la scelta di lasciarlo così com’era. Accettare le imperfezioni e non intervenire è stato più difficile che riscrivere o sistemare.
Si tratta, come abbiamo potuto constatare, di un progetto che fa dell’onestà nei confronti di chi ascolta, uno dei punti cardini. Questa trasparenza è venuta da sé durante la scrittura, o si è andata palesando in modo più articolato
È venuta quasi da sé, ma ho dovuto decidere di non contrastarla. La scrittura era già molto diretta, la scelta consapevole è stata non smussarla per renderla più “comoda”.
Al momento della sua uscita hai definito il progetto come “una dichiarazione di messa a nudo dolce-amara, cruda e romantica” evidenziando, dunque, la sua “doppia faccia”. In questo dualismo, c’è una parte che prevale sull’altra?
Credo convivano. La dolcezza senza la parte cruda sarebbe superficiale e la crudezza senza la parte romantica sarebbe sterile. L’equilibrio tra le due parti è il vero centro del disco.
Noi abbiamo avuto il piacere di conoscerti molto tempo fa, ad inizio 2020 (quando il nostro portale era nato da pochissimo), con il brano “Nudi sul parquet”. Quanto di quel TACØMA è presente anche in “Tratto da una storia vera” ed in cosa, invece, è cambiato?
C’è ancora la stessa esigenza di verità, trasformandola in suoni e parole in cui ogni ascoltatore può avere una libera interpretazione, “facendosi sue” le mie canzoni. È cambiato il linguaggio ma l’urgenza di raccontare qualcosa di reale è la stessa.
Guardando avanti, cosa verrà dopo “Tratto da una storia vera”?
Sicuramente un’evoluzione. Ogni progetto ha il suo tempo e questo EP chiude un modo preciso di raccontarmi. La musica continua ma probabilmente con un linguaggio diverso.
Prima di salutarci, fai un augurio a te e a questo progetto, per il futuro.
Di restare libero. Di non perdere mai la necessità che ha fatto nascere questi brani.
Grazie davvero, è stato molto interessante ed intenso, immergerci con te nei significati di questo splendido progetto. In bocca al lupo e alla prossima.
Grazie davvero a voi per l’attenzione e la sensibilità con cui avete accolto il progetto fin dagli inizi. È sempre un piacere ritrovarsi. Alla prossima!
Profilo Spotify dell’artista.
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