Intervista – I Summit

I Summit sono una band composta da Matteo Bianchi (voce e chitarra), Riccardo Conti (basso), Paolo de Santis (voce e tastiere), Andrea Miccio (chitarra) e Tommaso Pozzetti (batteria).
Partiti come Blues-Rock Band, il loro sound si è evoluto nel tempo, crescendo con loro.
Cantautorato, Rap, Soul ed Elettronica le influenze mescolate nei loro brani, danno vita ad un progetto musicale eclettico mantenendo la loro indole rock espressa soprattutto nei loro coinvolgenti live.
I loro testi raccontano le vite di cinque ragazzi e dei loro vent’anni tra paure, amori e divertimento, vissuto come per tutti nel costante equilibrio tra felicità e tormento.
Nel 2018 pubblicano in modo indipendente il loro primo album: “Tendenze Contrastanti”.
Nel 2019 creano l’intesa vincente trovando la loro formazione definitiva e decidono di scrivere solamente in italiano.

Nell’ Aprile 2019 pubblicano il singolo “Ma Dove Vai”, esempio perfetto di tutte le loro influenze e dopo aver calcato palchi di ogni genere si qualificano per le finali nazionali di “Sanremo Rock” del 2020.
Nel 2020 entrano a far parte del roster di Zeskel Music, nuova etichetta indipendente comasca, con la quale rilasciano i singolo di lancio “Così Sto Bene” nell’ aprile 2021 e “Del Piero”, singolo estivo, brani che permettono alla band la partecipazione al WOW Music Festival in apertura a Frah Quintale e al Reset Festival di Torino.
Con l’ultimo di questi due (“Del Piero), li abbiamo conosciuti nell’ambito della nostra “#LFMConsiglia Summer Edition“, arrivando a vincere il premio “Canzone dell’estate” del nostro portale.

In arrivo per ottobre il terzo singolo che prosegue il percorso di scrittura del primo album in uscita per la primavera del 2022.

In questa intervista multipla, i membri della band si raccontano.

Quando hai iniziato a fare musica?
Riccardo: Ho iniziato a suonare uno strumento a 7 anni, ma ho iniziato effettivamente a fare musica a 20 anni.
Tommaso: In prima liceo, quando Matteo (il cantante) mi ha regalato un paio di bacchette. Da quel momento non le ho più tolte dalle mani.
Paolo: 8 anni, pianoforte classico, conservatorio, poi il jazz infine la scrittura e produzione.
Andrea: Senza chiedermelo, in seconda elementare, mia madre mi regalò una chitarra per Natale, da quel giorno non ho mai più smesso.
Matteo: Ho iniziato a suonare la chitarra da bambino e ho sempre voluto scrivere canzoni mie

Cosa vuol dire, per te, fare musica?
Riccardo: Portare al pubblico la propria visione di vita, sia in studio che dal vivo.
Tommaso: Quando mi siedo alla batteria mi sento nel mio posto nel mondo. È uno stato di piacere fisico, emotivo, non si può farne a meno!
Paolo: Necessità di condividere e generare un flusso tra me e le persone (musicisti e
pubblico): suonare live, infatti, è linfa vitale e la più concreta forma di connessione
personale con le persone.
Andrea: È un’esigenza congenita che non ambisce a piacere ma semplicemente è un modo per mettere a posto le cose, per sentirmi a posto con me stesso e con gli altri.
Matteo: Avere modo di esprimere e vivere emozioni in maniera intensa

Artista preferito?
Riccardo: Gemitaiz, lo è stato per più tempo rispetto agli altri.
Tommaso: Domanda terribile! Ascolto tantissima roba e vado in fissa per mesi con artisti disparati. Ultimamente ascolto tantissimo Guè Pequeno e JMSN, pero il mio preferito in assoluto credo sia Anderson Paak.
Paolo: Risposta work in progress. 2021: Fulminacci in Italia, Vulfpeck fuori.
Andrea: Impossibile trovarne uno, dico Eric Clapton per carriera ed eleganza.
Matteo: Ascolto veramente di tutto quindi devo dirtene almeno tre : vulfpeck, Salmo, Steve Ray Vaughan.

Canzone preferita?
Riccardo: “Nothing else matters” dei Metallica
Tommaso: Domanda ancora più difficile! Forse ti direi “Enjoy” di Franco126 x Carl Brave. È un pezzo che negli anni torno ad ascoltare sempre.
Paolo: “Happier Than Ever“, Billie Eilish
Andrea: Ancora più difficile di quella di prima, dipende dal mood e da tanti altri fattori, ma ultimamente “Hallelujah Anyway” di Candi Staton.
Matteo: “Stayin’ alive“. Mi fa impazzire tutte le volte. In sto periodo invece sto ascoltando molto “Losalamitoslatinfunklovesong” di Gene Harris.

Descrivi con una parola gli altri elementi del gruppo.
Riccardo: Tommaso agguerrito, Paolo eclettico, Andrea metodico.
Tommaso: Paolo ingegnere, Matteo flusso, Andrea barbaresco, Riccardo manzo.
Paolo: Andrea sorprendente, Tommaso concreto, Matteo spirituale, Riccardo efficace.
Andrea: Matteo sale, Riccardo pepe, Paolo olio, Tommaso peperoncino.
Matteo: Tommaso decisione, Andrea degustazione, Paolo convinzione, Riccardo passione

Feat. dei sogni?
Riccardo: Gué Pequeno o Jovanotti.
Tommaso: Puntiamo alto, SILK SONIC (Bruno Mars + Anderson Paak).
Paolo: Summit x Frah Quintale
Andrea: Nile Rodgers, anche solo per una funkettata con la chitarra acustica in stazione.
Matteo: Poter fare una jam con i Vulfpeck già basterebbe.

Fai un augurio ai summit, per il futuro.
Riccardo: Che la voglia di provarci non ci molli e quella di riuscirci ci tenga carichi a molla.
Tommaso: Ragazzi, auguro di continuare a divertirci cosi come abbiamo fatto in questi anni, perché abbiamo vissuto storie ed esperienze tanto intense e particolari che la gente non riuscirebbe nemmeno ad immaginarsele!
Paolo: Bella raga, finché si sale non si guarda giù mai.
Andrea: Ragazzi che dire, costanza, determinazione, umiltà e le stelle secondo me non sono poi così lontane.
Matteo: Così sto bene e non serve sapere altro. Che possa essere sempre così con voi sul palco.

Profilo Spotify della band

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